OLYMPUS DIGITAL CAMERASono semplici cittadini quelli che dalle prime ore della mattina di Domenica 9 giugno hanno iniziato i lavori con i propri attrezzi, quelli che usano in campagna. I nomi di alcuni dei cittadini cerignolani, intervenuti autonomamente e volontariamente alla slupatura dei lecci in via Pavoncelli sono: Franzi Antonio e figlio, Balzano Nicola, Balducci Giuseppe (86 anni), Carlucci Cosimo, Specchio Giuseppe, Dibiase Sabino, Morano Salvatore, Specchio Michele, Digiglio Carmela, De santis Vincenzo, Perchinunno Vincenzo, Perchinunno Antonio, Vasciaveo Alessandro, Bufano Luciano. Il lavoro, data la gravità e l’estensione dell’infezione, necessita di ulteriori interventi; molto probabilmente verrà completato Domenica prossima 16 giugno, grazie anche ad un numero maggiore di lavoratori agricoli; semplici cittadini che passeggiando, Domenica per Via Pavoncelli, hanno dato volontariamente la loro disponibilità per partecipare a questo tipo d’iniziativa. Oltre all’intervento di asportazione della parte spugnosa, c’erano infezioni di funghi di varie specie e insetti che si nutrivano del legno. Le piante curate sono state messe in sicurezza. Questo, però, non deve far abbassare la guardia sulla situazione fitopatologica del nostro patrimonio verde. Infatti, se non ci fosse stato il suddetto intervento, la soluzione sarebbe stata sempre quella: estirpare e impiantare a spese dei cittadini di Cerignola. C’è voluta solo l’iniziativa del Consigliere Morano Salvatore e del direttore dell’Agenzia per l’Agricoltura Michele Specchio, ma soprattutto, la disponibilità e la volontà, di semplici operai e imprenditori agricoli, a fare qualcosa di utile per tutti noi, o per tutti quelli che durante l’estate, prendono il fresco sotto i lecci di Pavoncelli. Tutto questo non è costato nulla al comune, tutto questo è a costo zero. Grazie a tutti gli agricoltori.

  • unico

    ma se uno di questi si fa male con l’accetta o la motosega chi lo paga? Morano o il comune?

  • Cerignolano attento

    Ma dai non polemizzate, gli dobbiamo un GRAZIE e BASTA.
    Grazie, piuttosto prendiamo esempio, se ognuno desse il proprio contributo, nel piccolo Cerignola diventerebbe un giardino.
    Bravi e grazie ancora.