Foto Archivio Ieva

Era il 25 settembre 1943, quando in località Santa Maria di Vallecannella, agro di Cerignola, a circa tre chilometri dal santuario della SS. Madonna di Ripalta, si consumava uno dei più efferati eccidi nazifascisti. La storia è piena di simili testimonianze, e di certo il tempo non può e non deve cancellare il ricordo, pur triste, affinché ancor oggi possa essere esempio per le nuove generazioni e per i politicanti last minute. Erano undici gli uomini che furono trucidati barbaramente da uno squadrone nazista che, con fare assolutamente bellicoso, indietreggiava a colpi di cannone, seminando orrore e morte in tutto il suo percorso di ritirata. Come se dovesse lasciare il segno. Quel segno indelebile che l’uomo dovrebbe sempre ricordare, che le istituzioni dovrebbero tramandare. E invece nessuno ne parla. E’ assurdo che ciò accada, lo è ancor di più se si pensa a quanto il ricordo sia stato importante nei secoli, perché certi scempi non si ripetessero. L’insegnamento, l’educazione e il rispetto verso l’altro, semplicemente in quanto essere vivente, dovrebbe essere alla base di una società civile democratica. Nessuno si è minimamente preoccupato di parlarne, dalle istituzioni nazionali fino a giungere tristemente alle locali, troppo impegnate evidentemente in temi ritenuti più importanti. Neanche un messaggio di ricordo inviato alle scuole della città, tanto per dare un cenno d’intesa tra chi governa e amministra, e chi forma le nuove generazioni, sempre più orfane di certi valori. Undici vite strappate, undici giovani sottratti alla vita terrena, per volere di propri simili spinti da un odio di assurda concezione e di incomprensibile senso. Un’altra pagina da stivare nell’armadio della vergogna.

Oggi è facile criticare la democrazia, un termine il cui senso sta sempre più implodendo nel narcisismo interessato di lobby e politologi di dubbie capacità, visti i recenti sviluppi pratici. Ma in quel tempo qualcuno ha perso la vita per dare libertà al prossimo, per affermare quel senso ideologico della democrazia e della libertà, che nulla ha a che vedere con quanto poi sviluppato da una certa politica e dai suoi burattini. Democrazia, così come libertà, ha mutato il proprio senso a causa di coloro che l’hanno abitata e professata. Per questo oggi, ci sembra giusto ricordare undici caduti, uno per uno secondo i dati messi a disposizione dallo studioso Giovanni Montingelli, il quale nel 2003 ricorda questo evento in un suo scritto: Fisullo Vincenzo (anni 23), Corallo Mario (anni 21), Ancona Antonio (anni 33), Porto Salvatore (anni37), Digirolamo Umberto (anni 17), Colizzi Espedito (anni 23), Puce Alfredo (anni 21), e altri 4 giovani ignoti. Il cimitero della città ofantina ne onora le gesta con le spoglie allocate all’ingresso principale dello stesso (in quella piazzetta appena oltre il cancello). Ancora un ricordo straziante, la storia ce lo regala nella stessa giornata, quando alcuni civili in Via Anna Rossi, morirono per mano degli alleati, trovandosi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tra loro la piccola Angela Palumbo, di soli 10 anni. La storia ci mette alla prova ogni giorno, ricordandoci quanto l’uomo ha sbagliato in passato, e quanto sia importante imparare dai propri errori. Ma l’uomo sembra troppo felice dietro la sua maschera di coraggioso masochista.

  • Un grazie alla REDAZIONE nel ricordare questa atrocità. Per non dimenticare! Molto toccante.

  • ciro caggiani

    le guerre non fan sconti a nessuno. sta foto dovrebbero metterla nelle aule delle scuole, attaccata ai muri.

  • Bravo Ciro condivido in pieno!

  • Questi sono gli articoli che differenziano un Giornale….da un giornalino ricettacolo di anonimi commenti di frustrati e ipocriti pseudo esperti. Bravi questa e’la strada

  • rino santorufo

    mi unisco ai buoni apprezzamenti degli altri commenti,

    un grazie alla redazione

  • Tam Tam

    E’ la prima volta , almeno per quel che sò, che se ne parla.
    E’ grave che non sia stato mai dedicato un MONUMENTO a questi 11 angeli, o una PIAZZA come minimo !!!!
    BISOGNEREBBE DA SUBITO REALIZZARE UN MONUMENTO SECONDO ME.

  • roberto l’altro

    Dovrebbero fare una gigantografia di questa foto da me la prima volta vista e ve ne ringrazio , e creare un monumento per la nostra città.

  • Alberto

    Grazie di cuore per averlo ricordato!!!

  • Alberto

    Uno dei quattro fu identificato come un sottufficiale britannico

  • un “cittadino”

    Nessuno degli attuali politici di tutti i ranghi e colori, può essere “figlio” di quegli ideali.
    Ideali nati esclusivamente in quel contesto, perché la “Storia” di quegli anni, conserva i in chi li ha vissuti, un triste senso di impotenza e un orgoglioso moto di rivalsa, ma che è legittimato a provare solo, chi è stato artefice di quella storia e non coloro che di quella storia, vogliono farne un improprio fregio patriottico personale.
    Onore a quei patrioti che pur rivendicando un reale senso di giustizia, hanno perso la vita il 25 settembre 1943.

  • Giovanni Montingelli

    Gli inglesi erano due. Uno era il sottufficiale DENT che mori nell’eccidio, mentre l’altro, Parker si salvò rivelando la sua identità e divenendo prigioniero di guerra.
    La SIB, gruppo speciale inglese, indagò sulla questione ed emersero molti particolari sulla modalità dell’eccidio tra questi il vatto che i giovani trucidati furono gettati ancor vivi nella fossa granaria sita nella masseria e quindi morirono di stenti uno sull’altro.
    Carissimi amici la storia di Vallecannella è davvero molto commovente e sarebbe bello raccontarla così come rilevata dalle interviste e dalle ricerche condotte dallo scrivente nel 2000-2003 ma qui è un po’ complicato raccontare…
    Se si organizza un momento culturale sulla vicenda sarò ben lieto di farvi partecipi di una pagina della storia nazionale e della nostra città che ci rende onore… la mia è una frase scritta a ragion veduta perché i cerignolani nella vicenda si sono comportati come una grande famiglia che accorre ad aiutare i suoi figli..

  • santoro savino

    Ogni tanto una buona notizia risveglia il nostro orgoglio cerignolano. Grazie Giovanni

  • soldato cerignolano all’estero

    grazie redazione ,ricordo che da bambino una ventina di anni fa’ quando da bambino con i genitori si faceva visita alla madonna di ripalta in campagna era una tappa fissa con una preghiera x queste 11 vittime

  • tonino

    BRAVO VITO MI SONO COMMOSSO…..complimenti per l’articolo e spero che il 25 settembre dell’anno prossimo l’amministrazione comunale possa avere maggiore attenzione

  • Athos

    Non ero a conoscenza di questa storia, é la prima volta che sento parlare. Lodi alla redazione ed sig. Montingelli per le sue ricerche, bravi.

  • Adriano

    Una volta tanto onore a Cerignola e ai cerignolani. Sono questi i valori da ricordare e tramandare. Grazie.

  • clary

    complimenti…questo articolo ci fa onore.

  • concervello

    Complimenti e grazie Sig. Montingelli. Onore ai caduti in questione e a tutti quelli morti opponendosi alle tirannie di ogni colore e tipo!

  • arci ordona la terra di nessuno

    Vi invito a visitare il luogo del eccidio infame in stato di abbandono.
    Vergognoso.

  • sergio

    Complimenti a Montingelli per il suo articolo e sopratutto per la sua pubblicazione (“1943 Vallecannella”) Franco Conte e Giovanni Montingelli edito nel 2003 che consiglio vivamente di leggere a tutti.

    Una sessantina di pagine davvero ben scritte e ben documentate su fatti che riguardano la nostra storia.

  • Nazzareno Siccardi

    Solidarieta’ ed onore ai resistentindi Cerignola, barbaramente trucidati dai Nazi-fascisti !!!