I 15 ragazzi volontari di E!state Liberi! 2012 al termine dell'incontro tenutosi al comune di Cerignola
I 15 ragazzi volontari di E!state Liberi! 2012 al termine dell’incontro tenutosi al Comune di Cerignola

Sono arrivati. Sono quindici e da domani dovranno sporcarsi le mani con la terra di Cerignola. Parliamo dei ragazzi del campo di volontariato e studio sui beni confiscati che alla spicciolata sono arrivati nella nostra cittadina per dare inizio ad “E!state Liberi!”, un’esperienza all’insegna della legalità, della lotta alla mafia e agli atteggiamenti mafiosi, per segnare il punto di inizio della strada che porta dritta alla creazione di una coscienza civile contro le mafie.
Resteranno a Cerignola dieci giorni e lavoreranno in due campi, beni confiscati e trasformati, grazie al lavoro di un consorzio di cooperative, in terreni fertili non solo per le produzioni agricole ma soprattutto per la formazione dei giovani. Li troveremo sotto il sole della nostra terra, sui campi “Laboratorio di legalità F. Marcone”, in contrada Toro e “Terra Aut”, in contrada Scarafone, insieme ai ragazzi dell’associazione Libera e ai gestori dei beni confiscati (le cooperative “Pietra di Scarto” ed “Altereco”).
«Cerignola è un’anomalia positiva in Capitanata – spiega l’assessore comunale Nicola Gallo, intervenuto alla presentazione del progetto nella saletta conferenze del Comune di Cerignola – questo anche grazie al lavoro partecipativo delle associazioni come Libera e le istituzioni. Quando ci si muove insieme i risultati arrivano e sono evidenti. Come amministrazione posso solo dire che siamo sempre in prima linea in un’ottica di completa collaborazione attiva con gli enti preposti a questo tipo di attività. L’esposizione in queste circostanze non è mai comoda ma noi ci mettiamo, come voi, la faccia per uno scopo sociale. Ai ragazzi dico che porterete questa esperienza per sempre nella vostra vita».
Esperienza rinnovata quest’anno anche grazie ai PON legalità che hanno interessato ben sei scuole cerignolane.
«Queste iniziative servono a creare legami di giustizia – ha commentato durante l’incontro don Pasquale Cotugno, referente locale dell’associazione Libera – ; il nostro compito è quello di essere incisivi in un territorio assopito dove il disimpegno è forte e dove l’illegalità diffusa non fa tenere a cuore ciò che ci appartiene. L’importante è dare dei segnali per far crescere il senso comune di legalità».
«Nei dieci giorni i ragazzi volontari avranno modo non solo di lavorare la terra ma anche di crescere in un percorso dedicato alla formazione – ha spiegato Dora Giannatempo, responsabile formazione del progetto – . Siamo solo al terzo anno di campo lavoro ma abbiamo capito che stiamo lavorando bene. L’augurio è di vivere al meglio questa esperienza regalandoci qualcosa di unico a vicenda».
«Dieci giorni non comuni – ha sottolineato Pietro Fragasso della cooperativa “Pietra di Scarto” di Cerignola rivolgendosi ai ragazzi – in cui darete l’esempio a tutti noi. Non è scontato che voi siate qui; Cerignola non è un posto facile per molti motivi e non è semplice convincere i ragazzi di qui che il bello è la legalità. Siete venuti a dirci che stiamo facendo bene e ci date gli stimoli per continuare a fare, nonostante tutto, antimafia qui a Cerignola».
All’incontro con i ragazzi del progetto, per il benvenuto, anche il sindaco Antonio Giannatempo, a cui è stata donata la maglia del progetto indossata da tutti i ragazzi partecipanti. Il saluto finale è stato affidato invece ad Angela Cianci, sorella di Michele, vittima venti anni fa della criminalità locale a cui è stato intitolato il campo di calcio del rione Fornaci.

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