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“L’Ospedale e in genere la sanità della nostra città non hanno purtroppo interlocutori. Tutti hanno parlato, tutti ne hanno scritto, ma nessuno ha ricevuto da chi di dovere risposte concrete, decisive, esaurienti. Le nostre richieste si fanno rimbalzare da una città all’altra, da Cerignola a Foggia, da Foggia a Bari, da Bari a Roma, da Roma a Bruxelles. E’ il classico gioco dello scaricabarile. Il paradosso è che l’unico ente ad essersi proposto come interlocutore è stato il Comune, pur non avendo istituzionalmente un ruolo decisionale in merito. Non si ha il coraggio di prendere decisioni, cioè di dire se un reparto debba chiudere o possa rimanere aperto. Ma se deve rimanere aperto, che sia messo in condizione di operare al top delle proprie potenzialità. La mancanza di decisioni lascia invece ai medici e agli infermieri la responsabilità di chiudere i reparti rischiando fisicamente e penalmente.

E’ acclarata l’importanza dell’asse sanitario San Severo-Foggia-Cerignola, in quanto questi costituiscono presidi irrinunciabili sia da un punto di vista logistico-geografico che strutturale. Non dimentichiamo che Cerignola è schiacciata tra due caselli autostradali ed è il comune geograficamente più lontano da Foggia rispetto a San Severo, Lucera e Manfredonia. Quello di “Casa Sollievo della Sofferenza”, a San Giovanni Rotondo, è invece un caso completamente diverso, in quanto quell’ospedale costituisce il punto di riferimento del Gargano e non solo.

Noi pensiamo che la cosa più giusta da fare sarebbe stata far precedere il Piano di rientro dal debito sanitario da un Piano di riordino ospedaliero, e in base a questo criterio eliminare prima gli sprechi e i privilegi, poi eventualmente tagliare i rami secchi. Il 31 ottobre, purtroppo, assisteremo all’interruzione di un pubblico servizio, in quanto non potrà essere rinnovato il contratto a tantissimi medici assunti a tempo determinato. Ciò costringerà alla chiusura di interi reparti e metterà a rischio la sopravvivenza di altri.

L’ Assessore alla Sanità, mediante  incontri che si sono succeduti in questi giorni, ha potuto ascoltare la voce dei responsabili dei reparti e dei servizi dell’Ospedale “Tatarella” e colto il loro grido di allarme ma ha anche recepito la loro disponibilità a trovare con gli amministratori della Asl una soluzione, anche se sofferta, però condivisa e razionale, in tempi brevi. Già alcuni sindaci, tra questi quello di Manfredonia, hanno chiesto un incontro tra tutti i primi cittadini dei comuni della Capitanata alla presenza del Prefetto di Foggia,  intravedendo nell’imminente futuro anche la possibile insorgenza di problemi di ordine pubblico. Un confronto necessario, che a nostro avviso è improrogabile e che richiede una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti: il ridimensionamento o la cancellazione di interi reparti ed ospedali è una prospettiva preoccupante, qualcosa che può ulteriormente ridurre il livello della qualità della vita in una provincia, Foggia, già relegata ad un ruolo marginale in Puglia. Non si capisce dunque perché i responsabili amministrativi e politici della sanità si siano finora sottratti a un civile e necessario confronto con gli enti locali. Denunciamo la mancanza di regole: non c’è un piano dei servizi gestito da un Consiglio di Sanitari, proprio perché non esiste una direzione strategica. I vari direttori generali, sanitari ed amministrativi delle strutture operanti nel territorio non riescono a formalizzare un piano dei servizi. Ci sono due leggi da rispettare, o se vogliamo due principi: uno è il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione; l’altro è il rispetto del tetto di spesa preventivato. Qualcuno dovrà dire ai medici e ai paramedici quale dei due principi saranno costretti a violare”.

Amministrazione Comunale di Cerignola

13 COMMENTI

  1. delinquenti … a rischio non è l’ospedale ma la gente comune che ha la sfortuna di andarci a finire … e forse pure di non uscire più!!! Chiudetelo

  2. Scusate abbiamo o non abbiamo l’assessore Gentile Elena alla regione? lei non puo fare niente o non vuole fare niente? e lei la prima che deve alzare la voce a bari , parlasse con Nicki e cominciasse a risolvere problemi di questo calibro,o forse e proprio lei che mette i bastoni tra le ruote? mi sa che proprio l’ultimo quesito è quello giusto.Ragazzi adesso e il momento di fare praticamente tutto quello che avete promesso in campagna elettorale una volta tanto non fate i pagliacci ma agite per il bene della nostra popolazione lasciate le beghe politiche e fate le persone serie.

  3. Andate a chiedere ai suoi pupazzi………………se ricordo bene, nell’ultima campagna elettorale Franco Metta, l’aveva chiamata pupara,……o sbaglio???
    No,………….. in un numero del giornale 5 dicembre del 2009, l’aveva etichettata così.

  4. Il consiglio comunale di Cerignola,dovrebbe organizzare una seduta aperta , ed affrontare il delicato tema del Piano socio sanitario 2011-2013,:
    Attualmente ci sono tante ipotesi aperte e tante altre che per incapacità degli Amministratori Regionali, che hanno pensato ad accrescere il costo dei servizi con l’ausilio di chi negli ultimi sei/ sette anni ha provveduto al “rigonfiamento delle spese sanitarie” con tangenti, interessenze, escort, feste e festini. L’ Assemblea legislativa Regionale della Puglia. è stata condannata al rientro del debito di oltre 500 mila euro che allegramente si è sforato, ma non essendoci la responsabilità soggettiva, gli unici che possono essere “perseguiti ed obbligati” a risanare il bilancio sono gli utenti, cioè la popolazione di questa Città, Provincia,Regione.
    Con forza nel dibattito che si andrà ad innescare, con i consiglieri comunali, si dovrà chiedere conto ai signorie Regionali che non è finanziando il San Raffaele a Taranto che si risolvono le questioni aperte per loro palese incapacità. Essersi “abbuffati” , ignorando e non rilevando le notevoli criticità e il forte allarme che suscita detto atto di programmazione, con il quale le “Menti Regionali” hanno inteso gestire “unilateralmente” il destino di tanti operatori, non gli consentirà di “subire l’ira elettorale”; a meno che non siamo come al solito “ipocriti e pecoroni”. La unica risposta che si è avuta è quella di lamentarsi con: PIOVE! GOVERNO LADRO. cioè la situazione di precarietà nella quale versa il nostro Ospedale Cittadino, lo scaricare le colpe su altri. In particolare preoccupano gli interventi di taglio sulla rete ospedaliera, l’insieme degli investimenti strutturali, tutti sbilanciati verso le altre province (di compagni) la parte delle risorse umane nella quale non è affrontata la cronica carenza di dotazione professionale. Ulteriore criticità è il complessivo quadro economico e finanziario delle risorse e la loro iniqua distribuzione.
    La dottoressa Gentile che sta facendo le prove per Bari o Roma non entra nel merito delle cose nostre, perchè come già avvenuto in passato per altri “Tatarella docet”, si sente molto lontana dal “nucleo” cittadino, solo per la normale amministrazione a favore dei suoi giannizzeri, quelli che gli consentiranno “il salto”, con l’augurio che non sia quello della quaglia!

  5. Per Milton, mi fa paicere che tu abbia potuto comprendere il senso di quanto da me scritto, non è da tutti gli enc….li. Comunque perchè si possa intendere, il gioco delle tre carte mi sembra che possa essere più consono per una discussione da aprire, a questo livello. Grazie per la comprensione.

  6. Privatizzare la sanità, anzi tutto! E subito anche. Non è più tempo di discussioni ! Al diavolo tutti questi omuncoli dediti alla politica che ci stanno lasciando nella m…a! che vadano a giocare al gioco delle tre carte con Milton, che tanto solo quello sono in grado di fare … Forse!

  7. io sono una mamma e capisco l’ansia dei genitori di quel bambino.
    Mio figlio di 3 anni con frattura al gomito, al pronto soccorso una “dottoressa “aveva deciso di mettere un tutore senza alcuna consulenza ortopedica perche’ l’ortopedico la sera non c’e’ e non era reperibileee!!! Devo ringraziare l’infermiere di turno che si e’ rifiutato di mettere un tutore a un bambino con il gomito supergonfio.
    Conclusione ho preso il bambino e sono andata a Termoli dove l’ha visitato il primario in persona chiamato dal pronto soccorso ,adesso il braccio funziona perfettamente!!!!
    MI chiedo e se mi fossi fermata a Cerignola???……

  8. Bisogna dare atto a quanti si lamentano per il “malfunzionamento” dell’Ospedale cittadino. Probabile che non siano tutti i Reparti o Divisioni, ma quello che più inquieta è lòa guerriglia di cortile che all’interno si è messa in atto, per colpa di Qualcuno a Bari che ha pensato di sostituirsi al Presidente di turno del Consiglio. Non si può tornare indietro nel tempo e non si possono assumere figure professionali e clientelari a spese della Comunità. Il posto al sole per tutti è finito! Basta con le prese per il Culto, “tanto paga Pantalone” è morto e sepolto. Ho letto di qualcuno che pensava di privatizzare gli Ospedali, così come avviene in altre parti del mondo, OTTIMA IDEA!
    I malati saranno veri malati, gli interventi saranno seri e coscenziosi, le protesi d qualità. Senza :TEDESCO-TARANTINI- FRISULLO etc.etc.
    (fino a prova contraria). L’Assicurazione per coloro che possono, mentre il Governo Centrale provvederà per coloro che sono indigenti (quelli veri).
    Anche i dottori saranno di qualità per evitare rivalse in caso di macroscopici errori. Ad ognuno il suo mestiere.

    • SACROSANTE PAROLE. A QUANDO UN REFERUNDUM NAZIONALE? tanto nessun deputato o senatore di qualsiasi corrente politica proporrà mai una riforma del genere.

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