Pubblichiamo di seguito una nota dell’Avv. Franco Metta il quale esprime solidarietà e preoccupazione, ma anche voglia di proseguire più forti di prima, in merito all’aggressione subita da Michele Lapollo, Presidente della Cooperativa “San Francesco d’Assisi”, presso il Pronto Soccorso sabato scorso. Ecco la lettera completa.

RESTIAMO!

Ho letto della aggressione patita da Michele Lapollo sabato scorso,mentre si trovava al Pronto Soccorso con il figlio sedicenne. L’ho chiamato per manifestargli solidarietà e amicizia. Parole. Sincere.,ma parole. Confesso che ero imbarazzato al pensiero che alla scena avesse assistito il figlio sedicenne. Mi è tornato in mente Luigi mio,con la busta evidentemente pesante e squilibrata nelle mani,quando trovammo le pallottole qualche giorno fa’. Credo che Michele Lapollo si sia fatto la  stessa domanda che mi sono fatto io quella sera,davanti al tentativo di mio figlio di restare impassibile dinanzi alla inquietante scoperta. La domanda non è se vale o meno la pena insistere in quello che stai facendo. La vera domanda è: che diritto hai di coinvolgere in quel che fai e in quel che paghi per quello che fai, le persone che ti vogliono bene. Che inevitabilmente sconvolgi, coinvolgi, metti alla prova, spaventi. La risposta è fin troppo scontata. Non abbiamo nessun diritto di chiedere questi sacrifici a chi ci vuole bene.

Eppure…. Eppure restiamo e combattiamo. Non abbiamo alternative, non abbiamo scelta. Si chiama dovere. Di più: dovere civico, ineludibile, inevitabile, obbligatorio. Almeno per chi la mattina si guarda allo specchio e vuole continuare a farlo con orgoglio, cercando un viso non deturpato dalla codardia, dal “ chi me lo fa fare”, dalla umiliazione di aver fatto la scelta comoda, non quella giusta. Michele Lapollo mi ha detto: “Io resto”. Non me ne vado,come pure vorrebbero anche i miei familiari.

Bè,per quel che vale, anche io resto. Anche noi restiamo. Ho inventato un Movimento proprio per dare una casa a quelli che vogliono restare. Restare Cerignolani a Cerignola. Restare attivi e impegnati nella nostra città.

13 COMMENTI

  1. si indaghi su questo episodio, molto probabilmente dovuto alle inchieste e denunce fatte contro determinati personaggi.
    solidarietà piena ad un nostro illustre concittadino

  2. I Lapollo non sono nuovi a questi episodi,l’anno scorso il fratello (presumo)disse di essere stato aggredito da un poliziotto(cosa falsissima e dimostrata),gettandosi nella scuola Divittorio per terra e facendosi anche refertare falsamente!!!quindi e bene prima assicurarsi del vero!!!!
    Se non vedo non credo………………………………..

  3. belle parole avvocato! giusto pensiero. è necessario cambiare mentalità, cominciando dagli avvocati penalisti che si arricchiscono ai danni della città e magari anche sui disperati. Continui avvocato, noi siamo con lei. combatta chi delinque e chi li difende!

  4. Prima di parlare,visionate le telecamere del PS e scoprirete la verità!!!perché non sentite anche il ragazzo?non bisogna essere di parte..

  5. ho la conferma di BLASCO su quello che penso dei LAPOLLO!!!!!!!!!!!!!!!
    La politica e’ ben altra cosa cari miei Lapollo,non bisogna farsi pubblicita’ o consensi in questo modo!!!cominciate innanzitutto a saper coniugare i verbi poi acquistate un vocabolario Zingarelli ed infine leggete leggete leggete dei libri che veramente vi possano formare culturalmente,tipo: Schopenhauer(forse pretendo troppo dai LAPOLLO)!!!!!!!!!!!!!!

  6. Per il frustrato eto’o

    può essere vero che una persona non è tanto bravo nello scrivere o nel coniugare verbi.
    Ma in questi momenti bisogna pensare a quanto accaduto in Ospedale.
    Un gesto vile e sicuramente sproporzionato nei confronti di chi, solo per aver evidenziato delle carenze nei servizi di pulizia del nosocomio viene aggredito. Bisogna avere anche umiltà e dare a volte a Cesare quello che è di Cesare.
    Pensiamo anche a Lapollo che è stato il primo in città a creare una cooperativa sociale che si occupa di personae svantaggiate, creando occupazione e facendo del bene a quasi 200 famiglie della nostra città.
    Tirando le somme: molte volte per fare i “fatti” non è necessario saper coniugare verbi.

  7. Una accozzaglia di commenti, gli ultimi che non lasciano scampo nel giudicare, questi indiani metropolitani si moltiplicano sempre più, sono ormai intrufolati nei meandri più beceri della nostra Società. Quando si parla di solidarietà non si nega a nessuno, poi come sempre “il Signore docet” ci sarà il trionfo della verità. Alcuni episodi di cronaca nera si manifestano e concretizzano, grazie a questi desolanti concetti. Qualcuno ha subìto, l’altro disperato e mentecatto (se l’episodio è vero); pertanto d’acchitto solidarietà a Lapollo. I commenti da arena circense così come si manifestavano nella cultura Maya lasciamola agli indios.

  8. ma quale frustrato,ma quali indios…….
    so benissimo che il Signore vede e provvede e la solidarieta’ non si nega a nessuno……….
    ma non innalzatevi tutti a moralisti………………………
    c’e’ gente che soffre davvero nel mondo e per di piu’ nella nostra citta’……

  9. Leggendo l’articolo con i commenti allegati mi è venuta un idea da sottoporre alla redazione sulla realizzazione di una rubrica a mio parere molto utile ai lettori/cittadini in cui periodicamente venga pubblicata la scheda personale storica /curriculum di tutti i nostri rappresentanti politici.

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