Dopo la deludente giornata di martedì, l’Italia si riscatta con la nona medaglia generale e la terza d’oro. Il merito è tutto di Daniele Molmenti, nuovo campione olimpico della canoa slalom K1: l’atleta di Pordenone, con una prova maiuscola e di carattere, domina le rapide del percorso; terz’ultimo a partire nella finale, impone un ritmo insostenibile anche per il favorito sloveno Kauzer, alla fine solo quinto. Grande gioia per il friulano, che trova il miglior modo per festeggiare il suo compleanno, essendo appunto nato il 1° agosto 1984. «Sono molto emozionato, ho perso la voce. Ho vinto tutto quello che c’era da vincere nel mio sport, sono il primo atleta nel K1 a farlo e sono molto orgoglioso»: queste le prime parole di Molmenti in seguito alla vittoria. Egli, appassionato di moto tanto da disegnare e colorare di rosso la sua canoa in omaggio alla Ducati, ha ricevuto i complimenti del Presidente della Repubblica Napolitano, il quale si è detto entusiasta nell’assistere alla sua prova. Il neo olimpionico ringrazia: «Mi avevano detto che se le avessi stretto la mano, mi avrebbe portato fortuna: l’ho fatto e così è stato». Poi, una dedica speciale: «Dedico l’oro a tutti i giovani italiani che credono nelle nostre forze e rimangono in Italia nonostante tutto». Il successo di Molmenti -esattamente venti anni dopo il trionfo a Barcellona del suo attuale allenatore, Pierpaolo Ferrazzi- stempera un po’ i flop di ieri, giunti dalla spada maschile, dove il campione del mondo Pizzo è uscito ai quarti, e del nuoto azzurro, ormai in crisi accertata. Termina anche l’Olimpiade della brindisina Pennetta, eliminata negli ottavi sia nel singolare che nel doppio femminile, in coppia con la Schiavone.

Le gare di oggi E’ nuovamente il giorno del “dream team” del fioretto femminile: le tre azzurre (Di Francisca, Errigo, Vezzali) che nell’individuale hanno monopolizzato il podio, cercano la conferma anche nella prova a squadre. Da seguire anche il canottaggio (finale del due di coppia uomini) ed il tiro a volo, con Di Spigno e D’Aniello impegnati nel double trap.