L’Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Puglia, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap  e Cittadinanzattiva esternano il proprio disappunto in merito alla deliberazione della Giunta Regionale 933 del 10 maggio 2011, con la quale la Regione  ha recepito l’accordo concernente il “Piano di Indirizzo per la Riabilitazione”, sancito nella Conferenza Stato-Regioni. Il dott. Pomo dell’Assessorato alle Politiche della Salute intervenne il 28  maggio scorso ad un convegno regionale dell’AIFI. In quell’occasione egli espresse l’intenzione di collaborare con le associazioni presenti (AIFI, Cittadinanzaattiva e FISH), per procedere ad una eventuale fase attuativa del Piano. In seguito le tre associazioni hanno scoperto che il Piano di Indirizzo, che consiste in una revisione delle linee guida del sistema riabilitativo del 1998, ed è caratterizzato da un insieme di indirizzi e di criteri generali che devono guidare le attività di riabilitazione, era già stato deliberato. Le tre Associazioni, che coprono un settore molto vasto del sociale, rappresentando gli specialisti della riabilitazione, il mondo dei disabili e la tutela degli utenti,  si sono sentite assolutamente offese da tale atteggiamento.

Per le Associazioni l’attuale stesura del piano d’indirizzo per la riabilitazione non coglie  le potenzialità che il contributo delle professioni sanitarie della riabilitazione sono in grado di portare al sistema riabilitazione e ai cittadini fruitori dei percorsi assistenziali.

Emerge la necessità di  un approccio integrato fra competenze professionali e titolarità istituzionali, rispetto all’evoluzione che si è avuta nel campo delle professioni e dei loro rapporti.

AIFI, FISH e CITTADINANZATTIVA Puglia denunciano, visto il solo riferimento nel Piano dei medici fisiatri,  il mancato coinvolgimento degli altri professionisti dell’area riabilitativa, veri attori della riabilitazione, e chiedono pertanto l’intervento diretto del Presidente della Giunta on. Nichi Vendola, affinché corregga quanto deliberato.

L’articolo 26 della  Convenzione ONU del 2007  sui diritti delle persone con disabilità, fatta propria dalla Regione Puglia nel 2009 in quanto legge dello Stato,  non è considerato nell’estensione del Piano.

La Convenzione ONU ribadisce il diritto delle persone con disabilità di godere del più alto standard conseguibile di salute e di godere appieno di servizi per ridurre al minimo o prevenire ulteriori disabilità.  La disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società, sulla base dell’eguaglianza con gli altri. La discriminazione, e quindi la violazione dei diritti umani,  si verifica in presenza di un trattamento differenziato nei confronti di una persona con disabilità.

Dunque le norme affermano il cambiamento culturale, rappresentato dal passaggio dal modello medico a quello biopsicosociale, incentrato sulla persona e sui suoi diritti. Le Associazioni rappresentano il bisogno dei cittadini di una diversa erogazione socio-sanitaria e chiedono in merito una risposta.