Chiara Spadaro presenta il suo libro "Piccolo è meglio" nella nottega "Stesso Sole" di Cerignola
Chiara Spadaro presenta il suo libro “Piccolo è meglio” nella nottega “Stesso Sole” di Cerignola

Non sempre grande è meglio. A sostenere questa tesi è Chiara Spadaro, una giovane antropologa e giornalista vicentina che ha deciso di raccontare venti storie di piccole imprese (ma anche cooperative, consorzi, amministrazioni) in un libro dal titolo “Piccolo è meglio”, edito da Altreconomia e presentato ieri presso la Bottega “Stesso Sole” di Cerignola.

‘Piccole esperienze di successo’, si legge nella prefazione del libro curata dal professor Ilvo Diamanti dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, che prepara alla lettura di una serie di vicende dal sapore nostrano, che invitano ad osservare l’economia del nostro Paese da un punto di vista diverso, più piccolo, appunto.

Chiara racconta di piccole aggregazioni di persone che hanno dato vita ad esperienze lavorative diventate davvero grandi; storie in cui, parafrasando il sottotitolo del libro, ‘le dimensioni, le persone e la qualità della vita contano’.

Esempi di un modello economico e sociale che corre in una direzione contraria a quella del mercato globale; una strada che porta alla valorizzazione dei rapporti tra le persone; un lavoro che punta alla creazione di una rete di solidarietà capace di diventare linfa vitale di queste realtà lavorative.

L’autrice del libro Chiara Spadaro e Pietro Fragasso, presidente della cooperativa ‘Pietra di scarto’

«Il libro – ci racconta l’autrice  Chiara Spadaro al termine della presentazione al pubblico – prende spunto da un libro dell’economista tedesco Ernest Friedrich Schumacher dal titolo “Piccolo è bello” pubblicato negli anni Settanta e vuole essere uno spunto per proporre un’alternativa alla crisi finanziaria, ripartendo dal piccolo. Sono i racconti di venti storie italiane di gruppi di lavoratori che ce l’hanno fatta e che possono essere replicabili. Sono storie diverse tra loro – continua Chiara Spadaro – ma accomunate da un modello economico solidale, che guarda avanti ma non dimentica chi resta indietro».

Tra le venti storie narrate –  dalla fabbrica di cemento nel trapanese che non si lascia intimorire dalla mafia al pastificio cooperativo in Calabria che paga ai contadini il giusto prezzo per la materia prima; dalla piccola distribuzione non organizzata dove fare la spesa all’esempio di Capannori, comune nel lucchese dove la raccolta differenziata è diventato il fiore all’occhiello della cittadina –  c’è posto anche per la storia tutta cerignolana della bottega di commercio equo e solidale “Stesso Sole”.

«Ho deciso di raccontare la storia della bottega fondata da Pietro Fragasso – ci dice Chiara Spadaro – perché rappresenta un esempio di come da piccolissime realtà si è arrivati a rappresentare una delle 300 botteghe del mondo diffuse nel nostro Paese: una rete di presidi equosolidali che grazie al commercio di prodotti del commercio equo fanno conoscere le storie dei produttori, contadini e artigiani di oltre 40 paesi del mondo. Inoltre – conclude l’autrice del libro – il lavoro di confisca dei terreni alla mafia del luogo e l’impiego di manodopera locale, portato avanti dalla cooperativa ‘Pietra di scarto’,  rappresenta un valido esempio di come sia importante nella nostra società far valere il senso di legalità. E’ una storia che merita di essere raccontata».

L’autrice ripete spesso che sono storie riproducibili, che le vicende narrate non sono esempi isolati da ammirare e basta. Sono azioni mirate, chiamiamole soluzioni o alternative, esempi di atteggiamenti equo e solidali che funzionano davvero e sono visibili agli occhi di tutti ed ora prendono il loro posto anche tra le pagine di un libro.