Irpef più cara di due tre punti per i redditi oltre 55 mila euro. Questo il provvedimento clou di Monti. Inoltre nel mirino le pensioni di anzianità, il ritorno dell’Ici sulla prima casa, una stretta sulla sanità e le liberalizzazioni.

Irpef. Riguarda l’aliquota del 41% e quella del 43% che passerebbero a 43 e 45%. L’aggravio fiscale sarebbe di 100 euro annui per i redditi da 60 mila euro, fino a circa 2.000 euro per chi guadagna 150 mila euro.

Pensioni. Blocco dell’adeguamento dell’inflazione (ma soltanto per gli assegni oltre i 50-60 mila euro lordi l’anno). C’è anche un modesto rincaro per i contributi a carico dei lavoratori autonomi che passerebbero dal 20 al 22%.

Tassa sulla casa. È un pilastro ormai certo della manovra di Monti. Scontata l’esenzione dell’imposta sulla prima casa per i redditi bassi. Quasi sicura anche una rivalutazione automatica delle rendite catastali del 15%. La revisione delle rendite, ferme al 1996, verrà avviata ma occorre qualche anno per metterla a regime.

Liberalizzazioni. Verrà eliminato qualsiasi ostacolo all’apertura di nuovi esercizi commerciali e a ogni limite di orario e di giorni di apertura. Le Regioni dovranno adeguarsi entro 90 giorni. Per le farmacie si prospetta la possibilità che anche i farmaci da ricetta medica possano essere venduti fuori dai canali tradizionali e che l’apertura di nuovi esercizi sia collegata ad un quorum ridotto da 5.000 a 4.000 abitanti.

Imprese. Oltre al bonus del 12% per la ricerca e al rafforzamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (fino a un massimo di 2,5 milioni di euro a impresa) ieri è spuntata anche una detrazione del 19% per chi dichiara oltre 100 mila euro e investe in fondi di venture capital che non siano però holding, immobiliari e con soci parenti.

Carceri ai privati. Per risolvere l’emergenza del sovraffollamento delle carceri si prevede il ricorso al capitale privato e a un ruolo delle fondazioni bancarie (con almeno il 20% del costo dell’investimento). La concessione non dovrà essere superiore a 20 anni, però ci sarà una tariffa di compenso comprensiva dei costi di gestione.

Benzina meno cara. Arriva più concorrenza nella vendita dei carburanti che dovrebbe produrre effetti positivi sui prezzi praticati agli automobilisti. Nella bozza della manovra si legge che «i gestori dei singoli punti vendita di carburanti al dettaglio dal primo gennaio possono liberamente rifornirsi da qualunque produttore o rivenditore». (fonti: Ansa, Corriere della Sera, Repubblica)

3 COMMENTI

  1. I provvedimenti che saranno adottati dal Presidente Monti non sono altro che la campionatura di provvedimenti preventivati da altri. La cacciata del precedente Governo doveva essere la stura per una ripresa economica, che in tutta sincerità non si intravede, anzi non c’è! Tutti si erano “prodigati” per consentire al Governo Tecnico un ingresso in pompa magna, ma il “marcio” secondo me sta nellw due nazioni che pensano di poter effettuare un potere “egemonico” nei confronti degli altri partners. La BCE deve entrare nell’ordine di idee di stampare la moneta, così da rifornire gli istituti di credito “sicuri ed affidabili”, così da consetire di finanziare le imprese.
    La ripresa non potrà mai esserci se non si cambia il regime fiscale del nostro paese. Le liberalizzazioni non sono solo quella del barbiere, del podologo, del salumiere etc. etc. ma pensiamo anche alle lobby o caste dei:
    NOTAI, COMMERCIALISTI, AVVOCATI, MEDICI, ecc. ecc.
    Le privatizzazioni sono la medicina giusta per un federalismo, eliminiamo aziende a partecipazione o con monopolio, i lavoratori tutti possono fare la scelta di vita, all’interno delle regioni di appartenenza, la paga deve contenere tutti gli elementi che oggi concorrono per comporla, la pensione, gli infortuni, la salute, i servizi per l’infanzia, l’istruzione, la telefonia, l’elettricità, il gas, i carburanti, etc. etc. Il regime fiscale provvede a fare prelievi su quanto alla fine del mese è rimasto dalla “busta paga”, avendo sottratto tutte le spese fatte, perciò un controllo incrociato anche sugli esercizi commerciali che saranno “obbligati” ad emettere scontrino fiscale e compito mio richiederlo.
    LO STATO PROVVEDE AD EMANARE LE LEGGI DI CARATTERE NAZIONALE.

  2. Alla fine questo con il governo Monti sparisce la concertazione e appare la negoziazione, un metodo ibrido come la «maggioranza» che sostiene l’Esecutivo Tecnico. Partiti del Centro che si crogiolano degli interventi fatti da questo Governo, che come sempre (DC-PSI-PRI-PLI-PSDI del ’70-’90) il pentapartito della prima repubblica usava fare, scevro delle rimostranze “d’ordinanza” PCI – PSIUP che facevano parte della opposizione.
    Perchéil Pd non può permettersi di votare «sì» in Parlamento alla riforma previdenziale, mentre la Cgil grida «no» nelle piazze. Perché il Pdl non può accettare di votare «sì» alla reintroduzione dell’Ici, mentre il suo elettorato lo abbandona progressivamente nei sondaggi. Perché persinola linea di Casini di dire sempre e in ogni caso «sì» al premier, inizia a scontare nel Terzo polo
    i distinguo degli alleati.
    Gli appuntamenti fissati per il fine settimana dal capo del governo con i leader della «maggioranza» appaiono quindi come l’approdo della mediazione. L’Alta Finanza aveva previsto che i Partiti si sarebbero defilati sulla questione dei “sacrifici” da fare per salvare il sistema finanziario ormai in crisi. Si chiede ai cittadini di “comprendere” il momento, la rinuncia ad un diritto acquisito negli anni di andare in pensione, ma di pretendere e ricevere la pensione solo contributiva. Ma come si potrà risolvere la questione della legalità contributiva, quando intere zone del Sud per il 70% non interpreta ancora il sistema di “versare i contributi a coloro che lavorano, oppure a quelli che stanno lavorando. UNA CONTRADDIZIONE PALESE, quale svipuppo si deve attendere, se siamo cresciuti come i gamberi. L’occupazione dei giovani da promuovere, come è possibile se ci si costringe a lavorare per 40-41-42 anni di contributi. Al Sud qualcuno sarà costretto a lavorare fino a 99 anni d’età.
    I givani sono in fila, in attesa che qualche posto si liberi, magari prenotando il funerale di qualche congiunto, così da far valere il nepotismo. Il costo della politica è stato “sfiorato” nessuno rinuncia alle comodità: siamo uomini non caporali!”.

  3. Il DEBITO PUBBLICO DA ABBATTERE, QUESTO ERA L’IMPERATIVO DI QUESTO GOVERNO TECNICO! QUESTA SOLUZIONE VOLUTA DA TUTTI I PARTITI MAGGIORI, PERCHE’ E’ IMBARAZZANTE CHIEDERE AI PROPRI ELETTORI DI FARE SACRIFICI. I RAPPRESENTANTI POLITICI STESSI NON SI SONO “PERMESSI” DI FORMULARE PROPOSTE, COSI’ D’ACCORDO TUTTI ALL’UNISONO SI SONO AFFIDATI ALLE MANI DI UN’ALTRO, MONTI:
    I CARCERIERI SONO DIVENTATI ANCHE CARCERATI.
    PER ABBATTERE LA SPESA PUBBLICA SI POTEVA INIZIARE AD ELIMINARE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI; ABBATTERE I COSTI DELLA DIFESA; PRIVATIZZARE GLI ENTI CHE EROGANO I SERVIZI, STAMPARE L’EURO DI CARTA, ALLINEARE I COMPENSI DEI POLITICI A QUELLI EUROPEI, TRASFORMARE L’ISTRUZIONE STATALE COINVOLGENDO ANCHE LE SCUOLE DI FORMAZIONE ED AVVIAMENTO, COSI’ COME AVVIENE NEI CAMPUS DI SPECIALIZZAZIONE ED AVVIAMENTO ALLA FORMAZIONE DEL LAVORO. COME SEMPRE SI E’ PENSATO DI RISOLVERE LA QUESTIONE DELLA CRISI “INTERNAZIONALE DELLE BANCHE” METTENDO LE MANI SEMPRE NELLE TASCHE DI QUELLI CHE NON POSSONO AVERE UN SANTO IN PARADISO.

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