iaia-calvioOrta Nova orfana di un sindaco. Sono passati tre giorni dal comizio tenuto da Iaia Calvio in una Piazza Pietro Nenni gremita di gente, subito dopo esser venuta a conoscenza dell’evento che ha determinato la crisi dell’Amministrazione Comunale ortese. A sangue freddo l’ex sindaco è ritornata – in esclusiva a lanotiziaweb.it – sulle possibili ragioni che hanno portato nove consiglieri comunali a presentarsi davanti ad un notaio di Cerignola e firmare le loro dimissioni per far cadere l’Amministrazione.

«Le ragioni dell’esito della storia della nostra Giunta – confessa Iaia Calvio -, sono tutte individuabili nel fatto che non ho voluto cedere alle pressioni, ai ricatti, alle richieste (diano gli altri il nome che preferiscono), non ho voluto cedere agli aut aut: “A mio fratello deve essere dato un posto di lavoro. Io aspetto che il Sindaco mi dia la prova, quando io avrò avuto questa prova e il Sindaco avrà sistemato mio fratello, allora io potrò tornare di nuovo a fidarmi e a camminare forse fianco a fianco”» – il discorso (da come è stato confermato anche dalla stessa Calvio) è riferito a Gerardo Lacerenza, il consigliere del PD, la cui firma è stata determinante sabato mattina.

«E’ evidente che – continua l’ex sindaco – rispetto a questo tipo di comportamento e ormai stretta in un angolo, non ho potuto fare altro che dire: “Io dall’angolo mi tiro fuori, voi siete liberi di fare quello che volete”. Evidentemente questa risposta che ho dato venerdì mattina non è piaciuta, non ha incontrato il gradimento del consigliere che si è lasciato convincere dagli altri, e a distanza di meno di 24 ore ha rotto gli indugi e sabato mattina ha firmato la mia caduta. La storia del raccoglimento firme dura da più di un anno, nonostante qualcuno, come ad esempio Antonio Bellino, abbia smentito di aver provato a fare una cosa del genere».

La domanda quindi sorge spontanea, perché solo ora? «Quando io sono chiamata a governare la città perché un po’ di persone hanno deciso di votare per me, io ho il compito, il dovere e la responsabilità di farlo senza ovviamente commettere reati. Se una persona formula delle richieste un po’ strambe e queste richieste vengono respinte al mittente, e contemporaneamente si riesce a risanare i conti, mantenere i servizi, addirittura migliorarli, fare interventi a favore della scuola, regalare alla città un anno intero del nostro stipendio… allora se io riesco a fare tutte queste cose e anche altre senza dover mettere in pericolo nessuno e senza compromettere me e gli altri, mi spieghino i professori, i saccenti, perché io avrei dovuto astenermi dal lavorare per conseguire questi risultati? Nel momento stesso in cui riuscivo ad adottare delle decisioni buone per la città e nel frattempo a respingere quelle richieste, mi spieghino cosa c’è di male in questo?».

Per Iaia Calvio non ci sono ragioni politicamente valide che hanno spinto questi nove «farabutti della politica», così come sono stati definiti durante il comizio di domenica sera, a firmare la caduta dell’Amministrazione. «Io vorrei capire cosa hanno in comune Porcelli e Moscarella? Vorrei ricordare che Porcelli è salito sul palco del 2011 come candidato alternativo a Moscarella. Che cosa hanno in comune Bellino e Moscarella? Devono spiegare alla città in nome di quale ragione politica questa Amministrazione Comunale non poteva andare avanti».

Riferendosi al Commissario prefettizio che arrivato ad Orta Nova, continua dicendo che «non troverà un bilancio disastrato perché in due anni e mezzo con una bella politica, purtroppo di rigore ma dovevamo farla, con tutta una serie di scelte oculate anche grazie ai cittadini onesti che hanno pagato le tasse, e nonostante i debiti e 1 milione e 200 mila euro di mutui annui da pagare, io posso affermare di aver lasciato tutto in ordine e il Commissario prefettizio potrà confermarlo».

Si ricandiderà? «Non lo sappiamo».

E’ vero che è già pronto un posto per lei alla Segreteria Provinciale del PD? «Questo non lo so – conclude la Calvio -. Il Segretario Provinciale ha buona considerazione di me e in questo è assolutamente ricambiato. Si stava pensando da tempo ad una mia possibile partecipazione, ma non lo so. Mi rimetto alle valutazioni del Segretario».

4 COMMENTI

  1. Prima con la dottoressa, poi col segretario provinciale, poi col nuovo segretario… Fai una scelta chiara!

  2. La verità è che le ”pressioni”ci sono sempre state e sempre ci saranno.
    Fermare il tutto dal principio (avendo ”conosciuto” meglio i consiglieri?
    O andare avanti per il bene del paese ,schivando e facendo orecchie da mercante ai soliti giochetti proposti dai soliti faccendieri?
    Con il materiale umano della non ultima generazione politica,credo che il sindaco abbia scelto il male minore…..(andare avanti per Orta).
    Comunque comizio da brividi….complimenti avvocato,ha reso pubblico uno spaccato di vita politica che tutti immginavamo così, ma non esisteva conferma pubblica.

  3. la differenza tra moscarella e porcelli è l’essere di dx con sfumature diverse. la dx ortese aveva bisogno di un’alternativa a moscarella che non la concedeva pacificamente. come la Calvio non l’ha concessa a Maffione con le primarie.A orta nova senza il sostegno della dx non si diventa sindaco. ci spieghi la Calvio come ha fatto, oltre all’uso dell’immagine femminile difronte alle nuove generzazioni e al sostegno delle donne che oggi sono libere rispetto ai condizionamenti familiari.

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