A margine delle Primarie del Partito Democratico di Cerignola, valevoli per la designazione del prossimo candidato Sindaco della città alle amministrative della primavera 2015, giungono le prime considerazioni da parte dei due sconfitti Michele Longo, già Capogruppo in Consiglio comunale dei democratici, e Carmine Roselli, ex Assessore e vicesindaco dell’ultima giunta di centro sinistra targata Matteo Valentino.

Il primo ha tenuto, nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 27 novembre, una conferenza stampa aperta a tutti dove ha illustrato il proprio punto di vista e le mosse da compiere nell’immediato futuro: «Queste Primarie hanno messo in evidenza un modo di fare e di agire, già notato nella scelta di alcune regole come l’albo chiuso, che sinceramente non mi appartengono ed è per questo che come prima cosa annuncio le mie dimissioni da Capogruppo, poiché non mi sento di rappresentare un gruppo consiliare di un partito che, a livello locale, non mi appartiene – afferma Longo -. Ritengo che ci siano stati diversi lati oscuri nella gestione e nella conduzione delle elezioni di domenica scorsa e, come mi hanno garantito anche dal Provinciale, acquisirò e farò verificare tutti i dati, le firme, il numero delle schede e i soldi raccolti perché voglio vederci chiaro. Il sistema informatico, poi – ha proseguito il piddino -, ha lasciato sconcertati molti e per quel che mi riguarda mi sento danneggiato dalle centinaia di persone che avevano effettuato la registrazione ma negli elenchi, domenica, non risultavano. Questo ha fatto sì che molti rinunciassero al voto e le oltre 4000 firme mie si sono tramutate in 2100. Una situazione imbarazzante che fotografa una gestione quanto meno rivedibile all’interno del partito locale. Non lascio il Partito Democratico, anzi, sarò d’ora in poi l’anima critica di questa parte politica – come fu nel 2010 -; voglio restare dentro e cercare di cambiare un modo di fare che per troppi anni ci ha danneggiato a livello di immagine. Sulle primarie andrò fino in fondo, verificherò tutto e se ce ne saranno i presupposti chiederò anche l’annullamento delle stesse, poiché ritengo che le irregolarità, fossero anche irrilevanti ai fini numerici, rappresentano un dato sul quale non possiamo passarci in modo leggero. Non mi interessa il numero di schede in più, o la quantità di soldi mancanti, ma è la cosa in se che non accetto e denuncio. Per i soldi raccolti, infine – conclude l’esponente di centro sinistra -, ritengo sia più giusto darli in beneficenza, vista la brutta figura fatta, anche perché sarebbe complicato restituirli agli elettori, cosa più giusta da fare a mio parere».

I diversi spunti del bancario trovano comunanza con quanto affermato da Roselli, a mezzo nota stampa inviata nella tarda mattinata di oggi 28 novembre, quando punta il dito contro lo svolgimento delle primarie, la fase organizzativa, e i punti d’ombra. «Al di là della pessima prova organizzativa, il PD paga il prezzo di un decadimento morale e ideale difficilmente sanabile, trasfuso nei metodi adottati per la conquista del consenso “a tutti i costi” – esordisce il commercialista -. Ho subìto, nonostante le numerose battaglie, ricorsi, proteste, un continuo stillicidio di forzature, di “imposizioni” democratiche di regolamenti, strategie, apparentamenti, desistenze, divieti, rifiuti, tutti frutto di una strategia volta al “controllo” del voto affinché alle primarie non partecipassero tutti i cittadini e dalle urne non saltasse fuori il nome di un candidato “sgradito” o semplicemente “non funzionale”. E questo, di per sé, è già una distorsione del concetto di democrazia. I cittadini e gli elettori intervenuti domenica alle nostre primarie hanno avuto la netta sensazione di trovarsi in una realtà parallela – ha proseguito l’ex Assessore -, inermi spettatori di uno scempio della democrazia sacrificati sull’altare della sopraffazione, del sospetto, dell’odio politico. Non capivano cosa stesse succedendo, e tuttora non conoscono i dettagli delle irregolarità che hanno falsato lo spirito e l’esito della competizione. Tra le tante, ne citerò alcune. Albo degli elettori “blindato” e chiuso due giorni prima del voto. Una pratica unica in tutta Italia […] Albo che non è stato messo a disposizione, anzi di cui è stata decisamente negata la consegna ai candidati, né sottoposto a un controllo di regolarità e di rispondenza. Albo che sin dalle prime battute della consultazione si è rivelato un colabrodo dal quale mancavano centinaia di nominativi che pure si erano preregistrati online. Con la conseguenza che, per votare, bastava recarsi al seggio con una “mail” di registrazione facilmente falsificabile, una sorta di iscrizione “last minute” non consentita dal regolamento. Parallelamente, centinaia di elettori, dopo aver fatto un’ora di fila sono dovuti tornare indietro in quanto non risultavano inseriti nell’albo, nonostante la loro registrazione. I più fortunati, coloro i quali riuscivano a rimediare la “prova” della registrazione, si sono nuovamente messi in coda per votare, mentre i più sfiduciati hanno rinunciato al voto. Centinaia di elettori “riconosciuti” al seggio in base non al documento di identità, ma in base al “referente accompagnatore”. Altri che hanno trovato firme apposte negli spazi adiacenti ai loro nominativi prima ancora che potessero votare. Per finire, oltre 400 schede in più rispetto alle persone che hanno votato. Procederò con un esposto alla Polizia Postale affinché apra un’indagine sul corretto funzionamento della procedura informatica adottata e su eventuali alterazioni del sito e/o accessi abusivi allo stesso. Resta il dato politico del fallimento di una competizione che doveva e poteva restare pulita. Il patto alla base delle primarie è stato infranto e il Partito Democratico – chiosa Roselli -, a Cerignola, non “cambia verso”. Bentornati nel 1993».

Su tutto la considerazione che lo stesso Raffaele Piemontese, segretario provinciale del Pd, ha offerto ai candidati in un incontro lo scorso pomeriggio. Se vi erano dubbi, sarebbe assurdo, per il segretario di Capitanata, firmare il verbale di chiusura delle operazioni di voto delle primarie – invece di bloccare tutto -, per poi ravvisare solo nei giorni successivi la possibilità di irregolarità. Vi è la disponibilità massima per i controlli del caso – considerato che lo stesso Piemontese si è fatto garante dell’intera procedura -, con l’imperativo però di non inasprire il clima e cominciare a lavorare per il 2015. Pare, tutti insieme.

12 COMMENTI

  1. Ma veramente credete che la votazione sia stata regolare??
    C’era gente a votare che credeva fosse per il sindaco, senza
    sapere realmente cosa stesse facendo, a parte il candidato da votare.
    Ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere, se non fosse che questa gentaglia
    potrà trovarsi a gestire la cosa pubblica.

    • E tu cosa proponi per gestire la cosa pubblica, …… magari quella ciurma di desaparecidos che si annidano sotto il simbolo dell’uccello che porta i bambini ?

      • Siete tutti corrotti…Ci vuole la dittatura per farvi stare meglio.i partiti ,soprattutto quelli locali,sono lo specchio della società…o viceversa..quella cosa marrone che puzza..lo sanno tutti che è stata una farsa..che si muovono i potenti per appoggiare un candidato Sindaco perche se domani…..sciotavinnn!!!

        • Tu appartieni certamente ad entrambe le categorie, la nidiata dell’uccello che porta i bambine ricoperto suo malgrado …….. da quella marrone cosa che puzza.

  2. Il richiamo al 1993 e’ errato. Allora fu allontanato chi aveva il consenso popolare e da solo ebbe piu’ voti dei DS. Non mi sembra che chi oggi si lamenta possa paragonarsi a Gino Russo o poss sperare nel consenso de La Spiga. Al massimo potrebbe avere le poche decine di voti che allora ebbe Elena Gentile …….

  3. Chi voleva imbrogliare ha perso ed ora non si da pace, purtroppo per voi l’onesta ‘ vince sempre.

      • Sicuramente tu sei più schiavo di me perché io ho detto la verità e tu sei vergognoso perché lo sai e ti ostini a non vederla. Per mera informazione io non sono schiava di nessuno mi piace l’onesta’ valore in cui credo fermamente e non so se ti appartiene visto il tuo commento poco obbiettivo.

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