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Dalla Direzione Pd l’archiviazione del governo. Domani Letta al Quirinale per rassegnare le dimissioni, a seguito delle parole di Matteo Renzi: «Grazie Enrico, ma servono legislatura costituente e cambio radicale. Corro il rischio», fino al 2018. Sarà il più giovane premier d’Europa. Ai voti: sì di Cuperlo, no di Civati e dei suoi fedelissimi. «A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico – ha dichiarato Enrico Letta -, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri». La direzione del Pd ha approvato il documento che chiede una «fase nuova, con un nuovo esecutivo» con 136 voti a favore, 16 voti contrari e 2 astenuti.

Il consiglio dei ministri resta confermato per domani mattina alle 11,30 a Palazzo Chigi, dopo l’annuncio del premier Enrico Letta di volersi dimettere domani al Quirinale. La riunione era stata convocata in precedenza senza alcun ordine del giorno. Il premier potrebbe salire dunque al Quirinale subito dopo il cdm.

LE REAZIONI

Questo governo «viene fatto cadere in esito allo scontro interno al Pd». Così il leader di Ncd, Angelino Alfano, in conferenza stampa. Se nel nuovo esecutivo «non si avranno le condizioni politiche per far valere le nostre istanze noi diremo no alla nascita del nuovo governo. Per noi non sarà un governo politico», aggiunge il leader di Ncd.

Silvio Berlusconi, ancora in silenzio stampa, guiderà invece la delegazione azzurra al Colle. Assieme al Cavaliere saliranno al Colle i due capigruppo di Camera e Senato.

«Fare previsioni fino al 2018 mi pare molto azzardato». Lo dice il cofondatore del M5S, Gianroberto Casaleggio, al termine della sua visita a Roma. «Vedo un quadro di forte instabilità come dimostrato in questo primo inizio d’anno con forze politiche che si separano e liti interne ai partiti», ha aggiunto.

«Quella a cui stiamo assistendo è una contesa che riguarda soltanto il potere – fa sapere Nichi Vendola dalla sua pagina Facebook -. Una lotta fratricida che si consuma dentro una manovra di palazzo. Servirà soltanto ad accrescere il disincanto e la lontananza dalla politica. Questo teatrino non ci riguarda: con la destra, berlusconiana o diversamente berlusconiana, noi non governeremo mai».