Nella prima udienza di uno dei due tronconi del processo scaturito dall’inchiesta “Black Land”, il Gip del Tribunale di Bari, Galesi, ha ammesso la costituzione di parte civile sia del Comune di Cerignola che del Consorzio di Igiene Ambientale Bacino Fg/4. Ammessa anche la richiesta di risarcimento dei danni avanzata dai due enti, difesi dall’avvocato Pietro Barbaro, che ha chiesto un indennizzo pari a 15 milioni sia per il Comune che per il Consorzio, oltre ad una provvisionale di 5 milioni, anche in questo caso per entrambi.  Un processo, quello barese, che è a carico di undici persone fisiche: il Gip ha rigettato tutte le richieste di rito abbreviato condizionato, mentre il Pm Nitti non ha dato il consenso alla richiesta di patteggiamento di uno degli imputati perché ritenuta non congrua. Tutti gli undici imputati saranno giudicati dunque con rito abbreviato “secco”. La prossima udienza è stata fissata per il primo dicembre, per la conclusione di tutte le parti, mentre la sentenza dovrebbe arrivare il 17 dicembre. Per quanto riguarda l’altro troncone del processo, che vede imputati quattro società e tre persone fisiche, questo si svolgerà a partire dal 27 novembre a Foggia, davanti al Giudice Monocratico Carlo Protano del Tribunale del capoluogo dauno. I soggetti coinvolti, questo è l’atto di accusa della Dda di Bari, avrebbero «gestito abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali conferiti da ditte campane, trasportandoli e smaltendoli illecitamente nelle province di Foggia, Bari, Benevento e Potenza».

1 COMMENTO

  1. Speriamo che non si faccia una causa all’italiana, lunga decenni
    e che si chiude a “brodo di ceci”.
    Ci vuole una sentenza giusta ed esemplare, che faccia capire ai malintenzionati che inquinare e quindi far morire (si dovrebbe ipotizzare omicidio colposo di massa) non lascia impuniti.
    Per un’azione del genere non esistono attenuanti e scusanti, senza
    sapere ancora quanti siti sono ancora celati a far danno.

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