Quattordicesima medaglia per l’Italia, giunta ieri grazie alla vittoria della squadra maschile di fioretto nella scherma: Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Giorgio Avola e Valerio Aspromonte battono il Giappone 45-39 e portano il sesto oro di questa edizione. Una finale tiratissima e molto equilibrata, risolta nel finale da Baldini, che dà lo sprint decisivo per allungare definitivamente sui nipponici, molto ostici. L’Italia si era imposta nei quarti con la Gran Bretagna e aveva passeggiato con gli Usa in semifinale: si conferma la grande tradizione olimpica della scherma, la quale ha assicurato la metà esatta degli allori finora conquistati a Londra (tre ori, due argenti ed altrettanti bronzi). Dopo un torneo individuale avaro di soddisfazioni, giunge il riscatto degli uomini, che eguagliano il risultato a squadre ottenuto dalle ragazze. «Sono contentissimo ed emozionatissimo, un oro che stavamo inseguendo da tempo, è bellissimo. Domani capiremo forse cosa abbiamo fatto oggi. Quest’avventura è partita male, ma è finita benissimo»: è il commento di Baldini, alla sua prima presenza ai Giochi, data l’esclusione di Pechino. Cassarà invece dice che «nell’ultimo assalto non guardavo Baldini. Un gesto scaramantico: da questa mattina non lo guardavo ed ha portato fortuna»; Avola, al debutto in semifinale e confermato nell’ultimo atto spiega: «Non ci aspettavamo una resistenza così ardua dei giapponesi, hanno tirato davvero bene. Io ce l’ho messa veramente tutta». Ieri è stata la giornata anche dei rimpianti, innanzitutto dai tuffi: Tania Cagnotto è per la seconda volta in pochi giorni ai piedi del podio; dopo il sincro dai tre metri, anche nell’individuale dalla stessa altezza deve accontentarsi del quarto posto. Una discreta gara della tuffatrice bolzanina, beffata per soli 20 centesimi di punto dalla messicana Sanchez, che le sfila il bronzo. Medaglia di legno anche per Alberto Busnari nella ginnastica, specialità cavallo con maniglie. Non riesce a restare in zona medaglia nemmeno Elia Viviani nel ciclismo su pista: in testa prima dell’ultima prova, termina sesto nell’Omnium, pagando sul km da fermo, nel quale gli avversari erano più forti.

Bolt, nuova prova di forza L’uomo più veloce del mondo si riprende ciò che aveva perduto l’anno scorso ai Mondiali di Daegu: domina la finale e si conferma campione olimpico sui 100 metri di atletica. Straordinario il crono (9″63), appena cinque centesimi in  più del suo record mondiale; argento al connazionale Blake, bronzo all’americano Gatlin. E tra qualche giorno si replica con i 200 metri.

Le gare di oggi Le speranze sono affidate a Massimo Fabbrizi, secondo provvisorio nel trap fossa olimpica, nel tiro a volo: oggi le ultime due serie e la finale con i primi sei della graduatoria. Sempre nel tiro, ultima gara per Niccolò Campriani nel tiro a segno, impegnato nella carabina tre posizioni; intanto, con la vittoria di ieri nei quarti contro il cubano Gomez, il pugile Clemente Russo approda in semifinale ed ha già una medaglia in tasca. L’atleta di Marcianise è il favorito della sua categoria ed affronterà l’azero Mammadov per entrare nella finalissima.