204747914-f03c2072-e24e-4edb-af34-b47e83e19236Sui siti di musica e nei quotidiani nazionali erano usciti appelli a restituire i dischi di platino e d’oro rubati dalla casa di Fabrice Quagliotti, anima dei Rockets, residente da anni nella cintura di Como. Un assalto andato in scena nella villa del musicista francese dove, tra gli altri oggetti di valore per un totale (quantificato in denuncia) di 10.500 euro, i malviventi scapparono anche con il disco d’oro per le 200.000 copie vendute di “Plasteroid” e con il disco di platino per il milione di copie di dischi venduti fino a “Galaxy”. Oggetti – si leggeva – che non hanno valore di mercato ma per cui il musicista era disposto a dare una ricompensa a chi fosse riuscito a fornire elementi utili per recuperarli visto l’inestimabile valore affettivo. Bene, per la Procura di Como – pm Mariano Fadda – quel furto non sarebbe mai avvenuto. E non solo quello dei dischi d’oro e platino, ma in generale nessun ladro si sarebbe mai introdotto – tra il 18 e il 21 luglio del 2010 – nella casa del tastierista del gruppo di musica elettronica degli anni 80. Per questo motivo la pubblica accusa ha contestato al 55enne nato a Rosny sous Bois, in Francia, il «fraudolento danneggiamento dei beni assicurati» e la «simulazione di reato». Il fascicolo chiuso dalla Procura lariana è però ben più ampio, e conta anche di un altro episodio di presunta simulazione di reato avvenuto sempre nel 2010 ma in febbraio.
Questa volta il furto simulato sarebbe stato di una Bmw X5 di proprietà di una società amministrata dal Quagliotti e del valore di 20.500 euro.
Secondo la tesi accusatoria l’auto sarebbe in realtà stata esportata in Senegal il 4 febbraio 2010 per poi simulare il furto e presentarsi dai carabinieri di Como il 15 febbraio a sporgere la denuncia.
Il tutto in concorso con altre persone che avrebbero aiutato il musicista dei Rockets a far sparire l’automobile per poi farla riapparire in Africa con l’obiettivo (come nel caso del furto in abitazione) di «far indebitamente conseguire al Quagliotti – si legge nel capo di imputazione – l’indennizzo previsto dal contratto di assicurazione… contro il rischio del furto dell’autovettura».
In aula, di fronte al giudice monocratico di Como, sono comparsi non solo i legali del musicista, ma anche quelli degli altri imputati (un 45enne di Como, un 40enne senegalese residente a Milano, un 59enne di Milano, un 56enne nato a Cerignola e un 60enne nato a Tito in provincia di Potenza) che avrebbero concorso con Quagliotti nel tentato raggiro all’assicurazione solo sul fronte della vendita dell’auto. Uno solo, il 60enne difeso dai legali Luca Pozzoli e Andrea Bondioli, ha per ora definito la propria posizione patteggiando la pena di 10 mesi. Il suo ruolo sarebbe stato quello di intermediario tra il venditore e l’acquirente dell’auto di Quagliotti. Tutti gli altri continueranno invece nel dibattimento mentre il tastierista dei Rockets ha scelto l’Abbreviato e proseguirà da solo la propria vicenda penale. (Tratto da corrieredicomo.it)