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Non solo taralli. A bordo della loro auto, una Citroen C3, dietro i pannelli delle portiere anteriori, avevano 200 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 19 chili per un valore sul mercato di circa 150mila euro. Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri della compagnia di Chieti hanno arrestato quattro persone. Tra loro tre cerignolani: Francesco Direda, 32enne, commerciante ambulante; Vincenzo Di Lorenzo, 35enne, imprenditore e contitolare della ditta che produce i taralli; Giancarlo Garofalo, 44enne, impiegato presso la ditta di Di Lorenzo. L’altro arrestato è Luca Cavallito, 38enne di Montesilvano, ex calciatore di categorie minori.

Il blitz dei carabinieri ha permesso di scoprire che in uno scatolone, invece, di taralli c’era hashish. E’ stato possibile risalire alla droga, grazie ad alcune segnalazioni: appartati, i quattro si sono scambiati più volte i posti all’interno di due auto, una Golf e, appunto, una Citroen C3, trasportando da una macchina all’altra uno scatolone apparentemente contenete confezioni di taralli pugliesi. All’interno delle auto, sequestrati, oltre allo stupefacente, sono stati trovati circa 20 cartoni, identici a quello con cui trasportavano l’hashish, contenenti però confezioni di taralli pugliesi prodotti dalla ditta di uno degli arrestati.

8 COMMENTI

  1. Taralli aromatizzati alle erbe e spezie ?!!!!!!!!! Specialità Cerignolana.
    In questa Città non c’è limite alla fantasia.

  2. La nostra frontiera è open a tutte le latitudini, ormai non c’è più vergogna per nulla, imprenditori, commercianti, impiegati, operai, modelli di vita un tempo irreprensibili, si sono “calati” in attività che fino a pochi anni fa erano out.
    Ormai non si può più nascondere dietro il detto:provengono da ambienti della società buona. Questo luogo comune è da sfatare, alcuni arricchimenti “repentini ed immotivati” trovano terreno facile in questi settori delinquenziali. Il volere essere sempre sulla cresta dell’onfda ha gettato alle ortiche anche il buon esempio dei propri genitori, generazioni al macero che per essere “di livello” non si fermano dinanzi al nulla, l’importante è apparire, così come dicono i fantasmi. L’Agenzia delle Entrate dovrebbe andare non solo a Cortina o Milano o Roma, basta un giro in piazzetta o altri luoghi d’incontro della nuova gioventù a Cerignola e domandarsi:
    ma come si può……………………..???????????????????

  3. complimenti alla fantasia.
    Oltre ai semi di finocchio ora ci sono i taralli ai semi di maria…dimenticavo vanno fumati e non mangiati ahahaha.
    Meglio riderci sopra.
    Comunque, poveri genitori che si ritrovano dei figli di me……….
    BUTTATE LE CHIAVI.

  4. sono d’accordo con i post precedenti ma forse dovremmo pensare che se imprenditori si buttano in questo schifo qualche problema c’e. mi spiego meglio, non giustifico minimamente queste persone ma penso che ormai lo stato agli imprenditori a preso tutto il sangue possibile e basta vedere i telegiornali di oggi e non si parla altro che tasse verso i piccoli e nulla per loro dai politici alle multinazionali e nessuno nemmeno i sindacati fa nulla. povera gente che civilmente protesta viene addirittura considerata rompiscatole perche chiude una strada? siamo italiani insomma e non cergnolani

  5. mi allineo al pensiero di Robespierre e non ho compreso a fondo quello di Francesco, tuttavia devo manifestare il mio appoggio a questa nota famigia cerignolese che negli anni e con il sudore della fronte ritengo sia riuscita a realizzare una importante attività, purtroppo l’impegno non è stato ripagato con il sudore della fronte degli altri partecipanti che come già in passato, e come di moda nella ns città, preferiscono il guadagno facile.

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