assaltavano-i-tirLa polizia non ha dubbi. Per loro, quella sgominata in nottata, a Cerignola, è una delle numerose batterie attive sull’asse Cerignola-Bari dedite alle rapine/assalti a tir carichi di sigarette. E ha provveduto all’esecuzione di 8 provvedimenti di fermo a carico altrettanti soggetti, cinque dei quali sono stati arrestati all’alba di oggi, gli altri tre sono attivamente ricercati. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dai pm della procura di Foggia, Bafundi e Palumbo.

Il dispositivo posto in essere dalla polizia (chiamando a raccolta le forze della questura di foggia, delle squadre mobili di Foggia e Bari, del commissariato di Cerignola, del reperto prevenzione crimine di Bari, del servizio centrale operativo e della polizia stradale) ha stretto per ora il cerchio attorno a Sante Cartagena, di 57 anni e Vito Dibisceglia di 52, entrambi di Cerignola; insieme a loro anche Bruno Vitale di Lavello, Vincenzo Mundo di Bitonto e Nicola Rubini di Bari.

Tutti accusati di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, porto abusivo di armi e ricettazione. In particolar modo, la polizia attribuisce al gruppo gli ultimi due assalti ai danni di tir carichi di sigarette, due rapine milionarie: la prima il 18 giugno, lungo l’A14, nei pressi dello svincolo per Cerignola Est. Il bottino, un carico di tabacchi lavorati esteri (monopolio italiano) si attesta su circa 1milione 600mila euro; l’altro colpo, appena una settimana fa, il 24 luglio.

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Anche in questo caso rapina a sei zeri: il commando ha portato via un carico di sigarette del valore di 1milione di euro, sempre nel territorio di Cerignola, ma questa volta lungo l’A16. In entrambi i casi, ad essere colpiti due mezzi della società Logistica Italia che dovevano trasportare il carico di bionde a Bari, ai depositi del Monopolio che avrebbe poi provveduto a distribuire la merce nelle rivendite di tutta la regione.

Si tratta – spiegano gli inquirenti – di un gruppo di “professionisti” nel campo degli assalti, dotati di conoscenze tecniche e tecnologiche e di strumentazione di alto livello. In un capannone in agro di Orta Nova, dove è stato ritrovato intonso il carico della seconda rapina, gli agenti hanno sequestrato due giubbotti antiproiettile e 4 jammer (inibitori di frequenza) di grosse dimensioni Con questa attrezzatura, il commando schermava letteralmente il carico (e l’intero tratto autostradale) inibendo anche il più evoluto sistema satellitare o gps.

Per evitare il blocco motrice che si innesta automaticamente in caso di rapina, il commando era organizzato con fiamma ossidrica e motrice d’appoggio: di fatto – bloccando il traffico autostradale, con la minaccia di armi ad alto potenziale di fuoco, fucili e kalashnikov – sganciavano il rimorchio dalla motrice originale e lo agganciavano sulla motrice d’appoggio adeguatamente schermata dall’utilizzo di jammer. Una falla di pochi secondi nella copertura del mezzo ha permesso alla polizia di intercettare un segnale proveniente da un deposito sulla strada che collega Orta Nova a Stornara, recuperando il carico milionario e gran parte della strumentazione adottata.

Secondo la polizia, i malviventi sarebbero stati in procinto di mettere a segno ulteriori assalti armati. Da qui la necessità dell’adozione, in via d’urgenza, dei fermi, concordata con i magistrati titolari dell’inchiesta. L’operazione si inquadra nell’ambito delle attività svolte da appositi gruppi di lavoro, composti da investigatori del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili pugliesi, per contrastare le forme più gravi di criminalità predatoria riconducibili alle numerose consorterie malavitose originarie della regione. (tratto da FoggiaToday.it – M.G. Frisaldi)

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