«Dopo 80 anni, uno dei settimanali più prestigiosi e famosi del mondo – scrive Vittorio Sabadin su La Stampa – non distribuirà più l’edizione su carta e sarà disponibile esclusivamente online. […] Newsweek non muore: si trasformerà da gennaio in una pubblicazione digitale che si chiamerà Newsweek Global, “una singola edizione internazionale focalizzata su un target di persone in movimento, opinion leader che vogliono essere informati sugli eventi mondiali in un contesto sofisticato”».

L’informazione oggi è immediata. Facebook, ma soprattutto Twitter, hanno ridotto notevolmente l’aspettativa di vita delle notizie. Ogni ‘buona nuova’ dopo esser stata postata sul web, anche se è passato solo qualche minuto, è già vecchia. L’informazione corre sugli smartphone, sui tablet, fra qualche giorno sull’Ipad mini. In tutto questo, anche alla luce delle scelte di Newsweek, ma se vogliamo anche del locale quotidiano il Mattino di Foggia e Provincia (di uscire solo in digitale, ndr), viene da chiedersi quale può essere oggi il senso del giornale cartaceo. Sicuramente arrivare a quella parte di lettori non ancora informatizzata.

Senso differente hanno le scelte di grandi testate come Repubblica, che hanno notevolmente ridotto le pagine delle notizie in senso stretto e aumentato quelle dell’approfondimento. Il quotidiano di carta riesce quindi a fornire letture, punti di vista, approfondimenti e focus, conciliando fini e obiettivi di web e carta. La notizia la da il web, su carta lo sviluppo. Così avviene per gran parte delle grandi testate.

E il solo online? «Il problema vero – continua Sabadin su La Stampa – è che i ricavi dell’online non sono ancora sufficienti a pagare i costi di una struttura giornalistica di qualità e i giornali si trovano nella posizione più scomoda e più difficile da mantenere: a metà del guado tra il passato e il futuro. Può darsi che tra qualche anno, superata la crisi economica globale, l’online produca abbastanza risorse da consentire il completamento della transizione. L’importante è arrivare ancora vivi a quella data, conservando integra la qualità che ancora differenzia sul web l’informazione prodotta dai giornali dal resto». Il web è il futuro, ma la carta non è (solo) il passato. Le strade sono differenti.