bari_manifestazioneAnche i sindacati scendono in piazza. Sono giorni di fermento questi: prima la manifestazione indetta dal Movimento dei Forconi, gli autotrasportatori e altri enti autonomi, ora una indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. La manifestazione affiancata dai sindacati si è avuta ieri in tutta Italia e la Puglia non poteva mancare all’appello. A Bari, circa 10.000 persone hanno protestato contro la Legge di Stabilità percorrendo le strade del centro per poi riunirsi tutti in Piazza Prefettura. È un momento di vera crisi, dove l’Italia intera si dimostra sempre più esasperata dalle continue tasse sul lavoro e sulle pensioni, queste le motivazioni che sono alla base della protesta di ieri.

Secondo quanto riportato dall’AGI, Carmelo Barbagallo, segretario organizzativo della Uil nazionale intervenuto alla manifestazione di Bari, parla così: «La nostra manifestazione ha obiettivi precisi: cambiare la Legge di Stabilità perché non risponde ai problemi del Paese e non gli consente di uscire dalla crisi. Le nostre manifestazioni sono dure, ma legali. Oggi noi rappresentiamo la gente che non ha soldi per comprare in un sistema dove le aziende italiane per il 75% producono per il mercato interno e oggi chiudono con i lavoratori che vengono licenziati».

Secondo i sindacati e tutti i lavoratori che hanno attivamente partecipato ai cortei indetti in tutta Italia, i provvedimenti presi con la Legge di Stabilità non mirano ad una ripresa economica del Paese e non affrontano il problema fondamentale del basso reddito che hanno lavoratori e pensionati. Servono soprattutto a mantenere uno status quo che invece non farà altro che affondare l’Italia e gli italiani. Il vice ministro dell’Economia aveva in precedenza rassicurato i rappresentanti della Cgil, Cisl e Uil sull’intenzione del governo di approvare un emendamento da destinare alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione in quanto qualcosa è stato recuperato con la lotta all’evasione fiscale e con lo spending review.

Secondo i dati allarmanti promulgati dall’Istat, a settembre 2013 gli occupati sono 22 milioni 349 mila, in diminuzione dello 0,4% rispetto al mese precedente (siamo intorno alle 80 mila persone in meno) e del 2,1% su base annua (circa 490 mila persone in meno). Il numero dei disoccupati, invece, è di 3 milioni 194 mila, in aumento del 0,9% rispetto al mese precedente (29 mila in più) e del 14% su base annua (391 mila persone disoccupate in più). La crisi è reale e servono provvedimenti urgenti per cambiare questi numeri e queste percentuali allarmanti.