Rilanciare la Terra Vecchia… hai detto niente… Il duo Allamprese – Carbone però ci crede. O almeno così sembra. A loro se non altro il merito di aver scoperchiato il vaso di Pandora, rotto quella cappa di scetticismo, se non addirittura di indifferenza, che avvolgeva, opprimendolo, il cuore della città antica. Sei conferenze di servizi per tentare l’assalto al cielo. La prima si è tenuta lo scorso 24 novembre. Conclusione: dal 12 dicembre partirà la raccolta differenziata porta a porta. Bidoncini per l’umido e sacchetti per plastica e vetro distribuiti ai residenti, mentre un’ ordinanza imporrà di lasciare il sacchetto col rifiuto sull’uscio di casa in una fascia oraria compresa tra le ore 7.30 e le 8 del mattino. E questo sarà il metro di giudizio da adottare per ogni singola conferenza: capire cosa ha prodotto in termini concreti, cosa si è deciso e cosa si è fatto per attuarlo. “Le prossime le terremo tra il 13 ed il 15 di dicembre prossimo – dichiara Michele Allamprese a Lanotiziaweb -. Le conferenze  riguarderanno il tema sicurezza (con la presenza dell’ assessore Reddavide, le Forze dell’ordine, la Croce Rossa e la Protezione Civile), l’acquisizione da parte del Comune di un immobile oggi proprietà della Curia, l’arredamento urbano (con l’assessore Santoro che si occuperà di convocare le associazioni degli architetti e con la presenza dei dirigenti del Terzo Piano), la possibilità d’ insediamenti commerciali e produttivi che sarà vagliata dall’assessore Romano e dalle associazioni di categoria ed infine la sinergia tra associazioni e scuole per la promozione di attività culturali sul posto”. La posta in gioco è alta. Su questo non ci sono dubbi. Per la città, che si affrancherebbe da quella anomalia che, in una terra splendida come la Puglia, la vede come uno dei pochi grandi conglomerati urbani privi di un centro storico vivo e quindi vivibile. Ma la posta è alta anche per questa amministrazione. E per Giannatempo in primis. L’occasione è di quelle da non farsi scappare. Pensateci. Giannatempo potrebbe lanciarsi a capofitto in un’impresa (perché tale resta) che, per importanza e grado di difficoltà, soverchierebbe qualsiasi altro atto di questa compagine governativa. Lasciarsi alle spalle Gruppi Autonomi, dissidenti a giorni alterni, Udc, UdCap e democristiani in cerca d’autore, volare alto, più in alto dei “piccioni” di Laguardia, smetterla di giocare con le bambole di Romano e dedicarsi ad un progetto che questa città meriterebbe. Sarebbe l’occasione anche per i suoi assessori: Reddavide potrebbe far sequestrare meno cd falsi a Mustafà ed incidere in un quartiere dove sicurezza e legalità restano le priorità, Romano potrebbe smontare le bancarelle dal centro della città e cercare di trasferire energie e competenze nel tessuto della Terra Vecchia, magari affiancato da piccoli imprenditori che invece di additare Mustafà (si sempre lui) come responsabile della loro crisi sarebbero chiamati ad uno sforzo in più, a mettersi in gioco, a rischiare in proprio perché il tempo delle sicurezze e del “ti piace vincere facile ?” è ormai finito da un pezzo. I tempi non sono brevi, certo, la procedura complessa e i risultati da valutare nel medio – lungo termine. “Dalle conferenze di servizi usciranno degli atti d’indirizzo – continua Allamprese – poi ci vorranno le delibere di giunta e le determine dirigenziali. So benissimo che se stesse qualcun altro a fare il sindaco, in questo momento, la Terra Vecchia sarebbe già Disneyland. Io dico che il processo di rivalutazione è all’inizio, ed è stato fondamentale avviarlo”. Del resto Cerignola vive di simboli, di parole d’ordine, di leggende con una solida base di verità. Siamo o no la città in cui Tatarella è ancora ricordato come il sindaco che ha riaperto Villa Comunale e Teatro ? E allora Giannatempo, dopo la restituzione alla città del Palazzetto dello Sport (anche quella targata Allamprese), potrebbe essere consegnato alla storia come il sindaco che ha rilanciato la Terra Vecchia. Dipende da lui, dipende da loro. Sarebbe tutto molto bello… se Giannatempo & Co facessero sul serio.

Stefano Campese      

 

4 COMMENTI

  1. veramente il Palasport era già aperto dal 2008, ma va bene, Allamprese ne ha organizzato gli ingressi e la fruizione

    • …infatti nell’articolo si parla di “restituzione alla città” e non di “apertura”…

  2. Dalle dichiarazioni d’intenti descritte nell’articolo emerge un dato inquietante:
    “Cittadini bisogna perdonarli non sanno quello che fanno e dicono”.
    Iniziative che cozzano con la realtà, quella quotidianetà che avvolge il quartiere intero, che è si composto: di cittadini cerignolani, non solo tossicodipendenti che sono “assistiti” dalla comunità Emmanuel, ma anche da una eterogenea rappresentanza di cittadini normali, con i loro pregi e difetti. Ma quello che ancora di più deve mettere in qpprensione, per la realizzazione di un “utopico progetto di riqualificazione e recupero” è la realtà, cioè una intera colonia di cittadini d’Europa, i quali si sono “adattati ed aggiustati! a vivere secondo un proprio uso e costume. In questa porzione di territorio sono stati “accolti e benedetti” per il loro arrivo, tanto che per alcuni rappresentano la soluzione economica dei loro problemi. Come si potrà coniugare il “recupero” con l’ambito desiderio di “restituire” alla storia questa porzione di quartiere, che rappresenta l’inizio della nostra civiltà contadina?

  3. Ma se dico “bravo” ad Allamprese per l’iniziativa, che ne dite, mi nominerà nella giuria del prossimo Cerinfestival, oppure bisogna fare…….

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