E’ una verità, triste, alla quale ormai siamo abituati da tempo: la provincia di Foggia è il fanalino di coda della classifica stilata dal Sole 24 ore, nella graduatoria della qualità della vita nei centri italiani. L’anno scorso si attestò penultima ma quest’anno, l’ultima posizione guadagnata, evidentemente non lascia scampo a speranze o illusioni. Il problema, come sottolinea la statistica, che nasce da un rapporto di vari fattori tra cui il tenore di vita, affari, lavoro, ambiente, popolazione, ordine pubblico e tempo libero, è sicuramente di natura socio-culturale, e non appartiene alla realtà postmoderna, ma viene da lontano. Anni di continua politica arrendevole, di spirito localistico fine a se stesso, di incapacità di confrontarsi e magari scontrarsi col mondo d’oltre provincia, sono le basi di un simile risultato. Infatti, non lo scopriamo ora, i nostri agricoltori, i nostri imprenditori, i nostri commercianti, non riescono a guardare al di là della propria ristretta attività. Non c’è una visione a lungo termine, di ampio respiro, che porti magari i frutti nel tempo. Ci si accontenta del risultato immediato, spesso ridotto e figlio di una mentalità provinciale. Questo ha portato alla crisi dell’agricoltura, alla chiusura di molti esercizi commerciali del paese, e a tanto altro che è riassumibile con una sola parola: crisi! La stessa incapacità dei giovani meritevoli di emergere dal mucchio, è il resoconto di questi ultimi vent’anni. Con un punteggio complessivo di 377,8 punti, Foggia è preceduta da Caltanissetta e Napoli. Le performance più basse si registrano nell’occupazione femminile (19%) e dei giovani dai 25 ai 34 anni (45%), e sui tempi della giustizia civile, sul Pil (16mila euro pro capite, pari alla metà di Bologna, prima classificata), e i consumi pro capite (718 euro contro i 1.079 euro della media). Tutto ciò dovrebbe far riflettere i nostri politici, dai sindaci dei centri della Capitanata che dovrebbero trainare la provincia, tipo Cerignola, Manfredonia, San Severo e Lucera, fino al Sindaco di Foggia che, al giornale diretto da Roberto Napoletano, ha dichiarato: “Non contesto le cifre e ne sono preoccupato. Soprattutto per la disoccupazione femminile, causata dalla crisi dei servizi alla persona. Ma per il resto non ho visto la situazione aggravarsi tanto, forse le altre province tradizionalmente in fondo alla classifica con noi sono migliorate. E da sempre ci penalizza la marginalità del Subappennino“. Con la certezza che peggio di così sarà difficile operare, ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo tutti, dal primo all’ultimo dei cittadini, a fare qualcosa di costruttivo per la nostra città, così da diventare esempio per gli altri centri, e avviare quella manovra di rinascita strutturale della provincia. Un tempo eravamo un esempio, culturale e lavorativo… oggi potremmo diventarlo nuovamente!

1 COMMENTO

  1. Il Sindaco Mongelli non ha fatto una grande figura questa mattina, quando intervistato da un imbarazzato direttore di TG-Norba, che gli faceva notare che comunque la classifica stilata dal Sole24ore era molto spietata nel far sprofondare Foggia e Provincia all’ultimo posto, il Sindaco ha risposto “bisogna vedere questi risultati controluce, in quando non danno la giusta dimensione del fenomeno, che riguarda le estorsioni” .Banalizzando ulteriormente l’intervento con altra dichiarazione,che faceva seguito ad altra banalissima domanda formulata sempre dall’intramontabile direttore che recitava “certo che avete ereditato una situazione che era già compromessa?” La risposta è stata: “si se solo ci si sofferma sulla questione riguardante la Società dei rifiuti, quella stessa che oggi ci crea non poche difficoltà”.
    Lo sconcerto ha preso il sopravvento, a me che ero semplice ascoltatore, neanche cittadino di Foggia, ma certe dichiarazioni fanno pensare che il domani sarà da pensare.

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