La Scuola Media “Paolillo” e il I Circolo Didattico “Carducci” non verranno accorpati. Verrà dunque rimodulata la delibera di Giunta Comunale n.389 del 15 novembre, che prevedeva invece l’unione delle due scuole. E’ quanto ha deciso nel pomeriggio il tavolo tecnico-amministrativo sul dimensionamento della rete scolastica, formato dall’Amministrazione Comunale e dai dirigenti scolastici, a cui hanno preso parte anche i rappresentanti di Cerignola nel Consiglio provinciale di Foggia, Domenico Farina, Francesco Demonte, Rino Pezzano e Nicola Sgarra.

«La Paolillo, al momento, risulta essere sottodimensionata rispetto alla popolazione scolastica minima di un istituto prevista dalla nuova normativa, vale a dire la legge di stabilità – afferma il Sindaco Antonio Giannatempo -. Per mantenere l’autonomia scolastica, infatti, un istituto deve avere almeno 600 alunni. Si è però deciso di proporre per quest’istituto la deroga, in quanto si riscontrano in questo senso condizioni particolari di opportunità: si registra infatti un incremento del numero delle iscrizioni. Questa, inoltre, è considerata “una scuola presidio di formazione e legalità in un’area difficile dell’abitato». La proposta di deroga verrà ora presentata alla Regione Puglia.

«Per consentire a tutti di lavorare in condizioni di tranquillità –  prosegue il primo cittadino – chiederemo in subordine alla Regione, qualora la proposta di deroga non venisse accolta,  l’accorpamento della Paolillo con la sola sezione distaccata della Carducci di via XXV Aprile, ubicata presso la vecchia sede dell’Itis Righi. Nulla cambia, invece, riguardo all’accorpamento, già deciso, dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” e del IV Circolo Didattico  “Battisti”».

Nel corso della riunione, il Sindaco ha inoltre ribadito che «l’Amministrazione Comunale, con la delibera che adesso verrà rivista, non ha affatto stravolto la programmazione delle scuole e il principio di continuità didattica delle stesse, contrariamente a quanto affermato da chi, come sempre, è sobillato da personaggi che cercano di strumentalizzare tutto. La legge di stabilità ha portato da 500 a 600 il numero minimo di alunni necessario per il mantenimento dell’autonomia scolastica. Noi ci siamo attenuti alle nuove disposizioni e, in spirito di collaborazione con i dirigenti scolastici, abbiamo deciso di rivedere le nostre posizioni precedenti».