Leonardo_Paparella_Pd«Questa mattina il Gruppo Consiliare del Partito Democratico, nelle persone dei consiglieri Romualdo Aucello, Rocco Dalessandro, Michele Longo, Berardino Tonti, ha protocollato un documento indirizzato al Presidente del Consiglio Comunale di Cerignola, nel quale i sottoscritti Consiglieri Comunali informano: 1) di non considerare più il Consigliere Comunale Leonardo Paparella quale componente organica del Gruppo; 2) di comunicare la presente decisione al diretto interessato, alla Segreteria cittadina del PD e al Consiglio Comunale; 3) di darsi atto che qualsivoglia iniziativa e/o posizione istituzionale del suddetto Consigliere sarà considerata a titolo personale». Con queste parole l’annuncio dell’estromissione dal gruppo consiliare del Pd di Leonardo Paparella.

«È una dolorosa ma inevitabile assunzione di responsabilità politica da parte dei sottoscritti, nella qualità di componenti del Gruppo consiliare – annunciano i democrats -, che si vedono costretti ad assumere questa decisione dopo una serie di comportamenti del consigliere Leonardo Paparella, che minano alla base il lavoro del Gruppo e dello stesso Partito. Quello tenuto nel consiglio comunale del 21 maggio scorso sulla votazione in merito al progetto denominato “Casa Sollievo dell’Immigrato”, è solo l’ultimo in ordine di tempo di comportamenti difformi rispetto alla linea politica di Gruppo e Partito posti in essere da Paparella. Nell’occasione il Consigliere ha ritenuto di votare in difformità dal resto del suo gruppo e d’intervenire in netta contraddizione con quanto dallo stesso esplicitato, ritenendo più consono avvalorare le tesi della Cicogna, così come esplicitate nella proposta di delibera, nonostante nella riunione congiunta fra la Segreteria e gruppo consiliare, fosse emerso con chiarezza un orientamento politico e culturale di netta contrarietà alle stesse. Il Consigliere Paparella, presente a quell’incontro, non ha manifestato in quella sede alcun orientamento diverso dall’unanimità del Partito, per poi andare in consiglio comunale ad assumere, invece, decisioni e intenzioni di voto autonome e non precedentemente né comunicate, né concordate. Ribadiamo che le tesi espresse in quel documento, oltre alle intrinseche contraddizioni, sottolineano un malcelato humus razzista, atteso che richiamano e sottolineano la “paura nei confronti dell’immigrato” in luogo della ricerca dell’integrazione, del dialogo, dell’accoglienza e dello scambio interculturale, principi e valori che sono alla base dell’identità politica e programmatica del PD e che, oltre a tutto il resto, determinano la nostra decisione di essere dichiaratamente alternativi alle due destre cittadine, quella di matrice pidiellina e quella cicognina. Il Consigliere Paparella, come se non bastasse l’atteggiamento assunto in Consiglio Comunale, ha poi inteso rimarcare con un comunicato stampa il suo “palese disaccordo con il resto del gruppo consiliare”, tacciando sprezzantemente di pretestuosità, mutevolezza e instabilità il gruppo dirigente del Partito, pur non avendo questo assunto nessuna decisione o giudizio rispetto al voto autonomo e discordante del Consigliere rispetto a quello concordato da Gruppo e Segreteria; insomma della serie: “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Ricordiamo, inoltre, che al contrario di quanto affermato dal Consigliere Paparella, nel comunicato da lui inviato all’indomani del voto in consiglio, i rappresentanti istituzionali diventano tali perché inseriti in lista e/o voluti dal Partito di riferimento, e coloro che esprimono la preferenza sono innanzitutto elettori di quel Partito, di cui condividono idee e valori. È evidente che il comportamento assunto nella circostanza dal Consigliere Paparella non è il frutto di un incidente di percorso bensì l’ennesima tappa di un viaggio da lui iniziato da tempo, il cui approdo politico e culturale si appalesa sempre più come divergente, anzi alternativo al PD se non contiguo e/o consonante con il movimento politico la Cicogna. Nel corso della serie di incontri col Partito, successivi al Consiglio Comunale del 21 maggio, tenuti anche al fine di dare risposte convincenti al disagio politico e allo sconcerto dei nostri militanti e del nostro elettorato, il Consigliere Paparella non ha manifestato alcun segnale di approccio ad una possibile e formale revisione delle sue posizioni politiche, bensì una totale chiusura – per il futuro – ad una concezione condivisa della dialettica democratica e dei meccanismi di produzione delle decisioni all’interno del Gruppo Consiliare».

«Per tutte queste ragioni – concludono da via Mameli -, pur rammaricandocene, non possiamo fare altro che prendere atto delle insanabili divergenze tra la linea personale di Paparella, frutto di un dissenso non costruttivo per la dialettica del Partito ma strutturato, strumentale e così esasperato da confliggere con gli stessi valori alla base del PD, e il tentativo faticoso ma ineludibile della ricerca interna della sintesi rispetto alla dialettica dei problemi e delle singole posizioni, che il partito sta mettendo in atto per riconquistare una rinnovata fiducia e sintonia con l’elettorato e rilanciare l’azione del centrosinistra in opposizione, tanto al centrodestra di Giannatempo, quanto alla destra mettiana».

  • book

    siete fuori come balconi anzi di piu”

  • La verità

    Malcelato humus razzista.

    Avete capito?

    Questi si occupano degli extracomunitari, senza di loro non c’è business in Italia e nel mondo, praticamente hanno creato e inventato un altra delle tante fette da spartire.

    Tanto questi sono rimasti tale e quale a quando sono entrati in italia, servono a creare alibi. Vedrete che buona parte di questi signori, ci mangeranno il lavoro e non solo….

    W la politica italiana.

    E a noi che siamo diventati i veri extracomunitari chi ci penserà????????
    Paparè pass in da la CCO’GN, e fè avdò chi sèèèè!!!!!!