bastaLo avevamo anticipato il 21 novembre scorso: «anche il prossimo week-end saremo oggetto di insulti e invettive. Quello che oramai accade da tempo, nei nostri confronti e verso altri colleghi». Già, così accade oramai da due anni circa. Tra gli ultimi episodi quello risalente alla trasmissione radio del 16 novembre, laddove si parla de lanotiziaweb.it come:

«un sito pare di informazione […] che è di Elena Gentile. […] E’ gente asservita – riferendosi ai giornalisti di questa testata – ed è inqualificabile che chi voglia spacciarsi per giornalista faccia di queste cose. […] Quando è finita la manifestazione di sabato i fratelli hanno atteso che si svuotasse la sala e hanno scattato delle foto alla sala vuota e queste foto hanno corredato la notizia. […] Alcuni hanno commentato ah ah ah non c’era nessuno. […] Dico a questi due giovanotti, che razza di informazione fate? […] Voglio dire ai signori in questione che è veramente deplorevole quello che hanno fatto, è veramente vergognoso è veramente disdicevole, […] che la gente sappia che il sito non è un sito di informazione».

Rispondiamo. Questo giornale non ha assolutamente detto che la sala era vuota e la foto che ritraeva la sala con alcuni posti liberi era solo una delle foto. Non è stata scattata a convegno concluso, perché i relatori sullo sfondo sono ancora tutti seduti. Il giornalista presente all’incontro era uno solo, Vito Balzano, colui che ha firmato il pezzo. Inoltre a una lettrice che commentava ipotizzando una sala vuota l’articolista (difendendo La Cicogna) rispondeva nel seguente modo:

commento

Ancora falsità. Come l’averci attribuito una vicinanza alla Gentile: peccato che un’intervista fiume di undici domande l’abbiamo fatta “solo” a Franco Metta lo scorso 21 ottobre 2012 e mai alla Gentile. L’ennesima uscita a vuoto de La Cicogna.

Spiace costatare come l’avvocato Metta, rispettabile professionista, si affidi a quanto riportatogli verbalmente da una parte della pletora cicognina, che – ipotizziamo – ha probabilmente risentimenti personali verso questa testata (altrimenti non si spiega in altro modo tutto questo accanimento verso lanotiziaweb.it).

Sabato 23 novembre i radio-cicognini tornano alla carica, commentando quanto scrivono i giornalisti di questa testata sui propri profili personali di facebok, oltretutto senza riferimenti al Movimento (a quale titolo si sentono tirati in ballo ci chiediamo? Chi ha fatto i loro nomi?). Sembra che si abbia la coda di paglia o meglio che – come si dice – “al mal pensante il mal pensiero viene”. Un filosofeggiare – botta e risposta tra il leader Franco Metta e il signor Elio Specchio – per oltre dieci minuti su uno stato facebook personale non riferito in alcun modo a La Cicogna. Ecco alcune frasi:

«[…] …questo personaggio è Gennaro Balzano, io sono abituato a fare nomi e cognomi a differenza sua che è un emerito vigliacco,… […] si può controbattere garbatamente […] lo sappiamo benissimo che loro sono il megafono di una parte politica, […]. Si saranno offesi che io abbia detto asserviti. […] …non hanno argomenti… […]. Vorranno trasformare questa campagna elettorale […] in una specie di rissa verbale. […] Non riesco a trovare altri termini per rappresentare questo personaggio, questo scarto di lavorazione».

Si continua a buttar fango sul giornale più letto, probabilmente per loro, avvezzi a una difesa personale della libertà di stampa, il più scomodo. Così accade – come specificano ai microfoni – che quando le invettive sono firmate Cicogna si sta “ironizzando criticamente”, quando viene pubblicata una foto che può destare qualche dubbio è un attacco politico o un “insulto” al movimento.

In un passaggio finale si dice anche che le campagne pubblicitarie de lanotiziaweb.it sono pagate da un noto politico locale. «Non è colpa mia – precisa Metta – se la zia vi paga i manifesti in tipografia. […] Quando uno non vuole essere criticato  fa come noi, non prende i soldi da nessuno». La solita affermazione infondata senza la minima prova. E se l’avvocato Metta ha prove le mostri alla città intera e – scusate il termine – ci sputtani. In caso contrario eviti di attaccare giornali e giornalisti o di “allisciare il pelo a zia web” e pensi a far politica. La pluralità di informazione come la libertà di stampa e di opinione per noi sono sacre. Per La Cicogna?

P.S. 1) Speriamo di non dover più tornare sull’argomento e che in futuro possa ristabilirsi un normale rapporto leale e rispettoso; 2) Si precisa che Io, Vito e Gennaro Balzano, così come tutta la Redazione, fortunatamente non abbiamo bisogno dei soldi dei politici, né tantomeno della 50 euro per stendere un articolo.