UN BAMBINO DI NOME PEPPINO 2Una serata a tinte forti, da emozione pura quella di ieri sera al Teatro Mercadante, per lo spettacolo del 3° Circolo Di Vittorio “Un bambino di nome Peppino”. In scena i bambini della seconda elementare del plesso scolastico diretto da Lucia Lenoci, il tutto a coronamento di un percorso metodologico-scolastico intenso, vissuto con gioia dagli stessi protagonisti e dalle docenti che li hanno supportati: Granata, Scardigno, Colangione insieme ai genitori dei ragazzi, che hanno fatto gioco di squadra per fare in modo che tutto ciò si realizzasse. La storia ha inizio da quando Giuseppe Di Vittorio è costretto ad abbandonare la scuola per cercare lavoro, passando per la morte del padre (avvenuta durante un’alluvione), al duro lavoro dei campi subendo umiliazioni e soprusi dai “padroni”; al riscatto degli umili (i “cafoni”, come venivano chiamati) che chiedono giustizia, libertà e diritti, una battaglia che vedrà Di Vittorio protagonista come sindacalista della Cgil prima, e poi in Parlamento. L’evento si snoda fra musiche intense e coreografie che fanno venire gli occhi lucidi al pubblico presente ed anche dietro le quinte, dove le insegnanti con grande gioia hanno coordinato i ragazzi. Alla fine, una infinita standing ovation per tutti, nell’aver interpretato il loro “idolo”, di cui si sono innamorati nel tempo condividendo tutto ciò in una forma educativa semplice e che per rimarrà per sempre nei loro ricordi. «Una grande lezione di storia -così dice Lucia Lenoci, in esclusiva per lanotiziaweb.it-, costruita sulla propria identità e personalità attraverso questa esperienza straordinaria che avrà un peso notevole nella costruzione del proprio futuro». La serata ha messo in evidenza anche due richieste importanti, che il circolo Di Vittorio ha esposto al sindaco Giannatempo ed all’Amministrazione comunale: la prima è riavere a disposizione quella parte della scuola ancora inagibile, come afferma la stessa dirigente scolastica «ci manca quella parte di struttura che noi abbiamo faticosamente raggiunto, quella parte per noi è importante perché la scuola ha bisogno di spazi di sicurezza, di riavere i laboratori di informatica che abbiamo faticosamente conquistato con i finanziamenti europei dei Pon, ci mancano le aule. Vogliamo che la nostra scuola torni al suo antico splendore, il sindaco ha capito le nostre preoccupazioni e ci auguriamo di avere risposte». L’altro desiderio è di rendere nuovamente fruibile il murales di Giuseppe di Vittorio; sulle due questioni, il primo cittadino non si è sottratto, ed al nostro giornale ha affermato: «Aspetto la relazione del Genio Civile per capire come stanno le cose e quali interventi devono essere realizzati: certo è che quegli spazi pubblici devono essere recuperati. Ci attiveremo per avere i fondi, coinvolgeremo la Provincia e la Regione: le sollecitazioni che ci sono giunte ieri sono importanti e ci impegneremo al massimo. Per il murales, discuteremo della richiesta della Cgil, che ha proposto di installare l’opera nella sede della casa dei lavoratori: cercheremo di soddisfare questa richiesta poiché esso rappresenta un patrimonio della nostra città».