La memoria, la rabbia, la richiesta di giustizia e verità. A vent’anni dalle stragi che cambiarono la storia del Paese, Palermo oggi commemora le vittime di Capaci e di via D’Amelio con una serie di manifestazioni che vedono convergere in città il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Mario Monti. Si parte alle 8, con l’arrivo delle Navi della legalità dalle quali sbarcheranno 2.600 studenti, insieme con il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti. Si prosegue un’ora dopo, quando si terrà l’inaugurazione del Memorial dedicato a tutte le vittime della mafia al Giardino della memoria nel feudo di Ciaculli, un tempo regno del «papa» Michele Greco. Iniziativa promossa dall’Unione cronisti italiani, che prevede la partecipazione tra gli altri del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri. Alle 10 il gong per la manifestazione che si terrà all’aula bunker dell’Ucciardone, dove si tenne il maxiprocesso che segnò la vittoria giudiziaria e culturale di Giovanni Falcone, con il record di condanne e la conferma in sede processuale del «teorema Buscetta».

Qui Napolitano, Grasso, i vertici delle forze dell’ordine e dell’ associazione nazionale magistrati ricorderanno le vittime, mentre migliaia di studenti e di professori parteciperanno alle manifestazioni organizzate nei Villaggi della legalità allestiti in due luoghi simbolo: piazza Magione, nel centro storico, dove nacquero a distanza di poche centinaia di metri sia Falcone che Borsellino; e il parco Ninni Cassarà, intitolato al vicequestore ucciso dalla mafia nel 1985. Alle cinque Napolitano inaugurerà la grande mostra fotografica realizzata dall’Ansa a Palazzo Branciforte, la dimora che riapre i battenti dopo i restauri curati da Gae Aulenti. L’esposizione, intitolata «Falcone e Borsellino vent’anni dopo. Non li avete uccisi, le loro idee cammineranno con le nostre gambe», è un viaggio attraverso immagini inedite della vita dei due giudici.

Una memoria concorde, unanime, compatta, che nel pomeriggio sarà incrinata da qualche distinguo. Mentre partirà il corteo diretto come sempre all’Albero Falcone, Tina Montinaro – la vedova di Antonio, l’angelo custode più fedele del giudice – si metterà alla testa di una «contromanifestazione» a Capaci, nel luogo dell’esplosione. «I nostri uomini sono morti qui, non sotto casa del magistrato», dice la donna, che accanto all’autostrada ha intenzione di fare sorgere un giardino dedicato ai tre agenti morti: insieme con Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Primo tassello del ricordo, la macchina su cui viaggiavano i tre poliziotti, che finì su un uliveto a quasi cento metri di distanza dall’autostrada sventrata e che oggi sarà trasportata sul posto. Così alle 17.58, quando il trombettiere della polizia di Stato celebrerà il silenzio sotto l’Albero Falcone, altri volti e altre lacrime commemoreranno quel momento a Capaci. Si chiude alle nove di sera, allo stadio Barbera, con la Partita del Cuore tra la Nazionale cantanti e la Nazionale magistrati. Il ricavato andrà in beneficenza.

1 COMMENTO

  1. rimarrete sempre nei nostri cuori….grandissimi eroi…..abbasso la mafia….viva l’italia

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