85003_p18kfi89ne150bvvv1aa71u4mgb95_0Teneva in un box vicino casa sua, a Cerignola, un vero e proprio arsenale da guerra. E ne smerciava i pericolosissimi pezzi alle bande criminali degli assalti ai blindati e ai clan foggiani e baresi. Francesco Russo, cerignolano di 39 annni, in paese meglio conosciuto come “Rimini Rimini”, per diversi mesi ha venduto fucili da guerra, kalshnikov, addirittura bazooka alla malavità locale. “Una Santa Barbara tra le più grandi in Italia”. Così ha definito la montagna di armi sequestrata l’agente di polizia che la mostrava ai giornalisti durante la conferenza stampa.
Cerignola: blitz polizia in un box, trovato arsenale d’armi
Dodici armi lunghe, tra cui fucili mitragliatori, kalashnikov, quattro pistole, otto silenziatori, migliaia di munizioni di ogni calibro, un mitragliatore a ciclo continuo con treppiede, uno storditore elettrico, una penna pistola, due giubbotti antiproiettili, persino pistole e fucili d’antiquariato. Gli imvestigatori pensano abbia venduto finanche un bazooka, la cui fotografia era inserita nel catalogo di vendita che Russo aveva redatto per i suoi clienti. Quando i poliziotti sono passati alla perquisizione di casa sua hanno trovato nascosta in un vaso anche la droga: 50 grammi di cocaina e 100 grammi di hashish. Sequestrat nel box anche un’auto e due motociclette rubate, diuverse targhe false, addirittura diversi reperti archeologici.
Ora gli agenti vogliono risalire ai canali utilizzati da Russo per il reperimento dell’arsenale e all’identità di eventuali acquirenti delle armi.
Nelle ultime settimane il commissariato di Cerignola, coordinato con la Squadra Mobile di Foggia e con la Sezione centrale operativa (Sco), ci aveva già provato diverse volte a stanare Russo, ha spiegato la dottoressa Loreta Colasuonno, dirigente della base di polizia della città ofantina. Con una perquisizione casalinga perfino due settimane prima della scoperta dell’arsenale, una perquisizione che però ebbe esito negativo. “Ad ogni modo  – ha tenuto a precisare la Colasuonno – i blitz sono arrivati non per attività tecnico-investigativa ma soltanto grazie al rafforzamento del controllo del territorio avviato a partire dai fatti di sangue di Palagiano. Un controllo del territorio condotto tanto bene, si è detto in conferenza stampa, da far parlare, ora, perfino di un “modello Cerignola”. (fonte Teleradioerre.it)

4 COMMENTI

  1. possibile tutte queste armi e mai nessuno prima di oggi si è accorto?
    arrestatelo pure, tra qualche giorno lo riavremo nuovamente fra i piedi.

  2. hai ragione lupo nero,gli avvocati come devono “campare”.Lo arrestano e chi lo mantiene? noi, con le nostre tasse,ci vorrebbero pene piu’ severe per eliminare questi parassiti della societa’.

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