Foto-Audace-Cerignola-2012Si è tenuto ieri sera, nella sede degli ultras dell’Audace Cerignola di via Galliano, un incontro tra tifosi, società (rappresentata dal presidente Dinisi) ed il sindaco Giannatempo: al centro della discussione il futuro della società gialloblu. I supporters chiedono immediatamente al massimo dirigente chiarezza sugli scenari futuri, vista l’assenza di notizie riguardanti la prossima stagione, prima fra tutte l’inoltro della domanda di ripescaggio in serie D (scadenza il 24 giugno); ringraziando l’attuale proprietà per i risultati conseguiti, i tifosi rimarcano ancora una volta l’invito a passare la mano, candidandosi ad assumere la guida della società a costo zero. Ben vengano nuovi investitori, ma in caso contrario essi caldeggiano la gestione per contro proprio, insistendo sulla volontà di far pervenire la domanda di ripescaggio in Federazione ed indicando la sconfitta di Manfredonia in campionato come un nuovo atto dannoso per le aspirazioni di successo dell’Audace. Interviene il primo cittadino, il quale invita a ringraziare chi finora sta reggendo le sorti del pallone cerignolano: la domanda di ripescaggio si farà ed il titolo può essere lasciato nelle sue mani. Dal canto suo, Giannatempo si impegna a reperire nelle prossime 24-48 ore degli eventuali acquirenti e parla della trattativa con un noto imprenditore locale, raffreddatasi a suo dire perché si è affievolito l’interesse di quest’ultimo. La parola passa a Dinisi: «Se l’interlocutore è serio, lascio la squadra: non ne faccio una questione di denaro, ma voglio che ci sia continuità rispetto a quanto fatto negli ultimi anni, non scollegando la prima squadra dal settore giovanile, tanto cresciuto ultimamente». Il confronto si fa più acceso, perché i tifosi richiedono a gran voce le dimissioni: «se non si riesce ad andare avanti, meglio lasciare. Nella storia calcistica locale, mai nessuno ha ceduto la società chiedendosi chi fosse il successore o avanzando pretese economiche», sostengono.

A questo punto, Giannatempo trova la mediazione: «Invito gli imprenditori ad assumersi la responsabilità per acquisire con solide basi ed una precisa programmazione la società, conscio che i tempi per la presentazione della domanda di ripescaggio è agli sgoccioli. La dirigenza dimissionaria merita rispetto ed attendibilità per quanto fatto negli ultimi anni; invito i tifosi a riannodare i rapporti umani e di tifo con i dirigenti uscenti e con quelli eventualmente in ingresso. Ho sentito diverse persone, chiedendo di pensare al futuro: dobbiamo augurarci il salto in D, programmando con garanzie di serietà e continuità». La soluzione trova il parere favorevole degli ultras, i quali sostengono di aver smosso qualcosa ed aver fatto un piccolo (per il momento) passo in avanti. Tuttavia, Dinisi non ha ufficialmente parlato di dimissioni davanti ai presenti, ed anzi rilancia, affermando che -qualora il tentativo del sindaco non trovasse sbocchi- si muoverà in un’altra direzione, facendo intendere di avere un’altra trattativa fra le mani. L’intricato quadro disegnato nel summit potrebbe avere contorni più chiari tra un paio di giorni, alla scadenza fissata dal sindaco: il tempo stringe per un ripescaggio (assai complicato) fortemente voluto da chi porta nel cuore i colori della propria città.