foto biagio 2Con Biagio non si bigia. Soprattutto se a salire in cattedra per un giorno è proprio l’amato artista di origine pugliese, Biagio Antonacci. “Il mestiere del cantautore”: questo il tema affrontato stamane nell’Aula Magna dell’Ateneo di Bari, stracolma fino all’inverosimile. Centinaia gli studenti, ma non solo, accorsi per assistere alla lezione del Prof. Antonacci, per la prima volta in un’aula universitaria. Interminabili code anche fuori. I responsabili del Seminario, coordinato dalla Facoltà di Scienze dello Spettacolo, avevano previsto un incontro da un’ora, ma per accontentare tutti, Antonacci, con la generosità e l’umiltà di pochi,  fa bis, trattenendosi a chiacchierare con i suoi fan fino alle 12.30. Di ritorno da New York, dove il 7 marzo scorso, sul prestigioso palco del Madison Square Garden, ha festeggiato, insieme a Jovanotti, i 20 anni di carriera di Laura Pausini,  “Il cantore dell’amore moderno”, come lo hanno ribattezzato in molti, ha risposto alle tante domande, ha ripercorso la sua carriera e raccontato i suoi grandi successi. Dalla faticosa gavetta in quei nove anni vissuti da geometra di giorno e musicista di sera, a “Liberatemi”(Festivalbar 1992), il primo grande successo che segna il suo battesimo nella scena pop, con oltre 150.000 copie vendute, fino ai tanti altri successi discografici che lo hanno consacrato negli anni come un cantore appassionato e viscerale dei sentimenti e delle emozioni umane, da  “9 novembre 2001”, a “Convivendo”, “Vicky Love” e il “Cielo ha una porta sola”. Da “Inaspettata”, album con cui nel 2010 vince il disco multiplatino,  al famoso Concerto per l’Unesco nel Colosseo, il primo concerto pop tenuto da un cantautore italiano nell’Anfiteatro Flavio, fino al suo ultimo successo “Sapessi dire no”, uscito lo scorso anno, in cui era contenuta anche la pizzica “Non vivo più senza te”, “un omaggio al Salento e alla mia terra, la Puglia”- ha dichiarato il cantautore- che l’estate scorsa ha fatto ballare l’Italia intera.

Una passione che diventa mestiere. Un talento che, da Rozzano, alla periferia di Milano,  con il sudore e la polvere dei foto biagio 1palchi, lo porta ad esibirsi a San Siro e a vincere, nel 2006, il “Miglior Pop/Ballad Song” con la versione spagnola di “Vivimi”, scritto per Laura Pausini. E’ questa la storia di Biagio Antonacci che, agli studenti baresi, parla di musica e dell’enorme macchina, fatta di professionalità diverse,  che vi è dietro un artista, di  talent show, “una fabbrica di illusioni”-li definisce – e di social network, “un mare di idee e di energia in cui, però, si naviga, senza carta d’identità”. Ma prima di tutto, Biagio confessa ai suoi giovani uditori la sua personale ricetta della vita fatta di:curiosità, sogno,energia, libertà, talento. Ma soprattutto umiltà.

“Quell’umiltà che ho riconosciuto, prima ancora del talento,  in una giovane artista come Alessandra Amoroso- dice- per cui ho scritto un brano del suo ultimo album interamente prodotto da Tiziano Ferro. Bisogna riprendere a credere e ad investire sui giovani artisti, partendo innanzitutto dai buoni autori che mancano in questo momento. Sarebbe bello creare un talent per gli autori”- propone.

“Starei a parlare qui per ore- confessa- E’ un’esperienza bellissima. L’energia vera, la vita, nasce qua tra i giovani. Senza l’energia la musica non esisterebbe, ce la faremmo da soli in casa”.

Biagio Antonacci non ha cantato oggi ma tornerà presto con “Palco Antonacci tour” che partirà proprio a Bari, il 24 maggio prossimo, all’Arena della Vittoria. Intanto, saluta i suoi fan con l’ultimo ”video selfie” di “Ti penso raramente” e un messaggio di speranza: “E’ la bellezza che salverà il mondo, ma è l’imperfezione che regola la vita. Perché, in fondo, siamo acqua dentro al fuoco, un perenne controsenso”.

1 COMMENTO

  1. Un buon articolo e buon giornale,peccato che chi di dovere scordi di chiedere il permesso ai proprietari delle foto che vengono pubblicate di poterlo fare!!

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