Arriva dopo quattro mesi la svolta nelle indagini sull’attentato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato della Ansaldo Energia.

E’ in corso l’operazione dei carabinieri di Genova che ha registrato già due fermi nella mattinata. Secondo le prime informazioni, i due sarebbero entrambi residenti a Torino e sono già conosciuti alle forze dell’ordine. L’uno è un disoccupato, l’altro è titolare di una piccola tipografia. Sono Nicola Gay, 44 anni e Alfredo Costito, 46 anni. Secondo le prime indiscrezioni, anche la compagna di Costito è indagata ma non sottoposta a fermo.

La vicenda Lo scorso 7 maggio, Roberto Adinolfi era uscito di casa da solo, con una borsa 24 ore, per andare al lavoro. La sua Peugeot monovolume era parcheggiata poco distante, e si era avviato verso l’auto. Uno dei due uomini che lo attendevano in strada scese dalla moto e si mise a seguirlo. Quando Adinolfi giunse all’altezza della sua auto, fece appena in tempo ad aprire lo sportello che l’uomo gli sparò alle spalle, avvicinando l’arma al suo polpaccio. Poi raggiunse il complice che lo attendeva su una moto. Entrambi avevano il volto coperto da caschi integrali. L’arma usata dagli attentatori non era un’arma consueta. Il proiettile partì da una pistola Tokarev calibro 7.62 di fabbricazione russa in uso nei Paesi dell’Est.

Adinolfi si accasciò tra l’auto e la strada, sotto shock. Non riusciva a parlare. Fu soccorso dal portinaio del palazzo in cui vive e da una passante, che chiamarono il 118. Testimoni riferirono di ‘alcuni colpi’,  ma i carabinieri rinvennero sul luogo dell’attentato un solo bossolo.

Più o meno sei ore dopo l’agguato, la moto che sarebbe stata usata dagli attentatori fu ritrovata in viale Sauli, non distante dal liceo Cassini. Uno no scooter XMAx Yamaha nero immatricolato nel 2010. Era parcheggiato assieme ad altre moto vicino ai cassonetti dell’immondizia.

Fonti della sicurezza parlarono allora di un gesto ‘altamente simbolico, da tecnica brigatista’. E la pista infatti ha portato esattamente a questo.

I due appartenenti all’area anarco-insurrezionalista sono stati fermati in Piemonte mentre stavano per abbandonare l’Italia.

Gli agenti della Digos e i carabinieri dei reparti speciali stanno perquisendo residenze ma anche centri di aggregazione di area anarchica a Cuneo, Pistoia e in Liguria, a Bordighera.
L’agguato all’ingegnere Adinolfi era stato rivendicato dalla Federazione anarchica informale Fai.

I fermi sono stati eseguiti su disposizione del procuratore aggiunto Nicola Piacente e del pm Silvio Franz.

  • Sono scelte

    Sono un vostro affezionato e quotidiano lettore, vorrei consigliarvi di non riempire la vostra home page di notizie che poco hanno a che fare con il territorio. Poi posso pure sbagliarmi…ma se voglio leggere notizie di rilievo nazionali apro google news o tanto meno non mi viene in mente di leggere qui notizie copiate da altri siti, visto che non mi sembra che siete sul posto per poter produrre articoli scritti di vostro pugno!
    Grazie e continuate così, è l’unico modo che ho per conoscere cosa è successo a Cerignola, pur vivendo 800 km distante. Co