Periodo di feste e il problema resta sempre il lavoro. Infatti con la crisi sono proprio le tredicesime di molti lavoratori a saltare. L’imprenditore in difficoltà si lascia andare al più facile dei ricatti: “Niente tredicesima, oppure te ne vai”. Sono storie di quotidiana follia, di disperazione o di semplice e puro realismo quelle consumate tra le mura di aziende, negozi e attività commerciali in genere. Lanotiziaweb.it ha raccolto diverse lamentele rispetto a tale situazione, voci che non hanno la forza di denunciare, ma in privato a quattrocchi o via mail riescono a tirar fuori il proprio dramma.

Licenziata (per giusta causa?) – Giovane commessa (a nero) di 25 anni viene licenziata il 27 dicembre perchè quell’attività non è riuscita a fare un buon Natale di vendite. «A gennaio, con la crisi, chi mi assume – dichiara Sara a lanotiziaweb.it -? Lavoravo da oltre due anni lì a meno di 500 euro al mese. Ora sono in mezzo a una strada. Eppure abbiamo venduto parecchio. Forse cercava una buona scusa per mandarmi via». Hai intenzione di denunciare il tutto? «Non lo so, ma ci sto pensando».

Il dramma tredicesima – «Con la crisi – dichiara Antonio a lanotiziaweb.it – la gente non compra più come prima, allora il mio datore di lavoro ha deciso di non darci la tredicesima. Io sono fortunato ad esser “messo a posto”. Ma la tredicesima per farmi il Natale non me l’ha data e pur di mantenere il posto ho dovuto accettare».

Cosa fare? – Bisogna riconoscere che i controlli rispetto al lavoro nero sono nettamente aumentati rispetto agli anni scorsi. E questo sta accadendo proprio in quelle attività con commessi/e, nei locali al pubblico e tra parrucchieri/e ed estetisti/e. Diversi esercizi hanno dovuto far fronte a multe salatissime, che si spera non ricadano proprio su chi ci lavora, magari con piccole decurtazioni di stipendio o negazione di qualche minimo diritto. Non esiste una ricetta per estirpare questa piaga. Ancora una volta è un problema culturale, prima che economico.

15 COMMENTI

  1. I diritti dei lavoratori sono nati a Cerignola ma non ci hanno mai vissuto. Cerignolani nel mondo.

  2. Ho lavorato in città come Milano, e anche lì mi è capitato di lavorare per gente con le braccine corte e con la simpatia lasciata a casa, crisi o non crisi la furberia di pagare meno e non pagare non era applicabile (e sicuramente avrebbero voluto farlo volentieri) perchè semplicemente io dipendente ti denunciavo e mi dovevano quello più il resto. Qui c’è il fenomeno del “ci conosciamo tutti” ed “è peccato” pretendere ciò che ci spetta. Si lavora a meno di 500 euro al mese (a nero per due anni???) in negozi che magari guadagnano 500 euro al giorno, e se nel periodo natalizio questi poveri commercianti prendono 300 invece che 500 allora partono i tagli al personale, che tanto verrà rimpiazzato da altro personale che parte da meno di 500 perchè sta all’inizio, che poi arriverà a 500 e ci sarà la crisi e andrà a casa e così via, così negli anni il nostro povero commerciante accumula collaborazioni a basso costo che gli permettono a conti fatti la bella casetta e la bella macchinetta da parcheggiare con fierezza in piazza. I miei titolari vanno in giro in megane, ford focus e skoda, lavoriamo in un azienda e non nel negozietto, e la crisi c’è, come c’è per legge la tredicesima fino all’ultimo centesimo, a prescindere dalle entrate. Svegliatevi se volete svegliarvi, altrimenti fate andare avanti la teoria del “Questo è meglio di niente”, perchè da questo modo di pensare escono fuori le Audi, i Bmw, le villette e le panze piene alle pizzerie dei nostri poveri commercianti cerignolani. Immaginate un esercizio commerciale qualunque senza collaboratori, dove il povero commerciante in difficoltà inanella una serie di no alle sue condizioni di lavoro, vedrete come le 500 euro diventeranno inadeguate e la tredicesima esce, pena una bella denuncia. Scommettiamo che anche tirando giu tutti i santi, non riuscirà a lavorare da solo? Svegliatevi, se volete…. PS naturalmente non lavoro a Cerignola.

  3. COME AL SOLITO, NULLA DA DIRE AL PENSIERO DI ALAN!!!!!
    DENUNCIATE, DENUNCIATE, DENUNCIATE!!!!
    E VE LO DICE UNO CHE NEL SUO PICCOLO DOVREBBE DIRE IL CONTRARIO!!!!
    NON PUOI MANTENERE UN COMMESSO O UN LAVORATORE? LAVORA DA SOLO!!!!!!
    E A VOI COMMESSI, NON FATE I PIAGNONI QUANDO VI PRENDONO PER IL COLLO. SE NESSUNO NON FARA’ MAI NIENTE E TUTTI ASSECONDERANNO QUESTI PSEUDO-IMPRENDITORI, MAI NIENTE CAMBIERA’!!!
    E NON DITE: “LASCIO IO E DIETRO DI ME CE NE SONO ALTRI MILLE!!!”, TU INIZIA A FARE IL TUO E ALMENO UN GIORNO POTRAI STARE A POSTO CON LA TUA COSCIENZA, ALTRIMENTI NON LAMENTARTI, PERCHE’ VUOL DIRE CHE LA STUAZIONE VA BENE ANCHE A TE!
    PS NON SONO UN EXTRATERRESTRE, SONO UN FIERO CERIGNOLANO E LAVORO A CERIGNOLA!!!!

  4. ragazzi fate le denunce questi sono persone che se ne approfittano della povera gente anzi scusate non sono persone sono dei XXXX XXX XXXXXXX

    • xxxxx xx xxxxx SEI TU E TUTTI QUELLI COME TE CHE VANNO A FARE COMPERE FUORI CERIGNOLA FACENDO MORIRE LA NOSTRA ECONOMIA
      I SOLDI CHE PORTATE FUORI RESTANO FUORI !!!!!!!!

  5. Grido è sicuramente un commerciante per essersi offeso così tanto.
    io posso dire che i cerignolani hanno ragione ad andare fuori a spendere perchè si risparmia molto di più c’è più scelta e c’è più disponibilità e garbo da parte di quei commercianti.
    I commercianti di cerignola dovrebbero imparare meglio a trattare i loro clienti.
    imparate a fare i commercianti!

    • FALSO I PREZZI DELLA MAGGIORPARTE DEI NEGOZI SONO UGUALI L’UNICA DIFFERENZA CHE A NOI CHIEDETE SEMPRE SCONTI ,FUORI QUANTO VI CHIEDONO TANTO PAGATE SEMPRE SENZA NEMMENO APRIRE BOCCA.RICORDATEVI CHE NESSUNO REGALA NIENTE ,TUTTO QUELLO CHE COMPRATE VALE IL PREZZO SUO . SE VI PIACE FARVI ABBINDOLARE FATE PURE. PER QUANDO RIGUARDA IL GARBO PROVATE VOI AD AVERE A CHE FARE CON LA MALE EDUCAZIONE TUTTO IL GIORNO E POI NE PARLIAMO . PER LA SCELTA NON DITE CAVOLATE A CERIGNOLA C’E’ DI TUTTO E DI PIU’, SOLO CHE LA VOSTRA MENTALITA’ E DI PORTARE I SOLDI FUORI . CHIDO SCUSA PER IL TERMINE USATO NEL POST DI RISPOSTA MA MI SENTIVO OFFESO .AUGURO A TUTTI GLI AMICI DELLA NOTIZIA WEB UN BUON 2012

  6. Tutte vere le vostre osservazioni, anche quella del commerciante che accusa i consumatori di andare fuori, magari approfittando di un centro commerciale sono vere.
    Mi sento peró di fare alcune osservazioni , in merito all’attacco frontale fatto ai commercianti e vi chiedo:
    – dal dentista quando chiedete la fattura, non vi sentite dire che se la volete dovete pagare almeno un 30% in più?
    – dall’avvocato, dal notaio, dall’imprenditore edile o da qualsiasi altro imprenditore non vi è mai capitato di trovarvi in queste situazioni.

    Quindi non demonizziamo il commerciante, ma l’imprenditore magari.Imprenditore che comunque andrebbe premiato per il coraggio dimostrato, nell’investire in un contesto sociale come quello di Cerignola che vede delle associazioni di categoria completamente inattive, degli imprenditori pronti a criticare iniziative come la notte bianca, capendo che questo momento serve solo per essere più furbo di un collega proponendo sconti fuori stagione.
    Si continua a buttare carte per terra, a parcheggiare in doppia fila, a fare i pizzaioli o gli imbianchini o gli elettricisti o qualunque altro lavoro restando braccianti agricoli…….NOI ABBIAMO SEMPRE VISSUTO IN UNO STATO DI PRECARIETÀ ED È PROPRIO QUEST’ARTE DELL’ARRANGIARSI CHE CI PERMETTERÀ DI SUPERARE LA CRISI.

    Infine mi preme darvi un punto di osservazione più oggettivo, per valutare meglio il vostro datore di lavoro. Un attività commerciale se brava porta a casa il 10% del suo fatturato al netto delle tasse, quindi ad es se fattura 300000 euro porterà a casa 30.000 euro, questo naturalmente solo dopo aver ammortizzato le spese di investimento ( minimo 3 anni). Se lavora lui bisogna aggiungerci il suo lavoro.
    Io sono stato dipendente e faccio a tutti voi una domanda: quando avete trovato il vostro primo lavoro che tipo di formazione avevate? Avete mai considerato l’investimento che un datore di lavoro fa su di voi per formarvi?
    Credete davvero che fare la commessa sia un lavoro da poco?
    Sapete cos’è uno store manager?
    E’ giusto pagare correttamente una persona che si impegna nel suo lavoro e che fa di tutto per fare cassetto ogni giorno nell’interezse del suo datore di lavoro, ma mi chiedo quante commesse lavorano sulla propria professionalità cercando magari di capire come si usAno gli applicativi Windows piuttosto che andare su facebook

  7. COME AL SOLITO, SIAMO USCITI FUORI TEMA, MA MI PIACEREBBE APPROFONDIRE IL DISCORSO FATTO DA GRIDO E LE SUCCESSIVE RISPOSTE.
    NON FACCIAMO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO.
    GRIDO HA RAGIONE SU QUELLO CHE DICE, IL CERIGNOLANO è AMANTE AD USCIRE FUORI E A SPENDERE FUORI, PRENDENDOSI TANTE DI QUELLE LEGNATE, CREDENDO DI FARE AFFARONI.
    COME VI HO DETTO PRIMA, NEL MIO PICCOLO SONO COMMERCIANTE ANCH’IO E CERTE DINAMICHE LE CONOSCO ABBASTANZA BENE.
    FARE IL COMMERCIANTE NON è AFFATTO FACILE, ANZI! E TOGLIERE CERTI PREGIUDIZI SUI COMMERCIANTI CERIGNOLANI è ANCORA PIU’ DIFFICILE.
    IL COMMERCIANTE CHE TRATTA MALE I PROPRI CLIENTI, NON SOLO NON E’ UN BRAVO COMMERCIANTE, MA NON E’ NEANCHE UN UOMO EDUCATO E DI QUESTI UOMINI CE NE SONO TANTI A CERIGNOLA (SOPRATTUTTO LE VECCHIE LEVE!!!!!) MA CE NE SONO ANCHE FUORI CERIGNOLA.
    IL COMMERCIANTE DI CERIGNOLA DEVE COMBATTERE CONTRO LE VARIE PROBLEMATICHE CHE COMPORTA TENERE UN NEGOZIO APERTO (E QUESTO VALE X TUTTI I COMMERCIANTI DEL MONDO) MA SOPRATTUTTO CONTRO LA MENTALITA’ CHE LA GENTE LOCALE HA. ESEMPIO: SIETE MAI ANDATI IN UN QUALSIASI NEGOZIO FUORI CERIGNOLA CHIEDENDO UNO SCONTO SUL PREZZO DI CARTELLINO???? SE NON L’AVETE FATTO, BENE. MA SE L’AVETE FATTO QUAL’è STATA LA REAZIONE DEL COMMERCIANTE O DELLA COMMESSA DI QUEL NEGOZIO? E SOPRATTUTTO IL CERIGNOLANO CLASSICO CHE HA CHIESTO LO SCONTO SECONDO VOI AVRA’ INSISTITO O, AL CONTRARIO, SI SARA’ ZITTITO CALANDO LA TESTA? IN UN NEGOZIO DI CERIGNOLA, NON SOLO AVRA’ INSISTITO MA SI SARA’ SENTITO IN DOVERE DI MERCANTEGGIARE O, ADDIRITTURA, DI FARE LUI IL PREZZO DEL TIPO: “PRINCIPALE (QUANTO ODIO QUESTA PAROLA?1?!?!) QUANT’ COST’ STA TUT’???”
    COMMERCIANTE: “60 €”
    CLIENTE CERIGNOLANO: “VABBU’ SI M’LA DE’ CH 30 € M’LA PIGGH!”
    COMMERCIANTE: “NO, MI DISPIACE COSTA 60 €”
    CLIENTE CERIGNOLANO: “NE????? E KE TE L’UAT????!”
    (SCUSATE PER L’ESPRESSIONE DIALETTALE, MA IN ITALIANO NON RENDEREBBE E POI, NEI NEGOZI CERIGNOLANI, IL CERIGNOLANO, PARLA SEMPRE IN DIALETTO, SENZA DIRE NEANCHE BUONGIORNO O BUONASERA QUANDO ENTRA!!!!!!!)
    SCENE GIORNALIERE IN UN NEGOZIO, MA PER FORTUNA NON SONO TUTTI COSì, ANZI, COSI’ COME CAMBIANO LE GENERAZIONI DEI COMMERCIANTI, CAMBIANO LE GENERAZIONI DEI CLIENTI, PER FORTUNA!!!!!!.

  8. HO LAVORATO VENT’ANNI A CONTATTO COL PUBBLICO E QUANTA PAZIENZA!!! E QUANDO SEI ALLE DIPENDENZE LA PAZIENZA E ‘ DOPPIA!!!
    IL CERIGNOLANO NON SA COSA SIA L’ORARIO DI APERTURA O CHIUSURA DI UN’ATTIVITA’.E’ CAPACE DI ENTRARE LA VIGILIA DI NATALE ALLE OTTO DI SERA E DIRTI” STATE CHIUDENDO ?” E NOI ” NO, ABBIAMO DECISO DI TRASCORRERE LA NOTTE DI NATALE QUA!!!.

    P.S. PER SARA, CREDIMI E’ MEGLIO STARE A CASA CHE FARE LA SCHIAVA PER QUALCUNO, TANTO PER LORO NON HAI FATTO MAI NIENTE.

  9. Ad una provocazione (nel senso positivo) quale è quella dell’articolo di apertura, mi sarei aspettato una valanga di risposte, di grida di scontento, di recriminazioni, di risentimenti… Il mondo dei lavoratori a nero è numeroso, e forse anche silenzioso. Forse anche demoralizzato. C’è un detto cerignolano che dice: povr’ i debbl’ (poveri i deboli). Oggi, tutti e dico tutti i lavoratori del settore privato sono “deboli”. Per lavoratori del settore privato, lo dico all’articolista e ad alcuni che hanno postato successivamente, possiamo definire tutti coloro che NON LAVORANO NEL SETTORE PUBBLICO. Trattasi quindi di una definizione ad esclusione. E quindi non è giusto prendersela solo con i commercianti, che in alcuni comparti, ma non certo nella loro totalità, sono responsabili del fenomeno del lavoro nero. Il lavoro nero si annida nei negozi, come nelle abitazioni dei notabili e dei professionisti con una marea di donne (domestiche) che lavorano a 5/6 euro l’ora senza lo straccio di un contributo. Le baby sitter, uno dei lavori che a mio avviso andrebbero lautamente retribuiti, che quando son ben pagate ricevono 400 euro al mese, senza orari, in attesa delle mamme che tornano dal loro lavoro sono lavoratrici irregolari. Le segretarie che nel chiuso degli studi professionali, ove raramente l’Ispettorato del lavoro andrà mai a fare una verifica, guadagnano “lauti” (si fa per dire…) stipendi di 500/700 euro al mese, in studi professionali che invece si arricchiscono (geometri negli studi di ingegneria, ragionieri negli studi commerciali, infermiere dai dentisti ecc. ecc.), Sono lavoratori a nero quelli che lavorano nelle campagne senza assunzione e gli operai nelle piccole aziende artigianali (meccanici, falegnami, idraulici, elettricisti ecc.).
    Mi domando a questo punto, considerato, per quello che so, che notizia web è parecchio letta e diffusa, dove stanno tutti questi geometri, ragionieri, commessi di negozi, apprendisti artigiani, impiegati di piccole aziende e di studi professionali, bariste e baby-sitter….sono migliaia, sono deboli e nessuno li protegge.
    Allora che gridino pure, che lo facciano, perchè credo che i contributi previdenziali e uno stipendio decoroso, siano diritto sacrosanto di tutti i lavoratori.
    Inoltre è bene puntualizzare che uno studio professionale, un’azienda o un negozio che ha i dipendenti assunti ha oneri e costi che sono circa 4 volte superiori rispetto a chi ha una segretaria a nero. per essere pratici: pagare una segretaria 1.000 euro al mese e tenerla in regola con i contributi, con le ferie e con gli altri diritti costa circa 25.000 euro l’anno. Tenerla a nero a 500 euro al mese costa 6.000 euro l’anno…!!! Dunque credo di poter dire che questa è concorrenza sleale. Chi oggi è in regola con le posizioni contributive e stipendiali subisce la concorrenza sleale dei “furbi”. E dunque, un imprenditore onesto è dalla parte dei lavoratori e non dei suoi colleghi disonesti e furbi.
    Da ultimo vorrei riprendere e ricordare che i lavoratori privati sono rappresentati da tutti i lavoratori ialiani “detratti” i lavoratori pubblici. I lavoratori privati spesso sono sottopagati, spesso non hanno lo straccio di un contributo e spesso vengono licenziati, per crisi economica, per motivi gravi, ma anche spesso per futili motivi. Ho sentito di un caso di una donna delle pulizie licenziata perchè aveva rotto una preziosa statuina nella casa del suo disonesto datore di lavoro a nero. E ancora di un autista mandato a consegnare da solo e, nel mentre della consegna ha subito il furto del camioncino: licenziato in tronco!
    C’è da piangere.
    Nel mondo pubblico non si può licenziare, nel mondo privato sì. E questa è una grave e grande disparità di trattamento per i lavoratori italiani. E’ una vera ingiustizia sociale.
    Solidale

    • Il 31/12/2011 solo a Cerignola Chiuderanno nr 40 esercizi Commerciali. 40 famiglie disoccupate senza alcun reddito. Pensate prima di parlare a vanvera.Continuate ad esere cinici . Un commerciante investe in proprio non percepisce uno stipendio , ma lo paga a chi è stipendiato e grida che i commercianti sono tutti evasori. Ma se il commerciante, l’imprenditore, l’artigiano ecc. ecc. non pagassero le tasse chi vi pagherà lo stipendio? Facile parlare quando arriva il 27 di ogni mese e si va in banca a riscuotere stipendio e tredicesima ,senza parlare della malattia delle ferie .

  10. Qui i sindacati non esistono solo al nord si fanno sentire x i diritti dei lavoratori,-mang’ pn’a tradmint!!

  11. Finalmente il fenomeno si è manifestato nella sua interezza. Il ministro Fornero dovrebbe venire dalle nostre parti, con la Camusso, Mastropasqua fare una indagine conoscitiva con i vari Segretari del P.D. che si sono avvicendati nell’ultimo decennio in Italia. Le Istituzioni garanti dei diritti dei lavoratori gettati nel fango da questi “opportunisti” di sinistra, di destra, di centro: di tutte le razze e categorie! Gli unici che conservano i diritti sono quei pochi privilegiati dell’impiego pubblico (i comunali con i super premi), i dipendenti di Aziende che hanno contratti con Enti pubblici, alcune Ditte Edili che si fanno restituire dai propri dipendenti gli assegni familiari, questi padri di famiglia devono ringraziare di avere almeno lo stipendio (al minimo), baciare le mani del loro datore di lavoro e non guardare l’orologio e le feste.
    Questa è la parte sana della nostra occupazione. Per gli altri devono ringraziare di calpestare lo stesso suolo di questi sfruttatori e mi limito a questo ………..poco. Autorità? ma di cosa stiamo parlando………..messaggio non pervenuto.

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