Riceviamo e pubblichiamo un comunicato giunto in redazione dalla direzione dell’ExOpera, il laboratorio urbano sito a Piano San Rocco, con il quale si rende noto un incontro che vedrà un confronto tra i responsabili della struttura e i rappresentanti delle Associazioni, Dirigenti scolastici e semplici cittadini. Di seguito il testo completo della nota.

Presidenti di Associazioni,
Dirigenti Scolastici,
Concittadini tutti,

siete tutti invitati a partecipare al tavolo di concertazione per l’individuazione e l’animazione delle eccellenze del nostro territorio che si terrà domenica 6 Novembre alle ore 18.00 presso la sala “Nucci Ladogana” del Laboratorio Urbano ExOpera. Questi incontri periodici con le realtà presenti nel nostro territorio hanno il fine di coinvolgere il mondo delle associazioni, quello delle scuole e tutta quella gente che abbia un’idea, un progetto socio-culturale da realizzare ma per il quale necessita di un aiuto organizzativo e pratico. E’ necessario creare relazioni, laddove non esistano, e di fortificare quelle già esistenti, per realizzare delle cordate creative che abbiano il solo scopo di migliorare l’offerta socio-culturale della nostra città. ExOpera apre le sue porte ai soggetti che sono protagonisti della nostra città o che magari potrebbero diventarlo, mettendo a disposizione uomini e mezzi per realizzare progetti di ogni sorta.

2 COMMENTI

  1. Peccato, perché sono lontano. Mi servirò di questo strumento per far sentire anche la mia voce modesta. Quanto al Laboratorio Urbano ExOpera, sappiamo bene che nasce all’interno del Programma Bollenti Spiriti della Regione Puglia. Sappiamo anche molto bene immobili dismessi, edifici scolastici in disuso, palazzi storici abbandonati, ex monasteri, mattatoi, mercati e caserme sono ristrutturati, dotati di attrezzature, arredi e strumenti per diventare nuovi spazi pubblici per i giovani. Sappiamo anche – e fin troppo bene – che ogni Laboratorio Urbano dovrebbe avere per natura contenuti e caratteristiche proprie: luoghi per l’arte, lo spettacolo e il recupero delle tradizioni; luoghi di uso sociale e sperimentazione delle nuove tecnologie; servizi per il lavoro, la formazione e l’imprenditorialità giovanile; spazi espositivi, di socializzazione e di ospitalità. Tutte cose in principio buone, ma in realtà non sempre tangibili, per ragioni su cui non mi soffermo. Sono fin troppo evidenti gli usi di questi straordinari contenitori culturali (mi riferisco ovviamente all’ExOpera di Cerignola).
    A mio parere, manca un controllo puntuale sulle attività e sulle dinamiche di realizzazione dei progetti: detti altrimenti, allo stato attuale delle cose, non vedo una certa visibilità (sito internet, programmazione ufficiale cartacea e on-line) di tipo culturale. O meglio, i manifesti ci sono, la pubblicità pure, facebook funziona da buon collante, ma non basta: ci vuole una linea guida VISIBILE, una PROGETTAZIONE CHIARA A TUTTI, PUBBLICAMENTE DIFFUSA, su quanto si vuole sperimentare in quella struttura. Io credo che spesso aleggi un po’ di superficialità. Le finalità del Laboratorio di ExOpera dovrebbero essere quelle informativa, educativa, partecipativa, documentale e di servizio: descrivere e documentare, cioè, il cambiamento che sta interessando la città di Cerignola (trasformazioni territoriali, sociali, ambientali, economiche, culturali); offrire alla città opportunità di informazione direttamente dai professionisti che operano a vari livelli, per conoscere così le complessità e i pensieri che stanno dietro ai progetti. Approfondire, quindi, il senso dei cambiamenti che la città sta vivendo.
    La struttura ExOpera, poi, ospita una Biblioteca: altro nodo cruciale nella nostra città. Chi a vario titolo negli anni si è seduto sulle poltrone del Municipio non ha MAI dato importanza alla BIBLIOTECA della città, anzi all’istituzione di una vera e propria biblioteca, perché noi in realtà una biblioteca non ce l’abbiamo, semmai esiste un deposito, uno scantinato….. Una città che non investe in cultura e nei libri credo sia inqualificabile sotto ogni punto di vista. Lo dimostra il fatto che nemmeno le SCUOLE sono state sensibili a questi handicap molto gravi della nostra città, spesso incapaci di individuare ed esprimere possibili soluzioni future sul ri-uso del territorio, partendo dalle aule scolastiche, dalla scuola primaria alla scuola superiore; di dilatare la categoria di cittadinanza; di contribuire a valorizzare il cittadino non solo come fruitore di servizi, ma anche come partecipe alla creazione di forma, prestazioni, regole e strutture di relazione della città; di trasmettere saperi tecnico-disciplinari attraverso momenti di informazione, approfondimento e confronto (incontri pubblici, seminari, sito internet, visite ai cantieri), valutando quando riportarli ad una dimensione il più possibile divulgativa. Non posso tacere sull’efficace esperienza di “Napoli Novantanove” con l’adesione alla Rete Nazionale del progetto “La scuola adotta un monumento”. Un vero successo durato pochissimo. Le scuole – e le istituzioni comunali – non hanno più continuato ad agire concretamente nel tessuto sociale, sensibilizzando la cittadinanza ad una maggiore attenzione e ad una nuova consapevolezza dei beni culturali, così il tutto è finito nell’oblio!!!
    E si potrebbe così continuare all’infinito ….
    Quali sono le mie proposte, dunque:
    1) rileggersi lo Statuto dei Labortaori Urbani, meditando punto per punto obiettivi e finalità;
    2) ampliare l’offerta di ExOpera – specie in relazione alla Biblioteca – trasferendo integralmente tutta la BIBLIOTECA COMUNALE, ri-dando dignità e decoro ai beni librari della nostra città, sorvegliando con attenzione assoluta sugli scempi archivistici e librari;
    3) bandire concorsi per NUOVI E AGGIORNATI BIBLIOTECARI che possano inventariare una volta per tutte il patrimonio librario della città;
    4) re-istituire, ri-dare uno spazio dignitoso all’ormai occultato MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA, che ha fatto la stessa fine della villa comunale, un mucchio di ruderi D I S P E R S I;
    5) promuovere con insistenza il dibattito attraverso frequenti incontri tematici aperti a chiunque e non solo ai tecnici che si occupano delle trasformazioni urbanistiche, agli specialisti di settore, perché non è necessario essere esperti per discutere della propria città, né sufficiente.
    È importante che le persone comuni abbiano una maggiore consapevolezza dei problemi più grandi, una comprensione di che cos’è che crea il problema, e per questo è importante cercare un linguaggio comune.
    Il cittadino non dovrebbe sentirsi solo come richiedente e passivo fruitore di
    servizi, ma partecipe e protagonista nella ricerca di approcci nuovi alle scelte di chi amministra la città. Nella ricerca di una sempre maggiore, equilibrata e partecipata relazione fra decisione e consenso.

    da Faenza, venerdì 4 novembre 2011

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