Si terrà giovedi 24 novembre, alle 10.00, la prima conferenza di servizi promossa dall’Amministrazione comunale su iniziativa dei consiglieri Domenico Carbone e Michele Allamprese, avente ad oggetto il recupero e la valorizzazione del rione Terra vecchia. La conferenza, convocata dall’Assessore all’Ambiente Stefano Palladino, sarà incentrata sulle tematiche ambientali e, in particolare, sull’avvio della raccolta differenziata porta a porta nel quartiere, con l’obiettivo di raggiungere il 100% di differenziazione dei rifiuti prodotti e migliorare il già discreto livello di pulizia delle strade e dei marciapiedi della zona.

La conferenza si terrà in via Piazza Vecchia 11 presso i locali dell’ex bottega “Stesso Sole”, di proprietà della Parrocchia di San Francesco. Alla conferenza parteciperanno, oltre all’assessore Palladino, il Sindaco Antonio Giannatempo, i consiglieri comunali Allamprese e Carbone, l’amministratore unico di Sia, Francesco Vasciaveo, il dirigente comunale del settore Ambiente, Custode Amato, e un rappresentante della Parrocchia di San Francesco.

“Con l’iniziativa di giovedì avviamo la prima delle sei conferenze di servizi finalizzate a produrre tutti gli atti amministrativi e le iniziative necessarie per dare attuazione alla mozione consiliare che impegnava la Giunta a valorizzare il quartiere Terra Vecchia –dice il Sindaco Antonio Giannatempo -. Dopo questa fase burocratica e amministrativa, ci auguriamo che i residenti e gli operatori commerciali comprendano l’importanza del progetto e anzi giochino un ruolo da protagonisti”.

“Sono orgoglioso di inaugurare questa serie di incontri per valorizzare il quartiere più antico di Cerignola – afferma invece  l’assessore all’Ambiente Palladino -. Vorrei ringraziare gli abitanti del quartiere e la Parrocchia di San Francesco per l’importante aiuto che ci stanno prestando”. “Dare seguito all’iniziativa adottata e fatta propria da tutte le forze politiche presenti in Consiglio, con l’esclusione della sola Cicogna, era un dovere morale ancor prima che amministrativo – spiega  il consigliere Allamprese -: Sono convinto che il modello Terra Vecchia, inteso come sistema per raccogliere le istanze di un quartiere, identificare la vocazione dello stesso e proporre una visione e una prospettiva di lungo respiro con l’adozione di tutti gli atti necessari per raggiungere gli obiettivi prefissati, possa essere adottato per tutti i quartieri della nostra città. In questo senso assumo l’impegno morale di proporre, sino alla conclusione del mio mandato, una mozione per ogni quartiere di Cerignola”.

2 COMMENTI

  1. La Terravecchia di Cerignola è una risorsa e non può essere vista nè vissuta come un fardello. Queste iniziative sono lodevoli e importanti. Il mio punto di vista è che tutte le iniziative devono essere inquadrate in un processo pianificato (conoscenza e progetto) che deve porsi degli obiettivi precisi(urbanistici, sociali, economici). Il primo passo comunque è “fotografare” la situazione di fatto e renderla pubblica, perchè credo che il 95% della popolazione di Cerignola non sa quale sia la reale situazione di degrado del nostro centro storico. Io la conosco (parlo della situazione di 4-5 anni fa) per essere stato il referente di un progetto interessantissimo che abbiamo avviato con l’Istituto d’Arte, chiamato appunto Terravecchia, che si poneva l’obiettivo “minimo” di conoscere questa parte urbana, le sue peculiarità, e rilevare, anche fotograficamente, tutti gli isolati: il risultato del primo step è stato davvero illuminante, sia per il sottoscritto che per gli studenti, e si compone di una pubblicazione, di un video e di tavole grafiche esposte presso i locali dell’attuale Liceo Artistico – ISA di Cerignola. L’impressione che ne ebbi è di un abbandono totale, di una parte di città in cui non vigevano regole, e in continua e inesauribile rovina. Oggi credo che la situazione sia molto peggiorata. Speriamo che iniziative del genere possano generare un effetto domino sul piano non solo culturale, e costituire l’inizio di un cammino “ricostruttivo” dlla nostra memoria urbana.

  2. In questo modo il problema Terravecchia inteso si come centro storico acquista una sua identità e specificità, che non in relazione all’essere o meno bene culturale o all’essere antecedente o meno ad una determinata epoca, per quanto in relazione all’essere quella parte della città sulla quale si sono ed applicano specifici processi che hanno determinato il percorso storico, in particolare, la trasformazione intesa come recupero della struttura fisica. Ma questa operazione non potrà non tenere conto che, per compiere questa operazione, sia necessario creare condizioni che favoriscano l’ingresso nel centro “Terravecchia” anche di fasce della popolazione, che sebbene semplici, si discostino fortemente da quella mentalità che oggi è il principale fattore condizionante.Le speculazioni di carattere storico, sociologico, tecnico-architettonico poco interessano ai “cerignolani multietnici”, i quali sono , molto più attenti a questioni eminentemente pratiche, che non a quelle teoriche, che poi dovrebbero, se corrette diventarlo, la generale aridità di pensiero, quel sonno della ragione che genera le più avvilenti realtà locali, ha origine nel tessuto sociale, in quel clima di generale “disagio”che si evince da quelle fasce della popolazione, che sono presenti negli uffici pubblici, nei mercati dove è più facile ascoltare i pareri, le opinioni, le lamentele.
    Le condizioni di disagio che si manifestano nella Terravecchia e che sono quelle dalla “stessa popolazione” consapevolmente creata. Le difficoltà sono tante e forse il tutto potrebbe risultare sono un “ambizioso progetto”.
    Troppa la diversità “ideologica” presente nella comunità lì residente.

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