audace_finale_2012E’ una costante degli ultimi anni: il pallone cerignolano proprio non riesce a vivere un’estate tranquilla e senza affanni, tra difficoltà economiche ed avvisi di mollare tutto. Alla regola non si sfugge nemmeno stavolta, ma facciamo il punto della situazione alla luce degli ultimi, importanti accadimenti. Nella giornata di ieri, la Lega Nazionale Dilettanti ha comunicato che sono pervenute ventiquattro domande di ripescaggio in serie D dalle squadre non aventi diritto: tra di esse, non c’è il nome della società ofantina (mentre sono presenti per la Puglia il Casarano e la Libertas Molfetta), che dice definitivamente addio alla possibilità di approdare in quarta serie. Una eventualità invero assolutamente remota, visto che in ogni caso i gialloblu si sarebbero presentati in graduatoria in posizione proibitiva, fermo restando l’assenza di precedenti in relazione all’auspicio dei tifosi di prendere il posto della Fermana, che ha dato vita ad una nuova realtà, fondendosi col Montegranaro. Nonostante l’impegno e le rassicurazioni del sindaco Giannatempo, è stata disattesa quella che era stata indicata come priorità dagli stessi sostenitori dell’Audace: tutto ciò per un unico comune denominatore, ossia l’assenza di liquidità. Un fattore che mette a serio rischio anche l’iscrizione al prossimo torneo di Eccellenza, con la scadenza fissata al 25 luglio. Arriva però un nuovo colpo di scena, con le dichiarazioni del presidente Dinisi che afferma la volontà di tirarsi definitivamente fuori e che non sarà lui a presentare i documenti per la partecipazione al campionato di competenza. Parole che lascerebbero campo libero ai possibili nuovi acquirenti, tuttavia (allo stato attuale) non ci sono candidati a prendere in mano le redini del sodalizio calcistico locale. Il titolo è stato affidato nelle mani del primo cittadino, ma vuoi per la presente situazione economica, vuoi per una sorta di “disinteresse”, possono finire nell’oblio cento e passa anni di storia del calcio nel centro del Tavoliere. E’ da sottolineare come non sia la prima volta che l’attuale dirigenza paventi l’idea di lasciare, ma in questa circostanza pare essere davvero risoluta: malgrado ciò, non si escludono ulteriori colpi di scena, con ogni scenario praticabile.

In un contesto generale assai caotico, spunta la formazione quasi certa di una seconda squadra a tinte gialloblu, che dovrebbe ripartire dalle fondamenta per scalare le categorie che contano: si parla dunque di Terza Categoria o, al massimo di Prima. Ancora sconosciuti i fautori del nuovo progetto, i quali però fanno sapere che a breve possano avere nomi e cognomi, presentando idee e programmi tra qualche giorno, agli inizi della prossima settimana. L’intenzione è di creare una solida realtà, dotandosi di tutte le fasce del settore giovanile e con la componente primaria della “cerignolanità” nella struttura della prima squadra ed un organigramma coeso e strutturato fra imprenditori e staff tecnico. Si attendono adesso sviluppi per uno dei periodi più movimentati del recente passato delle “cicogne”, fra aspirazioni e delusioni, tra tira e molla continui con un unico filo conduttore, rappresentato dalla immensa, profonda passione degli ultras gialloblu, i quali osserveranno attentamente l’evolversi della situazione per capire cosa ne sarà del calcio a Cerignola.

1 COMMENTO

  1. Così puntuale nell’esposizione dei fatti, ma il cronista non si fa una domanda:questi nuovi imprenditori,SEMPRE OCCULTI,perchè non rilevano,visto il COSTO ZERO,l’AUDACE?
    L’informazione si fa cercando anche i perchè,pure se sono scomodi.
    forza Cerignola

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