Che esista un problema sicurezza è fatto accertato. Non si è detto che tale emergenza è purtroppo conseguenza di anni bui, animati da scelte politiche poco efficaci. Quale compagine ha investito sul sociale? Quelle in educazione? Chi in cultura? Ad esser buoni pochi. Perché non bastano uno, due, dieci interventi mirati se non esiste un progetto educativo, sociale, culturale.

La scuola non basta All’inflazionata domanda ‘la scuola educa o istruisce?’ è già tanto poter rispondere che, quando riesce, la scuola a mala pena istruisce. Nonostante l’impegno che i tanti insegnati mettono in atto giornalmente va considerato che i bambini ogni giorno passano 5/6 ore a scuola e il resto del tempo a casa (se va bene), davanti al pc o per strada. La scuola, se non aiutata dalle famiglie, non basta.

Le famiglie sono sole Nell’epoca delle passioni tristi, della crisi globale, dello smarrimento urbano, le famiglie, sempre più ristrette, vivono lo scollamento sociale, pregiudicando ogni possibile pratica di mutuo aiuto, affidando al proprio spirito di autosufficienza l’unica forma di supporto. E in tutto questo le istituzioni scaricano ogni responsabilità benedicendo tale scollamento.

La politica che non fa Sarebbe un ulteriore problema per la politica, farsi carico, oltre che di ‘riparare e rattoppare’, anche di costruire una città ‘giacimento fertile’ per la naturale crescita di ‘persone migliori’. Anche perché nella sfrenata lotta col tempo, un simile progetto richiederebbe decine di anni per realizzarsi e manifestare i propri effetti, e purtroppo si vota ogni 5 anni (e si deve mostrare di aver fatto).

Utile un progetto educativo, sociale e culturale per la città? Per Antonio Giannatempo «si, ovviamente. Un progetto culturale organico per questa città è necessario. Tutto parte da lì, e mi auguro col contributo di tutti. Inoltre, rispetto all’episodio che mi ha riguardato, vogliamo rispondere in modo compatto nel prossimo consiglio comunale, spero con una maggioranza più compatta possibile. Mentre per il resto stiamo attivando le telecamere e organizzando dei tavoli con associazioni, scuole e società civile». Differente la visione di Franco Metta per il quale «bisogna dare l’esempio, innanzitutto. Dato per certo che in questa Amministrazione non esiste un minimo di progettualità, ma solo iniziative staccate qua e la, per accontentare questo o quel consigliere, questo o quell’assessore, credo che i soldi della cultura, quelli inutilmente spesi per la stagione estiva, potrebbero essere veicolate in iniziative veramente utili. Per esser più chiari, quando dico che bisogna dal l’esempio mi riferisco a una cosa. Tatarella, appena eletto, educò, vuoi anche per il retroterra politico-culturale, la città e i cittadini. Chiunque sul comune andava ad urlare e pretendere veniva cacciato via. Dopo un mese in molti capirono che non era aria. Mi chiedo adesso. Giannatempo come risponde alle prepotenze di chi va e pretende? E aggiungo, l’aggressore del Sindaco si può sapere che cosa voleva? No. Tutto si risolve nelle stanze. E la città cade nel sonno più profondo».

9 COMMENTI

  1. Giannatempo: “Mentre per il resto stiamo attivando le telecamere…”
    Scusami Sindaco, ma non le avevate già attivate? Chi ha mentito Giannatempo o Reddavide? Che PAGLIACCI senza dignità…Ma riuscite a guardarvi allo specchio?

    • Il problema, cari amici,
      è che manca il personale che possa gestirle.
      Ormai il numero dei dipendenti comunali e dei vigili urbani di questo comune è ridotto all’osso, nonostante le importanti nuove assunzioni.

  2. E come se u furnr sponsorizza la dieta contro i farinacei. L’avvocato parla di giustizia, cioè dei clienti che lo sfamano…. Ridicoli tutti quelli che lo seguono. Io lo stimo come comunicatore. Riesce a vendere la sabbia nel deserto. Riesce a farsi credere de sta massa di caproni, ignoranti.

  3. MA CHE SEMPIO PUO DARE UN GIANNA TEMPO.

    DEVE CAPIRE PRIMA LUI DI DOVER ESSERE UNA PERSONA CORRETTA.

    ORMAI E’ CONOSCIUTO PER QUELLO CHE E’.
    QUINDI LA SUA PRESENZA E’ CERTAMENTE DI CATTIVO ESEMPIO PER LE PERSONE, SOPRATTUTTO GIOVANI CHE IN QUESTO MOMENTO HANNO BISOGNO DI BUONI ESEMPI.

  4. Un progetto educativo, sociale e culturale, ma ben vengano.
    L’importante e non limitarsi a festa locali di prodotti tipici tralaltro non nostri (vedi sagra della castagna e dei funghi porcini) e cantanti napoletani.
    L’educazione la pretendiamo sempre dagli altri ma è bene ognitanto farsi un buon esame di coscienza e chiedersi : Cosa posso fare io per la mia città?
    Pretendiamo dagli altri senza mai dare nulla di nostro. Riflettiamo.

  5. COMUNQUE VOGLIO DIRVI SOLO CHE CHI A VOTATO GIANNATEMPO QUELLI SONO STATI HA PICCHIARLO.PERCHE’ QUESTA CITTA’ STA SPROFONDANDO NELLA MERDA….. NON VENE SIETE ACCORTI?

  6. Giannatempo dice :”purtroppo si vota ogni 5 anni (e si deve mostrare di aver fatto)”.

    il problema è che le amministrazioni , tutte,
    in 5 anni non riescono a fare nemmeno il minimo indispensabile.

  7. Quello di cui si deve prendere atto è che l’Italia ha la forma di stivale, in quanto bisogna saapere camminare tra tanta feccia, cosa impossibile da farsi con i sandali. La cultura della legalità si ottiene con il solito sistema: io ti faccio pagare anche per la responsabilità oggettiva. Quindi quando qualcuno dei nostri figli o congiunti sbaglia, arrecando danno alla Comunità o ad altri si interviene subito sulla famiglia chiedendone l’immediato risarcimento o sequestrando un bene che è riconducibile alla proprietà. Solo allora il sistema famiglia comincerà a vigilare ed educare i figli.

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