Un momento della serata di ieri presso la parrochhia di san Domenico
Un momento della serata di ieri presso la parrocchia di San Domenico
Un momento della serata di ieri presso la parrocchia di San Domenico

21 marzo sul calendario segna l’inizio della Primavera. Così come ‘segnate’ resteranno per sempre le vite delle tante vittime di mafia della Capitanata che ieri il presidio cittadino di Libera ha voluto ricordare. Lo ha fatto in una pubblica iniziativa all’interno della chiesa di San Domenico, parrocchia del referente cittadino del presidio Don Pasquale Cotugno. Chiesa che ha visto trasformare il suo arredamento, arricchito da una serie di totem riportanti nomi e circostanze della morte delle vittime.

La Provincia che ricorda. Ma è l’intera Capitanata ad essersi mobilitata con una serie d’iniziative. Martedì 19 Marzo in Piazza Cesare Battisti, a Foggia, sono state lette, a partire dalle ore 20, i nomi di tutte le vittime cadute per mano mafiosa, alternando riflessioni alla musica di Cisco Bellotti (ex Modena City Ramblers) e dei Khorakhanè. Ieri mattina, invece, invece, alle ore 8.45 presso Piazza della Legalità è stata inaugurato un monumento che l’Amministrazione Comunale di Foggia ha voluto dedicare a Francesco Marcone e a tutte le altre vittime.

Alle ore 9.30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza, si è tenuto invece il convegno dal titolo ‘Vittime senza giustizia’, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Dirigente della Squadra Mobile di Foggia Alfredo Fabbrocini, e l’Assessore alla legalità, Franco Arcuri. L’incontro è stato introdotto e moderato dalla Responsabile regionale della Memoria di Libera Daniela Marcone.

L’iniziativa cerignolana. Proprio Daniela Marcone, referente del coordinamento provinciale di Libera, ha impreziosito l’iniziativa cerignolana con la sua testimonianza. «Oggi non siamo più soli nel ricordare le nostre vittime di mafia – ha esordito Marcone -. Le iniziative svolte in questi giorni, gli appuntamenti affollati, i tanti messaggi pubblici e privati che mi chiedono verità sul caso di mio padre dimostrano che una coscienza collettiva sta cominciando a crearsi. Nessuna di queste vittime che oggi ricordiamo, a cominciare da mio padre, voleva diventare eroe. Lo sono diventati, loro malgrado, semplicemente esempio di vite spezzate dalla cieca violenza criminale».

La serata ha visto la partecipazione di diversi ragazzi delle scuole cerignolane, la messa in scena del monologo ‘Gli eroi non sono tutti giovani e belli’ (dedicato proprio alla figura di Marcone) e il racconto dell’attività del presidio nelle parole di Pietro Fragasso (cooperativa Pietra di Scarto) e Dora Giannatempo (cooperativa Altereco).

«La settimana santa si avvicina – ha concluso Don Pasquale -. Parteciparvi con devozione non basta per dirsi buoni cristiani. Solo l’impegno concreto, lo schierarsi senza remore dalla parte della legalità e della giustizia può qualificarci come tali».