Manfredonia: stalking, evasione e furto aggravato: 8 arresti dei Carabinieri di Manfredonia

I Carabinieri di Manfredonia hanno tratto in arresto GUERRA Paolo, 35 anni, per atti persecutori.

L’uomo annoverava a suo carico già diverse denunce per condotte persecutorie commesse nei confronti della sua ex convivente. In particolare, in quest’ultima circostanza, la vittima aveva allertato l’utenza di primo intervento dell’Arma “112”, rappresentando che sotto la propria abitazione era parcheggiata, ancora una volta, l’auto dell’ex e che all’interno del mezzo vi era proprio GUERRA Paolo il quale continuava a minacciarla di morte tramite sms. I Carabinieri giungevano sul luogo indicato, trovando l’auto descritta e GUERRA Paolo che continuava, con il telefono cellulare ancora in mano, a minacciare la donna, che solo pochi giorni prima aveva presentato l’ultima denuncia contro il GUERRA per le continue e reiterate condotte ossessive. L’uomo, infatti, si era già reso responsabile di aggressioni fisiche nei suoi confronti, di danneggiamenti alle autovetture e di minacce anche verso parenti ed amici della vittima. L’arrestato è stato associato al Carcere di Foggia.

I Carabinieri di Manfredonia hanno arrestato anche RINALDI Matteo, 37 anni, per evasione.

RINALDI Matteo
RINALDI Matteo

Una donna contattava l’utenza di emergenza “112” segnalando una patita aggressione ad opera del convivente Rinaldi Matteo. Immediatamente giunti sul posto, i Carabinieri di Manfredonia bloccavano l’uomo, sottoposto alla detenzione domiciliare, per strada in forte stato di agitazione.

La signora riferiva di essere stata malmenata dall’uomo il quale aveva lanciato contro il figlio minore di lei, distruggendolo, il modem wifi adibito al controllo elettronico del braccialetto.

La donna ed il figlio venivano quindi soccorsi da personale del 118 e refertati, riportando lievi lesioni personali. Il RINALDI è stato associato al carcere di Foggia.

I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia hanno effettuato, inoltre, diversi servizi straordinari nel territorio per il contrasto del diffuso fenomeno del furto di energia elettrica. Nel corso di tali servizi, sono state tratte in arresto sei persone, tre italiani e tre rumeni, con l’accusa di furto aggravato e continuato.

In particolare i tre rumeni sono responsabili di aver allacciato abusivamente, con cavi elettrici volanti, le loro abitazioni a Zapponeta ad un traliccio in cemento dell’Enel ubicato a circa 10 metri di distanza.

Nel comune di Mattinata, invece, il controllo ha riguardato un residence in località Funni dove il gestore, B.P., italiano 50enne, aveva installato un magnete di grosse dimensioni sul contatore che azzerava la misurazione del consumo di energia elettrica pari ad un valore di circa 10.000 euro.

Nel Comune di Manfredonia, infine, altri controlli sono stati effettuati in località Cozzolete, ove, per il reato di furto aggravato e continuato di energia elettrica, sono stati arrestati due braccianti agricoli di 57 e 40 anni, per aver allacciato le rispettive abitazioni direttamente alla rete di distribuzione dell’Enel tramite dei fili elettrici di rame. Tutti gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

I Carabinieri di Lucera arrestano 26enne per estorsione

SENISI
SENISI Roberto Ciro

I Carabinieri della Compagnia di Lucera hanno tratto in arresto in flagranza di reato SENISI Roberto Ciro, classe ‘88, perché ritenuto responsabile del reato di estorsione.

L’arresto in questione trae origine dalla denuncia sporta ai Carabinieri della Stazione di Pietramontecorvino da un uomo per il furto della sua autovettura Fiat Panda. Dopo qualche mese, infatti, lo stesso aveva cominciato a ricevere alcune telefonate sulla sua utenza mobile da persone che gli chiedevano con insistenza del denaro per riavere la macchina. La vittima decideva di denunciare tutto ai Carabinieri che avviavano specifica attività d’indagine.

Nel frattempo il denunciante riceveva un’ulteriore telefonata in cui l’interlocutore gli chiedeva di recarsi a San severo e depositare in viale 2  giugno, alla base di una pianta ornamentale nei pressi del civico 547, una busta contenente la somma contante di 800 euro per poter rientrare in possesso della sua autovettura.

La vittima acconsentiva alla richiesta e l’estorsore, identificato poi nel SENISI, raggiungeva il posto e si appropriava della busta contenente i soldi, riponendola in tasca. La scena veniva osservata dai Carabinieri appostati nelle vicinanze che si dirigevano immediatamente verso il SENISI. A quel punto il giovane, vistosi scoperto, tentava di darsi alla fuga, ma veniva in breve raggiunto e bloccato dai Militari intervenuti.

A seguito di perquisizione personale effettuata sul posto, i Carabinieri rinvenivano la busta con i soldi ed un telefono cellulare che dalla visione delle telefonate in uscita si appurava essere proprio lo stesso apparecchio utilizzato per contattare la vittima e indirizzare le richieste estorsive.

SENISI Roberto Ciro veniva, pertanto, tratto in arresto ed associato alla Casa Circondariale di Foggia. Continuano, intanto, le indagini per accertare l’esistenza di eventuali complici dell’arrestato.