carabinieri-cerignola

E’ stata denominata “Operazione Ko” quella con cui i carabinieri della Compagnia di Alba hanno sgominato una “banda” di pregiudicati ben strutturata, di cui facevano parte 16 persone (14 italiani e 2 nomadi “sinti” piemontesi). Erano dediti alla commissione di furti aggravati di rilevante entità economica ai danni di facoltosi imprenditori, commercianti e noti professionisti, ma anche perpetrati in esercizi commerciali ed altri reati come la detenzione illegale di armi o lo sfruttamento della prostituzione. I militari hanno dato esecuzione a 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere -emesse dal G.I.P. del Tribunale di Alba su richiesta del Procuratore Capo Dottor Domenico Manzione e del Sost. Proc. Dott.ssa Laura Deodato – a carico di altrettanti soggetti, mentre altri 2 sono stati arrestati in flagranza di reato, tutti accusati a vario titolo dei reati di furto pluriaggravato, ricettazione, riciclaggio, detenzione e porto illegale di armi da sparo, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Le indagini dei militari erano partite nell’estate del 2011. Nell’albese si verificarono infatti strani furti ad opera di un gruppo criminale, costituito mediamente da tre o quattro individui i quali, spacciandosi per appartenenti all’Arma dei Carabinieri od in altre circostanze Finanzieri, mostrando false tessere di riconoscimento, indossando pettorine con la scritta “CARABINIERI”, dotati di riproduzioni di pistole e persino manette simili a quelle in dotazione alle Forze di Polizia, si presentarono nelle abitazioni di noti imprenditori edili o facoltosi commercianti facendogli credere di dover eseguire una perquisizione e, in qualche caso, mostravano anche un Mandato di Perquisizione emesso dal Giudice (ovviamente falso).

I componenti del gruppo criminale erano particolarmente abili nel rendersi credibili agli occhi delle vittime che, vista la situazione, soggiacevano alle perquisizioni delle loro abitazioni senza opporsi: aprivano le casseforti, consegnavano contanti od assegni, preziosi, oggetti in oro ed anche armi da fuoco legalmente detenute a quelli che credevano essere degli appartenenti a Forze di Polizia inviati da un magistrato. Tra loro i malfattori, sempre ben vestiti ed alcune volte con radio portatili al seguito, si chiamavano Capitano o Tenente, Maresciallo, Brigadiere, etc. e, quando le vittime erano riottose a far perquisire le loro abitazioni facevano finta di chiedere rinforzi alla Centrale Operativa per indurli ad essere più malleabili.

Disparati i motivi da cui scaturivano le perquisizioni: ad un commerciante a cui si erano spacciati per Finanzieri avevano detto che era indagato per false fatturazioni ed evasione fiscale, ad un imprenditore edile che vi era un procedimento penale a suo carico per usura, ad un farmacista hanno detto che era accusato di emissione di false ricette mediche, ad un gioielliere hanno perquisito il negozio dicendogli che aveva acquistato oro rubato, etc. Le vittime dei furti si rendevano conto solo in modo tardivo di essere state derubate da delinquenti e non perquisiti da Forze dell’Ordine, il ritardo dell’intervento dei militari veri rendeva ancora più difficili le indagini. Gli episodi delittuosi scoperti dai carabinieri di Alba perpetrati sempre con lo stesso modus operandi e riconducibili agli arrestati, messi a segno nel periodo compreso tra Luglio 2011 e Gennaio 2012, sono sino ad ora 10 ed hanno riguardato le province di CUNEO, ASTI e TORINO con una refurtiva complessiva quantificata in euro 3 milioni e 500 mila.

Tra gli arrestati cinque sono della provincia di Foggia: uno del capoluogo, uno di Ortanova e tre cerignolani. Si tratta di Matrella Vincenzo, classe 1975; Tristano Leonardo, classe 1953; Capocefalo Luca, classe 1971. (fonte: Cuneocronaca.it)

5 COMMENTI

  1. Cose da pazzi, ma tutti i giorni ne escono sui giornali 3 o 4 cerignolani in giro per il mondo… ma è possibile che noi abbiamo tutte queste stars e non lo sapevamo… e cosa si sono inventati ??? travestirsi da forze dell’ordine… Che cervelloni che abbiamo… (BUTTATE LE CHIAVI DELLE CELLE)… Non vi preoccupate tanto la legge italiana massimo un mesetto e li farà uscire…

  2. Sequestrate tutti loro beni immobili anche quelle delle mogli e figli e parenti vari.
    E’ l’unico metodo per farli soffrire. Il nostro carcere in Italia è una casa di riposo per deliquenti.

  3. Un paese che mostra il meglio di sè con queste notizie. Una volta qualcuno che viene ospitato nell’angolo dei commenti scriveva: questi sono errori della Società, la nostra stessa società, che quotidianamente mostra il meglio del disinteresse. Le nostre forze politiche, non possono fare di meglio, di quanto peggio non fanno. Gli esempi che forniscono a prova di modello di vita, molto spesso induce a riflettere, tanto che qualcuno si domanda: ma come hanno fatto a diventare “tanto ricchi” vuoi vedere che l’andare a scuola porta tanto ingegno e molti soldi? Qualcuno comincia a fare delle insinuazioni come: “figlio mio perchè non ti metti dietro a questo o quello (di turno) magari un po’ di fortuna ti scivola nelle tasche anche a te”.Uno come me ha fatto i calli ai piedi e consumato tir di scarpe, ma non è scivolato nulla nelle tasche, eppure il mio contatto è plurimpegnato, almeno cinque incarichi e la personale professione, non ha lasciato cadere niente! Neanche le mance del salvadanaio. La mia unica alternativa, con un simile esempio di “becero egoismo”, se fossi stato giovane sarebbe stato: adesso mi darò da fare, ma un pizzico di dignità e moralità mi suggerisce anche il contrario:
    A casa con la pancia un po’ vuota, ma a testa alta! Non riempie pancia? Ma almeno nessuno mi maledice, augurandomi il peggio. Questi Signori vanno educati con sonore lezioni di comportamento, non sono da meno di quegli altri.

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