gemelline_schepp

Conduce in Canada l’ultima pista legata alla scomparsa di Alessia e Livia, le gemelline vodesi scomparse ormai tre anni fa. Una lettera giunta alla redazione della trasmissione italiana “Chi l’ha visto?” ha riacceso la speranza: il mittente afferma di aver lavorato nella tipografia che ha stampato i passaporti falsi delle due bambine. Se ne è parlato in una serie di servizi andati in onda questa sera.

Una segnalazione, se non pienamente attendibile, almeno tale da non essere scartata a priori dai curatori della trasmissione di Rai 3. Una troupe si è recata a Ottawa e Lachute, cittadina canadese menzionata nella missiva, e un’altra in Puglia, la regione scelta da Matthias Schepp, il padre delle bimbe, per togliersi la vita al termine di un tortuoso viaggio tra Svizzera, Francia e Italia.

La lettera è stata consegnata agli inquirenti, ed è firmata con un nome, probabilmente uno pseudonimo. Il documento, spedito il 7 febbraio da Bari, conterrebbe anche le indicazioni sull’ubicazione di questa tipografia clandestina (tipografia che dovrebbe trovarsi a poche decine di Km da Cerignola, ndr). Non solo: viene fatto il nome di una persona, un professionista pugliese, e quello del luogo (proprio in Puglia) dove si troverebbe la tipografia, che sarebbe specializzata nel creare falsi documenti per stranieri. (da Ticinonline)

LA LETTERA

Vi scrivo per il caso delle gemelline Schepp. Le gemelline sono vive e si trovano in Canada (Ottawa e Lachute). Le trattative di questa sporca transazione le ha seguite un […] di […]. Io ho lavorato per la tipografia che ha stampato i passaporti falsi. Ora non lavoro più in quella tipografia non lontano da […]. Un’ultima cosa. Indagate bene perché dietro questo cane falso perbenista ci sta un giro impressionante di traffici di persone… lui procura documenti falsi a centinaia di persone quasi tutti extracomunitari, ragazze dell’est, di colore ecc.. ma i bambini non si toccano. Saluti.

Quali i legami delle bambine con il Nordamerica? Matthias Schepp nacque a Toronto, dove i genitori si trovavano per lavoro, ma niente altro. Già in passato si è parlato del Canada in relazione alla scomparsa, e di un “professore” che aveva realizzato dei passaporti falsi. “Chi l’ha visto?” ipotizza (tra le altre cose) la possibilità che le bambine siano state messe su un volo in partenza da Lione, destinazione Canada. Perché sono state menzionate due località? I giornalisti ipotizzano che le bimbe potrebbero essere state divise, forse per farle passare inosservate. Nessuno ha notato nulla, a Lachute. Anche i media canadesi si sono occupati della vicenda.

Il mittente della lettera parla di una “sporca transizione”. Di cosa si tratta? Della destinazione scelta da un’organizzazione che ha ricevuto le bambine proprio da Matthias Schepp in Corsica, e che le ha portate lontano? Molti gli elementi tirati in ballo, ma è difficile stabilire un nesso preciso tra di essi.

3 COMMENTI

  1. solo a leggere questo articolo,ho le lacrime e brividi… Spero tanto sia vero…ma perchè solo adesso?? Una mamma è in pena per loro… speriamo esca presto la verità…

  2. questo “professionista” presunto tale e’ l’artefice di gesti cosi’ ignobili.A Cerignola non ci manca proprio niente!! non sapevo che si realizzavano i passaporti falsi.Esiste tanta cattiveria,alla fine sono sempre gli innocenti e i bambini a farne le spese;mi auguro che le bimbe,se e’ vero che sono vive,siano riportate alla mamma.

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