foto arrestati-2Un commando formato da almeno sei persone dotate di rara professionalità criminale e armi potenti quello che nel novembre dello scorso anno assaltò, a scopo di rapina, un furgone portavalori trasportante tabacchi lavorati esteri, scortato da autovettura dell’Istituto di Vigilanza “Metronotte” di Bisceglie.

Un commando ben organizzato che ha commesso un solo errore, una sola leggerezza: quella di utilizzare – per reperire i mezzi da utilizzare per il ‘colpo’ – una vettura che non sarebbe passata certo inosservata, né a possibili testimoni o avventori, né agli occhi elettronici delle telecamere di videosorveglianza sparse per le strade di Cerignola.

E’ stato proprio da alcuni di questi fotogrammi che è stato possibile per gli agenti della squadra mobile di Foggia e del commissariato di Cerignola risalire a due degli almeno 6 membri del commando armato; fotogrammi e primo input investigativo che immortalavano una Mini Cooper rossa, con tettuccio a scacchi bianchi e neri i cui occupanti erano intenti ad individuare e trafugare una delle auto utilizzate per la rapina messa a segno sulla statale 16 bis, nei pressi di Cerignola.

Per il fatto, lo scorso sabato, sono stati eseguiti due provvedimenti restrittivi in carcere nei confronti di Giuseppe Cortese e Michele Sipario, entrambi cerignolani, rispettivamente di 29 e 30 anni. Dovranno rispondere dei reati di rapina aggravata in concorso, detenzione di armi, ricettazione e furto.

I provvedimenti sono stati emessi a conclusione di una complessa attività d’indagine espletata dall’apposita task force scesa in campo nel Cerignolano, per prevenire e reprimere il fenomeno degli assalti a portavalori che proprio lungo la direttrice Trani-Andria-Cerignola-San Severo ha raggiunto, negli ultimi anni, picchi emergenziali. L’indagine si inserisce nel solco della più ampia operazione Border Less conclusa nel settembre dello scorso anno.

Il fatto, lo ricordiamo, vide protagonista un organizzato gruppo criminale che, a bordo di due autovetture e brandendo armi di estrema potenza come fucili con canne mozzate, speronava il mezzo di scorta con a bordo due guardie giurate e costringeva il furgone portavalori ad arrestare la marcia obbligando le persone a scendere dai mezzi.

Dopo aver sequestrato le guardie giurate e sottraendo loro le armi ed i giubbotti anti-proiettili, i rapinatori si appropriavano dei due mezzi e dopo essersi recati nelle campagne limitrofe dove ad attenderli vie era un altro furgone sul quale trasbordavano parte del carico – circa 300.000 euro in tabacchi lavorati esteri – si allontanavano non prima di aver bloccato le arterie d’accesso alla zona con una autovettura posta di traverso sulla carreggiata per evitare eventuali interventi da parte delle forze dell’ordine. Le vittime, precedentemente legate, incappucciate e chiuse nel cofano dell’auto, venivano poi rilasciate nelle campagne in agro di Cerignola.

E’ dal settembre del 2011 che la task force che deve insieme Servizio Centrale Operativo, Polizia Stradale, Squadre Mobili di Foggia e Bari ed i Commissariati di Cerignola e Andria, opera sul territorio del basso Tavoliere. Una presenza investigativa che in questi due anni ha consentito, nel complesso, di arrestare 164 individui e di denunciare in stato di libertà altre 177 persone facenti parte di numerosi gruppi criminali dediti alla commissione, in diverse regioni italiane, di gravi delitti di natura predatoria.

Ancora, sono state sequestrate complessivamente 12 pistole, 2 fucili, un fucile mitragliatore kalashnikov, 750 kg di polvere pirica, 800 munizioni di vario calibro e 261 autoveicoli di provenienza illecita, colpendo in particolar modo esponenti della criminalità cerignolana e andriese, costituenti alcuni sodalizi criminali dediti a rapine in danno di furgoni portavalori e di autotrasportatori pregiudicati, inclini ad attività criminali, che operavano sul territorio nazionale, che, negli ultimi anni avevano fatto registrare una considerevole recrudescenza nei territori delle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani e Bari.

Le indagini, in particolare, hanno permesso di svelare la struttura organizzativa, di tipo modulare, di diversi sodalizi malavitosi, composti soprattutto da pregiudicati originari di Cerignola e Andria che operavano sul territorio nazionale, utilizzando tecniche paramilitari con l’uso di armi “ad alto volume di fuoco” e materiale esplosivo e, già il 25 maggio 2012 consentivano l’arresto nella flagranza di reato di rapina aggravata in concorso nonché detenzione e porto abusivo di armi da sparo di tre soggetti pluripregiudicati di Cerignola ed Andria, responsabili dell’assalto armato da parte di un commando di 8 soggetti tutti travisati ed armati di armi ad alto potenziale di fuoco, posto in essere lungo il tratto autostradale della A14, in agro di Cerignola in danno autoarticolato trasportante tabacchi lavorati per un ammontare di circa 1.800.000 euro da consegnare ai Monopoli di Stato di Bari.

Il 27 giugno 2012, è stata colpita – con l’esecuzione di misure restrittive in carcere a carico di diciannove soggetti perlopiù cerignolani – un’associazione a delinquere finalizzata ai furti, alle rapine, alla ricettazione, alla detenzione e porto abusivo di armi clandestine da guerra e munizioni, nonché al sequestro di persona a scopo di rapina (Operazione Heat ) e nel successivo 9 luglio eseguiva undici provvedimenti restrittivi in carcere, a carico di pregiudicati cerignolani nell’ambito di due distinti provvedimenti cautelari scaturenti dalla medesima azione investigativa, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al furto, alla ricettazione ed al riciclaggio, reati commessi prevalentemente nelle zone geografiche nel Nord e Centro Italia (Operazione “Black Dog”). Sul caso del novembre dello scorso anno sono in corso ulteriori indagini volte ad individuare gli altri membri della banda. (Fonte Foggia Today)

 

  • Rosa

    è il caso di dirlo: su Michele Sipario è calato il sipario…

  • ezio1003

    che coppia di mongoli!! ahahahah

  • l’esibizionista

    SCUSATE SE UTILIZZO I COMMENTI DI QUESTO ARTICOLO PER RENDERE NOTO CHE ANCORA UNA VOLTA IL PORTALE WEB “MOVIMENTO POLITICO LA CICOGNA” PER MANO DI UN TALE GIUSEPPE LEMMA SCOPIAZZA E NEANCHE FORNENDO UN’INFORMAZIONE COMPLETA COMUNICATI DI ALTRI, SPACCIANDOLI PER PROPRI FIRMANDOLI.
    VORREI IN OGNI CASO FORNIRE IL COMUNICATO “COMPLETO” STRALCIATO DALLA PAGINA FB DEL “CENTRO SERVIZI CIAMPINO 1” PUBBLICATO L’11 NOVEMBRE CHE DI SEGUITO RIPORTO ….. MA PER DARE LA NOTIZIA IN MANIERA UTILE E INTEGRALE….. SENZA IL CONSUETO RIASSUNTO …….!!!!

    EQUITALIA , DA OGGI VIA ALLE DOMANDE PER PAGARE LE TASSE IN DIECI ANNI. ECCO COME FARE (DIFENDENDO AUTO, CASA E ULTIMO STIPENDIO)
    Gli ultimi tasselli sono stati sistemati la scorsa settimana. La firma del ministro dell’Economia e la pubblicazione venerdì sera sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo consente da oggi di presentare a Equitalia le richieste di rateazione dei debiti fino a un massimo di dieci anni. La concessione sarà però condizionata alla grave situazione di difficoltà e alla solvibilità del debitore che bisognerà dimostrare all’agente della riscossione. Resta comunque possibile chiedere i piani di rateazione ordinari (fino a sei anni).

    1- LE RICHIESTE FINO A 120 RATE
    L’accesso alla rateazione extra-large, però, sarà possibile solo in caso di comprovata e grave situazione di difficoltà dovuta alla crisi economica. Che cosa significa? Equitalia dovrà valutare prima l’impossibilità di pagare secondo un piano ordinario ma allo stesso tempo la capacità di riuscire a pagare. Per questo il decreto attuativo fissa due percentuali come paletti per accedere alla rateazione straordinaria. Cittadini e imprenditori individuali che accedono a regimi semplificati devono avere un rapporto tra la cifra della rata e reddito (da documentare attraverso l’Isee del nucleo familiare) superiore al 20 per cento. Le altre imprese, invece, devono avere un rapporto superiore al 10% tra la rata e valore della produzione e allo stesso tempo bisognerà fare attenzione che l’indice di liquidità sia compreso tra 0,50 e 1. Naturalmente più la percentuale si alza più aumenta il numero di rate concedibili secondo le tabelle previste dal decreto. Chi non riuscisse a entrare nel piano straordinario di rateazione può comunque chiedere la dilazione ordinaria.

    2- SI ALL’APPLICAZIONE ANCHE AI PIANI GIA’ IN CORSO
    Anche chi ha già in corso piani di dilazione può chiedere un’estensione fino a 120 rate. Naturalmente le condizioni fissate dal decreto perla concessione della dilazione extra-large – quindi il rapporto tra rata e reddito per i contribuenti persone fisiche e tra rata e valore della produzione oltre all’indice di liquidità tra 0,5 e 1 per gli imprenditori diversi da quelli individuali in regimi semplificati – valgono anche per l’allungamento dei piani già concessi perché sono necessari la comprovata e grave situazione difficoltà indipendente dalla responsabilità del debitore e legata alla congiuntura economica e la solvibilità del debitore.

    3- IL PIANO DI DILAZIONE ORDINARIO
    Resta comunque possibile chiedere il piano di rateazione ordinario che prevede 72 tranche mensili e quindi bisogna pagare il debito lungo un arco temporale che dura sei anni. Bisogna ricordare che l’accesso alla rateazione (ordinaria ed extra large) comporta anche delle tutele: Equitalia non può procedere all’ipoteca se il contribuente ha chiesto e ottenuto la rateazione mentre può iscriverla se la rateazione è stata respinta o se il debitore decade dal piano; chi ha ottenuto la rateazione può partecipare alle gare d’appalto perché non è considerato inadempiente.

    4- SOLO UNA DOMANDA PER I DEBITI A 50MILA EURO
    La procedura per la rateazione ordinaria (quella fino a 72 rate) è ipersemplificata. In pratica ci si può recare presso lo sportello di Equitalia competente per territorio o indicato negli atti inviati dall’agente della riscossione. Basta una semplice domanda motivata senza la necessità di dover presentare la documentazione che attesta la situazione di difficoltà economica. Per i debiti oltre i 50mila euro, invece, l’agente della riscossione deve prima verificare la situazione di difficoltà economica, analizzando l’importo del debito e la documentazione idonea a fotografare la situazione economico-finanziaria del richiedente.

    5- OTTO RATE DI TOLLERANZA PER LA DECADENZA
    La decadenza dai piani di rateazioni prevede un margine di tolleranza maggiore rispetto al passato. Il decreto del fare (Dl 69/2013) della scorsa estate ha, infatti, innalzato da due a otto il numero di rate che si possono saltare anche se non sono consecutive prima di decadere dal piano di rateazione.

    6- DUE VIE PER LA PROROGA DELLA RATEIZZAZIONE
    La proroga della rateazione è possibile una sola volta a condizione che non sia intervenuta la decadenza. Al momento della richiesta di proroga, i diretti interessati possono optare per la richiesta di un piano ordinario (72 rate) o per un piano straordinario (fino a 120). In quest’ultimo caso, però, devono ricorrere le stesse condizioni richieste per ottenere la prima volta un piano extra-large. Quindi sarà necessario documentare redditi o valore della produzione a seconda dei casi e anche l’indice di liquidità per le imprenditori diversi da quelli individuali in regimi semplificati.

    7- RATA FISSA O COSTI CRESCENTI
    L’importo minimo di ogni rata è, salvo eccezioni, pari a 100 euro. Tuttavia è possibile anche chiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti anziché a rate costanti fin dalla prima richiesta di dilazione. La possibilità di chiedere rate variabili di importo crescente – come ricorda la relazione illustrativa al decreto sulle 120 rate – è limitata, però ai soli piani di rateazione ordinari o di proroga ordinari.

    8- PRIMA CASA AL RIPARO DAI PIGNORAMENTI
    Oltre a prevedere la chance di un’estensione della rateazione fino a 120 rate, il decreto del fare(Dl 69/2013) dell’estate scorsa ha introdotto una serie di garanzie ulteriori a favore dei contribuenti. Equitalia non può procedere al pignoramento della prima casa se è l’unico immobile di proprietà del debitore che vi risiede anagraficamente. L’unica eccezione in questo caso vale per le abitazioni di lusso. Negli altri casi i pignoramenti immobiliari sono consentiti se e l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120 mila euro e comunque non prima di sei mesi dall’iscrizione di ipoteca.

    9- NON PIGNORABILE L’ULTIMO STIPENDIO
    L’ultimo stipendio o l’ultima retribuzione accreditata sul conto corrente non è aggredibile da Equitalia. L’agente della riscossione può richiedere al terzo creditore (come ad esempio il datore cdi lavoro) di pagare le somme di cui il contribuente è creditore entro i limiti dell’importo dovuto, con proporzioni variabili a seconda del credito. Il decreto del fare ha, però, previsto che il pignoramento non può includere l’ultimo stipendio/pensione accreditato sul conto corrente del debitore, che resta quindi nella sua piena disponibilità.

    10- GANASCE PIU’ DIFFICILI SUI BENI D’IMPRESA
    Niente ganasce se il contribuente dimostra entro 30 giorni dal preavviso che l’auto o gli altri veicoli a motore sono strumentali all’attività d’impresa o professionale. Una tutela in più a disposizione di chi svolge un’attività d’impresa, visto che così l’agente della riscossione potrà più difficilmente bloccare i mezzi e gli strumenti utilizzati per la produzione. Prima di procedere al fermo amministrativo, Equitalia o gli altri concessionari avvieranno la procedura e invieranno al debitore una comunicazione preventiva. L’avviso specificherà che se il diretto interessato non pagherà entro 30 giorni (non più quindi 20 come aprima delle modifiche), scatterà il fermo con l’iscrizione del provvedimento nei registri mobiliari. Detto in altre parole, entro e non oltre i 30 giorni successivi all’arrivo del preavviso di fermo, il contribuente dovrà recarsi presso gli sportelli di Equitalia e dimostrare che il bene è strumentale alla sua attività professionale.