Pubblichiamo di seguito una nota del coordinatore cittadino Fli Enzo Pece, il quale ricorda la data del 5 dicembre 1993 come un momento storico per la vita politica di Cerignola. Ecco il documento completo.

E’ doveroso ricordare la ricorrenza storica di quel 5 dicembre 1993 in cui  Cerignola, al termine di crisi politiche estenuanti, elesse Sindaco il “missino” Salvatore Tatarella, con un voto di protesta, che si trasformò, poi, in efficace proposta politica, tanto che ancora oggi quella amministrazione comunale è unanimemente ricordata a Cerignola come la migliore negli ultimi anni. Io c’ero nel tanto decantato periodo iniziato il 5 dicembre 1993, fui eletto consigliere comunale, il più giovane. E ricordo perfettamente chi c’era e chi no. Non trovo giusto che alcuni, che non solo non c’erano, ma che neanche hanno l’età per ricordarlo, prima dicano ad altri “voi non c’eravate in quel grande periodo dove Salvatore Tatarella è stato il miglior Sindaco di Cerignola”, e dopo essersi accorti di essere stati intellettualmente onesti dire “quel periodo è passato”, pur di non ammettere che alcuni hanno lasciato una traccia nella nostra città per avere bene amministrato. E’ inaccettabile tale schizofrenia. Cosi come non si può dire che senza altri Tatarella non sarebbe stato l’ottimo sindaco che pure si ammette sia stato. Tatarella era dal ’94 eurodeputato e fece arrivare diversi fondi dalla Comunità Europea nella città in cui era Sindaco. Io c’ero. A chi non c’era, e parla di un periodo che non ha vissuto per rendersi credibile, ricordiamo che si è respirata aria nuova grazie a Tatarella per dieci anni. Trasformando la Città. Sono passati quasi venti anni e restiamo in attesa di dare ragione a Gianbattista Vico, ma fino ad ora altro che “corsi e ricorsi storici”. Quell’aria non si è più respirata.

24 COMMENTI

  1. E’ semplicemente successo che l’impegno nel fare uscire un giornale periodico come La Scopa è notevolissimo in termini economici e temporali. Chi fa giornalismo lo può ben capire. Nessuno ti aiuta egli sponsor sono pochissimi. E, poi, tutto ha un limite. Certamente è stato dato un grande contributo per lo sviluppo dell’informazione nella nostra società. Ma sono certo che presto ritornerà in distribuzione.

  2. giornalismo? in termini economici? un foglio in PDF…. ragazzi, andateci piano. Vi prendete troppo sul serio!

    • le quattro pagine erano stampate ogni settimana….€ 1.500,00 al mese….se a te non pesa spendere tutti questi soldi sei uno ricco o…ladro….! A noi pesavano!

      • quanti ne stampavi? mettiamo 500 (ma esagero di 5 volte). A 10 centesimi di fotocopia l’uno sono 50 euro, per 4 settimane fanno 200. Gli altri 1300 erano di buoni pasto?

  3. Con lo stipendio da assessore si pagava il giornale.Adesso che è stato trombato non toin chiù n’eur per stampare!

  4. Siete bravi a parlare…..! Pubblicatelo un giornalino come quello….Vediamo se siete capaci…. Fidatevi non è facile. I ragazzi della redazione lo sanno bene..Ciao

    • Signor Pece, ha fatto la scelta giusta decidendo di non uscire più. Ma per favore non ci faccia credere che quel fronte/retro in fotocopia costava 1500 euro al mese. Non ci crederemmo neppure con gli scontrini della copisteria. Ah, un’ultima cosa: un giornale è un’altra cosa.

  5. io credo che era solo un FOGLIETTINO.
    non chiamatelo giornale, sennò gli altri (cerignolacittà ad es.) con 20 pagine…che sono? LIBRI?

  6. ha ragione Paola. e comunque l’operazione intelligente sarebbe stata comprare una fotocopiatrice

  7. Allucinante,si critica tutto e tutti ,denigrazione e disfattismo a prescindere.Anche Questa cultura ha relegato Foggia e provincia nell’ ultima posizione della graduatoria di vivibilità delle provincie italiane .Tutto è fatto male perchè non viene fatto da me ,così si ragiona.Il giornale era una lodevole iniziativa ,è irrilevante se costava 100, 1000, 1500.Per motivi vari non esce più e allora?sono affari dell’editore.Se c’è qualcuno capace di un’ iniziativa simile si faccia avanti, cerignola ne gioverà alla stessa maniera a prescindere dalla corrente politica del nuovo editore. siamo Tutti censori

  8. ce ne sono caro signor biancardi. e ci sono bei siti come questo che fa informazione tutti i giorni senza copiare notizie da altri

  9. Penso anche io che questo giornale online sia una bellissima iniziativa anche lui non privo di qualche difettuccio ,ma non importa col tempo migliorerà.L’mportante è averlo realizzato dando tra l’altro l’oppurtunità a chi lo volesse, di scrivere commenti in rete,esprimendo la propria opinione.A me dispiace tanto però notare che tantissimi commentatori criticano per il gusto di farlo,certo è libertà pure quella ma così facendo non saremo mai in grado di apprezzare niente.Penso sia ora di pensare e giudicare le cose con la nostra testa senza farci più influenzare dalle varie appartenenze politiche.Io ad esempio pur non appartenendo alla stessa linea politica di questo giornale apprezzo tantissimo gli autori perchè hanno creato qualcosa di utile.

    • Ringraziandola per le belle parole spese a nostro favore, così come già fatto da molti utenti, i quali meritano il nostro più sincero ringraziamento, siamo qui a farle notare che noi, come giornale, non abbiamo una linea politica, ma al massimo una linea editoriale. Non siamo un giornale di partito, ma una piattaforma indipendente, che si autofinanzia poiché siamo editori di noi stessi. Nessuna polemica, solo l’opportunità che lei ci ha dato (e la ringraziamo molto) di rendere ancora una volta il senso del nostro lavoro. Sui “difettucci” siamo ben coscienti di averne, la perfezione è un’utopia in molti settori lavorativi, e il giornalismo non si esime per niente. Cerchiamo di migliorarci giorno per giorno, soprattutto col vostro aiuto e con le vostre critiche costruttive.
      Grazie per averci permesso di esprimere tale concetto… Staff!!!

  10. Pece, “appuntamento con la storia”, “io c’ero” gli altri no, e ne vogliamo parlare che poi non sei mai più rientrato? L’esserci stato una volta ha dato modo ai cittadini di dire “no” le volte successive. Anche questa è storia. Che te la prendi a fare con gli altri?

  11. ah, piccola precisazione, Pece non dice cose esatte quando afferma di essere stato il più giovane eletto nel 1993. Considerato che ne uscirono 18 (più gli scorrimenti della lista per le nomine assessorili), si trovò coi suoi 90 voti (sempre quelli) a fare il consigliere. Più giovane (e più votato) di lui, Michele I., classe 72.
    Ora la domanda è un’altra: quando capirà Pece che un buon silenzio è migliore di tante cose dette solo per apparire?

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