Logo-Legambiente-GrandeMentre la regione Puglia vara il nuovo “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani”, nella speranza che non rimanga un “libro dei sogni”, i nostri territori sono infestati sempre più da decine di “micro discariche” a cielo aperto.

Imprenditori e cittadini senza scrupolo, anziché ricorrere ai canali ufficiali di smaltimento di rifiuti speciali (materiale di risulta edilizio, elettrodomestici, mobilio, pneumatici,…) invadono senza timore aree cittadine periferiche (rione Cimitero, Fornaci, San Samuele,…) e terreni rurali abbandonati. Sembrerebbe che in pieno giorno alcuni cittadini abbiano visto svuotare decine di chili di pesce avariato nei contenitori SIA proprio di fronte all’I.I.S. Augusto Righi di Cerignola.

Senza parlare di lastroni di amianto scaricati nelle vicinanze del cimitero di Cerignola ed in altre zone.  “Di tutto, di più” per parafrasare uno slogan pubblicitario di qualche anno fa.

E’ un malcostume che perdura, ormai, da alcuni decenni.

Leggi, regolamenti e ordinanze ci sono, ma chi controlla il territorio?

Cerignola non può e non deve sopraggiungere la “Terra dei Fuochi” della vicina Campania.

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  • Pinuccio Bruno

    Sono davvero ben lieto di assistere al pullulare di associazioni
    nella nostra Città. E’ sicuramente un
    dato positivo, purchè non rimanga fine a se stesse o che non sia un fenomeno
    estemporaneo affetto dal “dono” dell’ambiguità.

    L’ Associazione “
    Legambiente”, l’ho
    sempre vista operare alacremente in
    tutta Italia. Spero tanto faccia identica cosa qui a Cerignola.

    Interessarsi, ad esempio, da subito . dell’inceneritore di
    Tressanti è un suggerimento che sentirei
    di darle o della discarica Forcone-
    Cafiero.

    Auguri.

    3-11-2013

  • Mosè Sorbo

    ..PERCHE’..sino ad ORA…..anhce la “LEGAambiente ”
    è stata in SILENZIO.?? =VOTAtee fate VOTAre.?

    FORZA CERIGNOLA e BUONA SALUTE

  • Ancora..ancora

    Bisogna innanzitutto Controllare determinate attività che operano in settori molto ma molto delicati e verificare le acque dove precisamente le scaricano.
    E parliamo di liquidi speciali…ci capiamo quando diciamo questo??? Che lo stiamo replicando da anni????

    E’ facile, basta controllare tutte le attività esistenti sul nostro territorio, e siamo sicuri che qualcuno proverà le brandine a Foggia in via delle casermette.