Il quinto lotto – Foto lanotiziaweb.it

E’ grande il V lotto. E’ molto grande. Spaventosamente grande, ancora di più se lo si guarda dall’alto. 300mila metri cubi, praticamente il doppio del IV che misurava circa 150mila metri cubi. Forse, però, non abbastanza grande per l’emergenza che la terra di Capitanata sta vivendo in tema di rifiuti. Se il tempo regge e le condizioni climatiche non saranno particolarmente avverse sarà pronto attorno a febbraio – marzo. Pronto a “ricevere” rifiuti a iosa. Ce lo siamo detto e ridetto più di una volta. Ma scriverlo con la forza dei numeri non è mai esercizio inutile: i Comuni che conferiscono a Cerignola sono una trentina. Nove di questi appartengono al distretto AtoFg4 (Cerignola, San Ferdinando, Margherita di Savoia, Trinitapoli, Stornara, Stornarella, Orta Nova, Carapelle ed Ordona); sette sono quelli autorizzati a conferire sin dalla nascita della discarica (Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Marco in Lamis, Serra Capriola, San Paolo Civitate, Isole Tremiti); quattordici quelli che scaricano a forza di proroghe (Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Zapponeta, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, Cagnano Varano, Ischitella, Vieste, San Nicandro, Carpino, Rodi, Peschici, Vico del Gargano).

 Un territorio immenso, una provincia con 61 comuni e con solo tre discariche a disposizione: Foggia (solo per il capoluogo), Deliceto ed appunto Cerignola. Segnali incoraggianti in tal senso non se ne vedono, anzi… la possibilità già remota che si potesse “sbloccare” la discarica di Foggia è ormai diventata una chimera. Nel capoluogo dauno la situazione è ad un passo dal collasso. Le strade traboccano di rifiuti e l’azienda preposta alla loro raccolta, l’ Amica (peraltro già cancellata dall’Albo dei gestori ambientali), vedrà scadere l’ordinanza del sindaco che ha prorogato la raccolta dei rifiuti da parte dell’azienda stessa, scadere il prossimo 20 di gennaio. Dopo, molto probabilmente, ad attendere i cittadini foggiani ci sarà il caos. Farsi due passi a Forcone Cafiero e scattare qualche foto, quasi come degli incuriositi ‘turisti della monnezza’, può indurre a riflettere. Magari elaborando due pensieri semplici semplici… nessuna speculazione filosofica, per carità.

Plastica in balle. Settore raccolta differenziata – Foto lanotiziaweb.it

Primo: l’emergenza rifiuti non è di Cerignola. L’hanno fatta diventare di Cerignola. La nostra città paga l’ inerzia interessata dei Comuni del Gargano, a cominciare da quella San Nicandro che ha ritirato la sua disponibilità ad ospitare un sito di raccolta. E certo… sul Gargano mica sono fessi, il territorio prima di tutto. Dovremmo impararlo anche noi a Cerignola. Nessuna difesa ottusa e di ‘pancia’… senso di responsabilità ne abbiamo avuto e ne stiamo avendo. Quando, però, a riempirsi sarà anche il V lotto allora forse sarà il caso che Cerignola cominci a pensare innanzitutto a se stessa.

Vasconi per le acque piovane – Foto lanotiziaweb.it

Seconda considerazione: il VI lotto non c’è. E non è in costruzione. I vasconi destinati a raccogliere l’acqua piovana forse hanno tratto in inganno chi già paventava un erigendo VI lotto. Ma non è questo il punto, nè il problema. Se per il VI lotto è stata richiesta l’Aia è pur vero che non c’è nessuna prescrizione od ordine divino che imponga la costruzione del VI lotto nella discarica di Forcone Cafiero. Se siamo ancora nella fase istruttoria della procedura amministrativa significa che il Consorzio può decidere di localizzare il sito anche da un’altra parte che non sia Cerignola. Forse questa sarebbe una battaglia politica sulla quale spendersi.

Vecchia discarica – Foto lanotiziaweb.it
Vecchia discarica – Foto lanotiziaweb.it

E giusto per non saltare nessuna tappa del ‘monnezza tour’ ci siamo fatti due passi anche a Contrada San Martino, dalle parti di Trinitapoli. Li sorge la vecchia discarica, utilizzata negli anni ’80. La scorgi già dalla SS16. Il muro che la recinta non impedisce di scorgere una serie di dune con andamento ondulatorio. Un paesaggio che nemmeno nel Maghreb… per il quale l’assessore Palladino, nel consiglio comunale dello scorso 13 dicembre, ha sottolineato la necessità di una bonifica. A dimostrazione che il “problema rifiuti” te lo porti dietro, non basta sotterrare per nascondere il problema. Rifiuti di ieri, rifiuti di oggi, rifiuti di domani. Il tempo e le nostre vite scanditi dalla ‘monnezza’.

Stefano Campese –  Gennaro Balzano

3 COMMENTI

  1. Perdonatemi l’espressione colorita, ma mi sento un Cojone impotente.
    Siamo diventati lo zimbello della provincia che ci prende a pesci in faccia.
    Ma che caxxo stanno a fare i ns politicanti o presunti tali, solo a rubare soldi a josa?Tra una ruberia e l’altra un pò di tempo per le questioni importanti che riguardano la cittadinanza dovrebbero trovarlo.
    Speriamo, solo quella ci è rimasta, che per il prossimo anno facciano qualcosa per questa situazione che stà divenendo insostenibile.

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