Si ritorna a fare protesta in Sardegna. Lo si fa per difendere il proprio posto di lavoro grazie al quale si riesce ad arrivare, anche se a stento, a fine mese. Si protesta platealmente, e come sennò, e per farlo ci si arrampica addirittura su un silos di 70 metri di altezza. Lo fanno, da stamattina, tre dipendenti dell’Alcoa di Portovesme, tre lavoratori disperati che hanno davanti ai loro occhi un futuro a tinte troppo forti. L’azienda cagliaritana che produce alluminio è diventata ormai una palla al piede per lo stato Italiano.

Le parole del ministro Passera A sostenere la difficoltà nella gestione economica di tale impianto è il ministro Passera, per nulla ottimista sul futuro dell’Alcoa: «Non dobbiamo nasconderci che è una situazione quasi impossibile e di scarsissimo interesse per possibili investitori, tenere aperta Alcoa costa, ma siamo disponibili a farlo se ci fossero compratori. Intendiamo anche rispettare i patti. C’é un accordo ben preciso, sottoscritto da tutti: se non lo rispettassimo perderemmo di credibilità in altri accordi per gestire fasi più difficili di altre aziende».

La protesta si sposta a Roma Ultime ore per organizzare la manifestazione dei lavoratori Alcoa nella Capitale. Cinquecento operai affronteranno il viaggio da Cagliari a Roma per far sentire la propria voce, sostenuti dai delegati di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis e delle Rsu. La protesta è stata organizzata per il prossimo 10 settembre. «Ai partiti di maggioranza abbiamo chiesto il massimo sostegno per scomodare tutti i soggetti di politica industriale e per dare una soluzione alla vertenza. Il tempo è scaduto e nelle prossime ore misureremo le capacità del governo Monti». A riassume così il senso degli incontri avuti ieri con i leader Pdl, Pd e Udc Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini sulla vertenza Alcoa è Marco Bentivogli della segreteria Fim Cisl.

L’interesse della svizzera Glencore Nelle ore più critiche della trattativa Stato-Alcoa si è palesata una possibile speranza: una multinazionale svizzera, la Glencore, sarebbe interessata ad investire nell’azienda sarda. Nella tarda serata di ieri il governatore sardo Ugo Cappellacci ha incontrato i vertici della Glencore per stabilire un possibile accordo. «La Glencore conferma un interesse all’acquisto dello stabilimento Alcoa di Portovesme – ha riferito Cappellacci al termine dell’incontro – a condizione che vengano definite le questioni relative al costo dell’energia, all’ottimizzazione dei processi di produzione e alle infrastrutture. Ora occorre accelerare i tempi e risolvere le problematiche che causano delle diseconomie affinché la trattativa per il passaggio dello stabilimento ad un altro soggetto possa scorrere su un binario definito e idoneo a condurre verso la soluzione auspicata.. Per salvaguardare l’occupazione e rilanciare una realtà strategica per l’Italia come Portovesme occorre fare tutto il possibile e, qualora fosse necessario, anche l’impossibile».

  • Tam Tam

    Dove si è arrivati, veramente qui siamo al capolinea.
    Non basta che queste persone, svolgono lavori a dir poco logoranti, Lo Stato li vuole mettere pure fuori, assurdo.
    Praticamente, viene comunicato a queste persone, sentite fra qualche giorno Voi con le vostre famiglie non dovete più VIVERE.
    Non riesco a darmi una spiegazione, come mai in questi casi la CHIESA si mette da PARTE e non interviene, mentre è subito pronta ad intervenire quando bisogna dare L’ESTREMUNZIONE.

    A TUTTI I POLITICI DI MONTECITORIO VERGOGNATEVI.