Dito puntato contro la Fiat. Il patron di Tod’s, Diego Della Valle, non le manda a dire e spara a zero sulle scelte della casa automobilistica italiana. Parole dure nei confronti della famiglia Agnelli e dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne, accusati da Della Valle di aver preso i soldi dello Stato per poi trasferire le produzioni all’estero. Un gesto che getterebbe nello sconforto migliaia di operai italiani che nella Fiat e nel made in Italy automobilistico hanno sempre creduto.

Della Valle contro i ‘furbetti cosmopoliti’ «Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l’Italia o la crisi, che sicuramente esiste – dichiara Della Valle –  il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo amministratore delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate o, peggio ancora, le scelte più convenienti per loro e i loro obiettivi, senza minimamente curarsi degli interessi e delle necessità del Paese. Continua – afferma il numero uno di Tod’s – questo ridicolo e purtroppo tragico teatrino degli annunci ad effetto da parte della Fiat, del suo inadeguato Amministratore Delegato e in subordine del Presidente. Assistiamo infatti da alcuni anni a frequentissime conferenze stampa nelle quali, da parte di questi Signori, viene detto tutto e poi il contrario di tutto, purché sia garantito l’effetto mediatico, che sembra essere la cosa più importante da ottenere, al di là della qualità e della coerenza delle cose che si dicono.

Con il comunicato rilasciato ai giornalisti oggi – prosegue Diego Della Valle – Marchionne e Company hanno superato ogni aspettativa riuscendo, con alcune righe, a cancellare importanti impegni che avevano preso nelle sedi opportune nei confronti dei loro dipendenti, del Governo e quindi del Paese. Ma si rendono conto questi supponenti Signori dello stato d’animo che possono avere oggi le migliaia di lavoratori della Fiat e i loro familiari di fronte alle pesanti parole da loro pronunciate e alle prospettive che queste fanno presagire? Il Paese ha dato tanto alla Fiat, tantissimo, sicuramente troppo – ha detto duramente il patron di Tod’s – ,  pertanto non cerchino nessun capro espiatorio, perché sarà solo loro la responsabilità di quello che faranno e di tutte le conseguenze che ne deriveranno. È bene comunque che questi “furbetti cosmopoliti” sappiano che gli imprenditori italiani seri, che vivono veramente di concorrenza e competitività, che rispettano i propri lavoratori e sono orgogliosi di essere italiani, non vogliono in nessun modo essere accomunati a persone come loro».

La risposta di Montezemolo Immediata la risposta di Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari e azionista di controllo della Ntv, insieme a Della Valle. «Espressioni come quelle usate da Diego – ha commentato Montezemolo – sono assolutamente inaccettabili e non dovrebbero mai far parte di una dialettica tra imprenditori. Tanto più che coinvolgono imprenditori che in settori diversi affrontano una difficile competizione su mercati mondiali».

  • Tam Tam

    Ma mettiamo l’ITALIA, nelle mani dei veri Imprenditori,bravi economisti, Imprenditori puliti, quelli seri che ce ne sono tanti e validissimi.
    POLITICI FATE LARGO, PER CORTESIA, PER IL BENE DELL’UMANITA’.

  • Athos

    Sembra di sentire Landini o la Camusso e non uno dei più importanti imprenditori italiani, a mio avviso, credo che Della Valle abbia ragione: le vagonate di soldi che lo stato (noi) ha elargito a fondo perduto a Fiat (per salvaguardare posti di lavoro), non giustifica certi comportamenti da parte del management del lingotto. Detto questo, il problema in Italia e che , nessuno fa quello che dovrebbe fare: imprenditori che fanno i sindacalisti, sindacalisti che non fanno nulla se non difendere le proprie poltrone, anzi, sono il cavallo di troia delle aziende per vendere i lavoratori e propri diritti. Soluzioni? Scioperi sul modello francese: qualsiasi categoria venga toccata, si fermano anche tutte le altre. Ma per fare ciò, bisogna essere un popolo e noi italiani siamo ancora dei sudditi.

  • Caro amico Tam Tam, sentirti dire che gli agnelli non sono veri imprenditori o bravi economisti, mbe un po’ mi deludi!

  • Athos

    Caro Giuseppe, gli Agnelli con la Fiat hanno ormai poco che fare. Tutto é in mano ai nipoti gli Elkan ed azionisti che, si sono affidati a Marchionne che pian piano sta facendo chiudere tutti gli stabilimenti italiani e con loro un pezzo di storia dell’ industria italiana! Ormai e chiaro, non vogliono più produrre in Italia.

  • Onassis

    Un teatrino perfetto per fare scaldare gli animi a noi, semplici e deboli spettatori. Il Capo Della Valle che fino ad oggi ha fatto confezionare i propri prodotti all’estero in Nazioni non allineate, dove il costo del lavoro era pari ad un euro al giorno pro-capite. Oggi giustamente s’indigna (LUI?!) per le dichiarazioni di chi fino a ieri( L’AVVOCATO il traghettatore della Dinastia ed Affiliati) ha ciucciato dallo Stato tutto quello che era possibile, con la stravagante sensazione da dare a noi spoettatori afoni che il problema non deve interessarci. I soli coinvolti devono essere Landini- Camusso- che spinti da dietro dal Compagno B. fanno oggi vedere di avere la scienza per gestire (quello che non hanno più in mano:la classe operaia), svenduta con Marchionne & C. scalzati dal Potere Giudiziario all’ILVA, sbeffeggiati dalle Aziende dell’alluminio in Sardegna. etc. etc. Che l’Amm. Delegato Fiat e la dinastia allargata Grande Steven, Elkann, Agnelli duo con o senza, i quali sono Media dipendenti, Abbonati al Gossip, Inbonitori e Guitti delle noste TV.
    Pertanto, quando Gruppi di Potere Politico Costituito prendono a “vomitarsi” infamie ed accuse, qualcosa bolle in pentola: Vuoi vedere che oltre ai Rottamatori, ai Dico, ai Viola, ai Girotondini, ai Quarantenni, ai Sinistro Radicali, ai Promotori dell’Italia del Futuro, all’Italia di Domani, all’API, ai Buontemponi, ai Democratici di Sinistra, forse cominceranno a mancare ai restanti altri gli ITALIANI quelli che tutti annunciano come “Popolo Sovrano”, ma che sono alla ricerca della VOLONTA’. I finanziari, i bancari, i boiardi di Stato, sono già tutti schierati con Monti, la discesa in campo di Tremonti, permetterà a Collina di trovare posizione, con il sorprendente Oltremare, che riscoprirà Del Lago, tanto che anche il dott. Fiume si associerà a questa nuova leaderschip, in questo modo si sarà messo insieme tutto il paesaggio nazionale.

  • ciro caggiani

    Non andate fuori tema. Della Valle critica il sistema azionistico, non la famiglia Agnelli. Ovvio che gli attuali Agnelli fanno girare nella tomba il loro nonno Gianni, ma non è con loro che Della Valle se la prende. 30 anni fa al “Maurizio Costanzo Show” venivano fatte e rifatte puntate intere dove si parlava e si insegnava agli Italiani di come le “Privatizzazioni” avrebbero salvato e risollevato il sistema economico Italiano. All’epoca tutto ciò che veniva detto in Tv era la parola di Dio. Questi sono i risultati: tutte le più grosse aziende Statali e Parastatali Italiane privatizzate. Tutti noi alla mercè dei vari Call Center, le politiche aziendali strutturate solo al guadagno immediato degli azionisti, non ci sono programmi futuri nè miglioramenti per il cittadino. Sono d’accordo al 100% con Della Valle

  • maros

    Quanti di voi sono felici di vedere che fine ha fatto il marchio Lancia? Tra un pò toccherà ad Alfa Romeo la stessa sorte e la storia automobilistica Italiana sará di colpo in parte cancellata.
    Quello che stà facendo Marchionne è vergognoso.