Piazza Castello CerignolaIn ogni parte del mondo ci sono cose che non vanno. A Cerignola tali “cose” riescono anche a fare rabbia perché paradossali, in parte risolvibili, assurde. Da pochi giorni c’è la nuova giunta (che probabilmente durerà non più di un mese, ndr) e la città si aspetta qualcosa, una scossa. Anche se il pessimismo oramai pervade gran parte dei cittadini, convinti che nulla cambierà e soprattutto che la “novità” sia concetto quantomeno romantico.

Non va perché… il rinnovamento a Palazzo si confonde col rimescolamento e col posizionamento;
Non va perché… molte famiglie, oltre a non arrivare a fine mese, non hanno più un tetto dove vivere;
Non va perché… il lavoro (quando c’è) è nero, delle attività agricole al resto del panorama lavorativo;
Non va perché… la differenziata è a livelli bassissimi e nel depuratore arriva di tutto;
Non va perché… il Comune non è in grado di intercettare finanziamenti e/o di utilizzare fondi europei e soldi dei Piani Sociali di Zona;
Non va perché… le eccellenze sportive sono “costrette” a giocare in una struttura oramai piccola;
Non va perché… gli attori del sistema sanitario a volte non fanno bene il proprio lavoro e/o con spirito di servizio;
Non va perché… un politico che dovrebbe fare gli interessi della città, si occupa di fare guerra a giornali e giornalisti (per lui è questa la libertà di stampa, ndr);
Non va perché… i giovani sono privati di spazi d’espressione, luoghi educativi, centri ludici e quant’altro;
Non va perché… i personalismi nelle stanze del potere arginano le operazioni e tutte quelle progettualità per il bene comune.

Ecco 10 cose che dovrebbero essere parte della futura agenda politica. E si possono anche trovare soluzioni rapide. Inseriamo donne nella giunta comunale (pescando anche dalle donne non elette in consiglio) e avviamo il rinnovamento anche in tema di pari opportunità. Utilizziamo gli immobili fermi o chiusi per le famiglie in situazione di indigenza. Intensifichiamo i controlli sul lavoro nero, multiamo e facciamo cassa (anche sugli affitti abusivi), così da creare anche occasioni di lavoro regolare. Utilizziamo lo strumento della differenziata con cognizione di causa, non solo in due quartieri. Intercettiamo fondi europei senza perdere (come avvenuto in passato) bandi utili per il rifacimento di strade, infrastrutture e l’avvio di start-up. Pensiamo ad una forma di azionariato popolare per creare una nuova struttura sportiva e/o per completare l’attuale palazzetto dello sport e dare un giusto luogo di espressione alle eccellenze sportive cerignolane. Intensifichiamo i controlli all’interno delle strutture sanitarie e denunciamo i disservizi “veri” (e che spesso fanno comodo a tutti) del sistema sanitario. Incentiviamo e rispettiamo la libertà di stampa per una reale pluralità informativa. Costruiamo, ad esempio con le risorse dei piani sociali di zona e/o dei PON/POR, luoghi per la creatività giovanile e la crescita culturale (laboratori), per l’infanzia (asili), per gli adolescenti (centri diurni): creiamo i giovani di domani. Mettiamo da parte i personalismi politici e lavoriamo, tutti, per il bene comune.

P.S. L’urbanistica, intesa come nuove lottizzazioni e volutamente esclusa, può restare in pausa.

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