Tribunale-Cerignola-ProtestaSi è conclusa una giornata intensa, cominciata fin dalle prime ore del mattino, e terminata con l’intervento degli avvocati nel Consiglio dell’Ordine tenutosi nel primo pomeriggio a Foggia. Ma proviamo a ricostruire i fatti. Ieri mattina, alle 5.30 circa, un blitz degli ufficiali provenienti da Foggia, scortati da una ingente quantità di Polizia e Carabinieri, bloccano una intera strada, quella per l’accesso al Tribunale di Cerignola, e con l’ausilio della ditta Bilancia Uno portano via i fascicoli dal plesso cittadino. Nonostante la sentenza del Tar, che sospendeva ogni forma di provvedimento fino alla data del 3 ottobre, così come affermavano molti avvocati presenti: «Mentre si attende l’udienza al TAR Puglia il prossimo 3 ottobre per la sospensione del trasferimento del Tribunale di Cerignola a Foggia, con l’ausilio delle Forze dell’ordine si portano via i fascicoli. Tipiche operazioni notturne di chi sa di essere contro legge». Le operazioni sono state ultimate alle 9.30 circa e fino ad allora è stato interdetto il Tribunale sia agli avvocati che ai giornalisti. 

Incassato il colpo di coda, gli avvocati hanno convocato una riunione straordinaria, alle ore 11.00, per fare il punto della situazione e pianificare le prossime mosse. Alle 13.30 circa, conclusa la riunione, l’unanime decisione è stata quella di intervenire nel Consiglio dell’Ordine (che già aveva chiesto informalmente ad alcuni avvocati cerignolani di intervenire), che si sarebbe tenuto a Foggia alle 15.00. Il Consiglio, senza mezzi termini, definisce in modo forte quanto accaduto in mattinata, non risparmiando di esprimere la propria rabbia e il proprio rammarico, oltre alla consueta solidarietà e vicinanza ai colleghi cerignolani. Le prossime mosse saranno rese note in una pubblica conferenza stampa che sarà convocata a stretto giro di lancette a Cerignola. Intanto, quel che è certo, a detta degli avvocati, è che partirà una denuncia penale a danno dei responsabili per aver «deriso e calpestato un provvedimento del Tar».