In attesa del “J. Edgar” di Clint Eastwood (uscita prossima settimana) poco nulla (coma da copione) è uscito tra natale e capodanno.

CAPODANNO A NEW YORK (Regia di Garry Marshall; Attori: Robert De Niro, Zac Efron, Lea Michele, Ashton Kutcher, Jessica Biel; Genere: Commedia, durata 118 min. – USA 2011). Uscito il 23 Dicembre, è il cinepanettone versione USA, per gli amanti della commedia yankee strappalacrime (ma Meg Ryan era ben altra cosa…) e buoni sentimenti. Sinceramente, a vedere questo film viene quasi la mancanza delle peggiori gag sporcaccione del duo De Sica-Boldi; di questo film, che sembra prodotto da una marca di famosa cioccolatini del centro Italia,non mi chiedete la trama perché mi sono addormentato dopo 20 minuti 20! E vi posso assicurare che di film “impegnati e impegnativi” ne ho visti in vita mia… Una sola domanda ha tormentato il mio risveglio: perché il grande Bob De Niro si ostina a prestare la faccia per questi film insulsi?

VOTO: 1,5 su 5

Poiché manca il materiale da recensire e non sono riuscito a vedere i due cartoon di Natale, IL FIGLIO DI BABBO NATALE, (di Sarah Smith, Barry Cook, durata 98 min. Gran Bretagna, USA 2011) e IL GATTO CON GLI STIVALI (di Chris Miller; durata 90 min. USA 2011), anche se chi li ha visti mi ha detto che il primo batte di gran lunga il secondo, ne approfitto per recensire un film che, pur non essendo più nelle sale, credo sia stato uno dei migliori di questo 2011 oramai al termine.

A DANGEROUS METHOD (Regia di David Cronenberg; Attori: Michael Fassbender, Keira Knightley, Viggo Mortensen, Vincent Cassel, Sarah Gadon; Genere: Drammatico, durata 93 min. – Gran Bretagna, Germania, Canada 2011). Il rapporto tra Carl Jung, giovane psichiatra, il suo maestro Sigmund Freud e la paziente Sabina Spielrein. Non un triangolo amoroso ma la pericolosa triangolazione tra pulsione erotica, pulsione di morte, ricerca scientifica e limite umano. In una rappresentazione asciutta ed essenziale il racconto di una delle fratture allievo/maestro più discusse del ‘900. La rappresentazione da un lato delle miserie umane, dall’altro delle miserie e della falsità della morale borghese; da un lato la moglie che subisce entrambe, dall’altro l’amante che fa sperimentare al giovane Jung tutti i limiti della sovrastruttura valoriale della società, tutto narrato con una linearità e un’immediatezza, neanche ci trovassimo di fronte a un testo scientifico. Ed è forse proprio questo ciò che affascina profondamente del film: la precisione della forma, che stride con l’ineluttabile senso di smarrimento proveniente dal racconto della patologia psichiatrica. Particolarmente consigliato a chi si è appena iscritto, o ha intenzione di iscriversi, al corso di laurea in Psicologia…

VOTO: 4 su 5

Il Sig.Deleuze vi augura un Buon 2012… e una Buona Visione!