“I volo low cost fanno concorrenza ai treni e i cittadini foggiani che neanche si sognano di prendere un aereo devono subire il taglio dei collegamenti notturni, l’incremento del 63% del costo del biglietto, l’interruzione dei voli dal ‘Gino Lisa’”. E’ la “amara e provocatoria” valutazione di Michele Salatto, responsabile del dipartimento Politiche di sviluppo del Partito Democratico della provincia di Foggia, rispetto alle ultime decisioni di Trenitalia “che ha pure la sfrontatezza di chiedere alla Regione Puglia di destinare al trasporto ferroviario lo stesso volume di contributi indirizzato alla promozione del sistema aeroportuale”.

“Il Governo ha il dovere di intervenire, con la rapidità e la fermezza richiesta dai sindaci di Puglia, Campania e Basilicata, per frenare la dilagante arroganza dell’intero gruppo Ferrovie dello Stato Italiane – continua Salatto – Quest’ultima intemerata, però, sollecita una volta di più l’avvio di una profonda riflessione sul tema del sostegno pubblico ai servizi per la mobilità delle persone, a maggior ragione nell’attuale contingenza di forte crisi finanziaria.

E’ fuori di dubbio che la promozione dei voli low cost abbia avuto un ruolo strategico per il comparto turistico, fornendo alla Puglia una chance in più rispetto ad altre regioni in cui le presenze sono calate nell’ultimo triennio. Ma la crisi finanziaria mette a rischio le fondamenta stesse del welfare di cui è parte integrante il trasporto pubblico, dunque c’è necessità di innovare anche le politiche per la mobilità e le sue priorità.

I punti saldi di questa azione sono la tutela delle fasce sociali più deboli e l’equilibrio territoriale degli interventi finanziari. Principio, quest’ultimo, evidentemente negato nel settore dei collegamenti aerei: nessun contributo per l’aeroporto di Foggia a fronte di 11 milioni destinati a Bari e Brindisi.

Ce n’è d’avanzo per organizzare un’ampia discussione politica e amministrativa di cui la Regione Puglia dovrebbe farsi promotrice con l’obiettivo di attivare un’effettiva governance di processi socialmente ed economicamente molto rilevanti – conclude Michele Salatto – Mentre, per contrastare l’arroganza di Trenitalia, praticare la soluzione della class action proposta dalla Gazzetta del Mezzogiorno certamente godrebbe di successo tra i cittadini che viaggiano su treni brutti, sporchi e cattivi”.