Che la data del 5 dicembre sia impressa nella mente di Salvatore Tatarella e dei molti cittadini cerignolani è cosa ormai nota, ma che questa possa, a distanza di più di vent’anni, essere attualità politica fa sorridere ai più, e suona certamente distorta agli addetti ai lavori. L’ex europarlamentare, e ancor prima sindaco di Cerignola, affida a una lettera il suo pensiero sulla politica attuale e ribadisce, cosa già letta molti mesi fa, la volontà ferma di non candidarsi più. Un documento inviato dalla Fondazione Tatarella, quella stessa associazione barese al centro di polemiche circa la creazione di una nuova Biblioteca comunale nel plesso ex Tribunale, e che dichiarava nella stessa circostanza – “la Fondazione non fa politica” -, fa il punto sulla carriera politica e sulle numerose, a detta dello stesso, richieste di scendere nuovamente in campo. Non si fa menzione, però, di coloro che avrebbero inoltrato tali richieste anche se, si vocifera, potrebbe esser stato proprio il sindaco Giannatempo a contattare il suo padre politico per valutare la disponibilità di questi a sporcarsi nuovamente le mani.

Il clima di incertezza che avvolge la compagine cittadina di centro destra, e le dichiarazioni del Primo cittadino di non volersi più candidare a Cerignola – cosa tutta da verificare -, però lasciano aperti molti scenari, dal paventato e mai confermato ritorno in campo di un Tatarella sindaco appoggiato da Mimmo Farina, altro volto noto della destra cerignolana, al riannodarsi di vecchi fili rossi proprio con Giannatempo. Oggi l’ex europarlamentare esce allo scoperto, forse anche dopo le recenti esternazioni di Metta che lo ha definitivamente scaricato – dopo l’incontro celebrativo del 2012 – alla luce dei recenti rumors di un riavvicinamento col ginecologo, con dichiarazioni precise circa la sua volontà ma che lasciano dubbi sulla reale genesi delle stesse, forse pronunciate proprio il 5 dicembre 2014, dopo ventun’anni, quale mossa per risollevare dall’agonia un combattente.

Nella missiva, inoltre, si fa riferimento all’esperienza di sindaco di Cerignola, avviata proprio quel 5 dicembre del 1993, esaltandone tutte le positività che, è indubbio sottacere, ci sono state e hanno fornito a Cerignola una nuova stagione di rinascita, edulcorando alcuni passaggi storici che avevano sfregiato quanto di buono fato. E’ cosa nota, infatti, la rabbia dei cittadini cerignolani quando Tatarella scelse di lasciare la sua città preferendo l’esperienza nazionale prima ed europea dopo; una ferita che il popolo ofantino non ha dimenticato e ha fatto pesare, nel momento opportuno, decretando la fine politica di Tatarella a Cerignola. I fasti d’un tempo, con il voto di protesta che portò questi a governare la rossa città di Di Vittorio, riconfermandolo nel mandato successivo col 60% delle preferenze, sono crollati quando lo stesso, nel 1999, decise di candidarsi, usufruendo del posto vacante lasciato dalla prematura scomparsa del fratello Pinuccio, alla camera dei deputati. Negli anni successivi, infatti, il consenso dell’ex missino venne meno, crollando di volta in volta, salvato alle elezioni europee da una formula, definita blindata dagli addetti ai lavori, che gli permise di essere eletto per ben due volte, la prima dietro Fini, Gasparri e Alemanno, e la seconda come vice capolista al sud di Silvio Berlusconi.

Difficile pensare oggi a una figura forte, in termini numerici, di Salvatore Tatarella a Cerignola; tanta esperienza ma, forse, in riferimento alla politica e ai politici, figura che sembra più scaricata che scaricante. La città si governa con capacità, con idee, con competenze e – soprattutto – con voti; nessuna di queste può essere tralasciata.

  • turidd

    …………. La città si governa con capacità, con idee, con competenze e – soprattutto – con voti; nessuna di queste può essere tralasciata……. le prime tre, relazionate al personaggio sono indiscusse, la quarta ossia i “voti” potrebbero essere, per un popolo “maturo” la diretta conseguenza delle prime tre.
    In questo momento, l’impegno diretto di un potenziale Sindaco come potrebbe esserlo Tatarella, con alle spalle l’autorevolezza di esponente politico di caratura internazionale, ma senza alcuna prospettiva di possibile carriera, servirebbe a dare a questa comunità cittadina e allo stesso Tatarella una possibilità di riscatto, di un uomo nei confronti di un territorio e viceversa, con la prospettiva che tutti potrebbero averne un ritorno sia in termini umani che politici.

  • mastro lindo

    Comunque Balzá, onestamente, non hai la caratura per fare il commentatore politico, meno che mai puoi utilizzare quello strumento chiamato ironia che tanto invidi a cirulli e che si vede che gli vuoi copiare. Torna a fare l’ Istituto Luce della Gentile, quello si che lo sai fare

  • cicio

    Visto che la città si governa con capacità competenza e voti il vostro Tommaso può starsene a casa…